
L’uomo da guardare è Jimmy Clark, perché dentro una stagione che a Maccabi Tel Aviv ha lasciato più rimpianti che prospettive, è uno dei pochi punti da cui il gioco continua ancora a prendere forma. Nelle ultime settimane è stato solido con continuità: ha segnato spesso in doppia cifra ed è stato anche uno dei riferimenti principali nella creazione per gli altri.
Le tre sconfitte consecutive in EuroLeague hanno tolto al Maccabi Tel Aviv ogni possibilità di rientrare nella corsa play-in. La squadra israeliana è dodicesima con 18 vittorie e, con un solo turno ancora da giocare, ha ormai troppo margine da recuperare su Barcellona decima, avanti di due successi. Per un tratto era sembrato possibile che il Maccabi riuscisse davvero ad attaccarsi alla lotta per il decimo posto. A rendere tutto più amaro è stata la sconfitta nel derby contro Hapoel Tel Aviv, 99-88. Prima ancora c’erano state le sconfitte in trasferta contro Parigi e Baskonia, probabilmente due delle partite più pesanti della stagione.
Attorno a Clark restano comunque altri riferimenti chiari. Tamir Blatt gli sta vicino soprattutto per il ritmo che riesce a dare alla manovra: ma non sempre emerge per volume offensivo. Jaylen Hoard continua a essere un pezzo importante per presenza fisica e produzione, spesso va in doppia cifra e lascia un impatto forte anche a rimbalzo. Roman Sorkin è un altro punto stabile, soprattutto vicino al ferro: contro Baskonia ha chiuso con 22 punti e 6 rimbalzi, confermando quel tipo di partita che gli appartiene, fatta di rimbalzi offensivi, seconde opportunità e lavoro preciso nel suo spazio. E poi c’è Lonnie Walker, che ha segnato in doppia cifra in ciascuna delle ultime quattro partite.
Dall’altra parte c’è una Virtus che ha attraversato una stagione molto più confusa. In EuroLeague è ultima, con un record di 13 vittorie e 24 sconfitte, fuori dai giochi da tempo anche solo per il play-in. Ha perso tanto e con continuità. L’ultima vittoria, l’89-79 contro Cantù in campionato, ha almeno interrotto una serie di otto sconfitte consecutive fra tutte le competizioni. In A è ancora prima con 19 vittorie e 5 sconfitte, alla pari con Brescia. È questo il paradosso del suo finale di stagione.
Anche qui il materiale individuale non manca. Durante la stagione una parte importante della creazione era stata affidata a Carsen Edwards, ma la scelta non ha prodotto il rendimento che ci si aspettava. Sono arrivate comunque altre risposte. Derrick Alston Jr. si è mostrato capace di colpire in modi diversi, da posizioni diverse. Aliou Diarra ha dato spesso un contributo utile sia nei punti sia a rimbalzo. E poi ci sono Mouhamet Diouf e Saliou Niang, che con il loro atletismo aggiungono energia e cambiano il tono fisico della squadra. La sensazione, però, è che il problema più grosso della Virtus non sia stato soltanto tecnico o tattico, ma interno: gli attriti nello spogliatoio hanno pesato sui risultati e hanno finito per accompagnare anche l’uscita di Ivanovic. Per questo la partita può valere anche come laboratorio, come spazio per ritrovare un po’ di coesione prima del finale vero di stagione.
20:05 Basket, Eurolega: Maccabi Tel Aviv vs Virtus Bologna – SKY SPORT