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Interpreti
Nel ventre di Elland Road, c’è stato un istante in cui Mohamed Salah ha smesso di essere un’icona ed è tornato a essere un uomo. Un uomo che ha deciso di far saltare tutto. Non un lampo di emotività o un’esplosione d’orgoglio ferito, ma una scelta calcolata e fredda. Ha usato i microfoni come pedine su una scacchiera del suo gioco. A Liverpool tutto brucia da settimane, ma sabato sera è cambiato il colore delle fiamme: Andy Hunter sul Guardian mette in fila macerie, responsabilità e domande dicendo che ormai “la relazione tra Salah e il Liverpool è rotta”, scrive Hunter.
A Elland Road Salah era alla terza panchina consecutiva, comprensibile che fosse irritato, incomprensibile che scegliesse la pubblica lapidazione come forma di espressione. In sette minuti di monologo, fa notare uil Guardian, ha usato “una serie di granate” con precisione chirurgica. Salah sostiene di essersi guadagnato un ruolo che Slot gli ha tolto, dimenticando — o fingendo di farlo — che Dominik Szoboszlai è stato il miglior giocatore della stagione. “Non è stata leadership – attacca il Guardian – ma puro autocompiacimento e un tradimento al resto dello spogliatoio». Così, la squadra soffre e i tifosi non capiscono più dove guardare.
Il club, scrive Hunter, ha scelto la calma domenicale per valutare il da farsi, ma la calma serve a poco se l’autorità dell’allenatore evapora. “Il Liverpool non può permettere che la cosa passi, se Slot deve mantenere autorità sul resto della squadra”. Sembra quasi ovvio escludere Salah dalla trasferta di Champions a Milano e dalla partita con il Brighton. Perché la sfida ora è politica, non tecnica. Hunter ricorda che in casi del genere viene più facile cambiare l’allenatore e non la stella in rottura, ma Salah è in declino, il suo peso economico è enorme, il suo futuro è già mezzo fuori dalla porta. La cornice intorno al quadro è tesa: 450 milioni spesi in estate e la squadra è in caduta libera, 10 gol concessi su palla inattiva, un attacco che spreca parecchio. Slot analizza e individua problemi, “ma non ne ha risolto uno”.
Alan Tyers sul Telegraph dice che abbiamo solo visto una nuova puntata del genere interviste-bomba. Invita a guardare le immagini per cogliere sullo sfondo l’espressione dell’addetto stampa del Liverpool. «Mi dispiace, conosco il club fin troppo bene. Sono qui da molti anni – sono le parole che il Telegraph sottolinea – e domani Carragher mi criticherà ancora, ancora, ancora, ma va bene così». Carragher commenta il calcio per Sky Sports UK e scrive per il Telegraph, e finora si è espresso solo in tv, dove ha detto che il Liverpool avrebbe bisogno di una leadership più visibile da parte dei suoi giocatori più esperti in un momento di crisi e che invece «l’unica volta che si sente Salah parlare è quando viene nominato migliore in campo o quando ha bisogno di un nuovo contratto». Come si dice in Partenope, sta finendo a pesci fetenti.