Il cappello nero gli scende sulla fronte mentre indica un cavallo pezzato dagli occhi chiari e, subito dopo, un asino zoppo che continua a inseguire gli altri animali del recinto come se fosse il padrone del posto. Attorno ci sono caprette nane che corrono per i granuli, due lama, una gallina, un toro Highland dal pelo lungo e scuro. Il ranch di Keldon Johnson, a nord di San Antonio, non sembra la casa di un giocatore NBA nel pieno dei play-off. Sembra piuttosto il posto dove uno ha deciso di rifugiarsi dal caos del mondo in cui vive.
Maxime Aubin, per L’Équipe Magazine, è andato a trovarlo lì, nel Hill Country texano, dove la pianura si spezza in colline, querce sempreverdi, cactus e strade che sembrano star bene fuori dalla città. Johnson ha comprato questa proprietà nel 2023, nove ettari di campagna senza alcuna ambizione produttiva. Non è una fattoria con cui ci guadagna e non è un’operazione d’immagine. Gli animali, dice lui, sono animali da compagnia. Il ranch è un modo per stare altrove rispetto alla versione pubblica di sé: quella del compagno rumoroso, del sesto uomo che entra dalla panchina come una scarica. Mister Adrenalina.
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