Il lavoro di Sage nel nord della Francia
Sbucato dal famoso nulla in cui sta avvolto l’inatteso, con quattro vittorie di fila il profondo nord di Lens ha preso la testa della classifica approfittando della sconfitta PSG a Monaco e del pari del Marsiglia col Tolosa. Il punto di svolta è stato l’arrivo di Pierre Sage in panchina. L’Equipe gli dedica la copertina in un numero speciale che raccoglie nelle pagine finali le prime pagine più significative del 2025. Il senso del primato viene individuato nel feeling con l’l’ex tecnico del settore giovanile del Lione. Sage ha portato due idee complementari: un atteggiamento riconoscibile, legato alla continuità tattica [difesa a tre, pressing altissimo], un sentimento di appartenenza alla regione e al club. Il risultato è un gruppo che gioca come una “squadra di matti furiosi”, aggressiva e solidale, capace di difendere avanzando. L’Équipe sottolinea il lavoro decisivo di Jean-Louis Leca, nuovo responsabile del mercato, incredibilmente efficace al suo primo anno nel ruolo: Florian Thauvin è stato un colpo di esperienza e personalità, Mamadou Sangaré viene paragonato a Seydou Keita, Samson Baidoo è un difensore potenza-velocità, Robin Risser un portiere preso al volo dopo la partenza di Diouf, Odsonne Édouard è arrivato come Piano B dopo Sinayoko. Dentro il gruppo si sono imposti naturalmente dei capi: Risser, Malang Sarr, Thomasson [“il capitano con tre polmoni”], lo stesso Thauvin. Sage spiega che il Lens ha guadagnato tempo perché non ha stravolto niente. Lui ha semplicemente dato continuità ad anni di lavoro, impostando la musica sulle note che i giocatori conoscevano. «Non abbiamo raggiunto il massimo potenziale» dice. Dopo l’infortunio gravissimo a Jonathan Gradit, la sua maglia è stata portata in campo e mostrata sui gol di Thauvin. Gradit è poi apparso in videochiamata dall’ospedale.
Quanto può reggere? Secondo Emery Taisne – ancora su L’Équipe – abbastanza per dar fastidio al PSG. Sarà uno dei temi dei prossimi mesi, dice il giornale francese, perché questo campionato ha una strana caratteristica: tutte le squadre sono allo stesso livello, tranne due: Lens e PSG. Un leader bellissimo che fa bene al campionato, si legge, mentre la squadra di Luis Enrique ha già due sconfitte e paga una preparazione estiva tronca, gli infortuni alle stelle, una rosa incompleta e un ritmo più basso rispetto agli standard europei, dove invece il PSG continua a essere competitivo. Quindi, per la prima volta da anni, c’è una breccia. E in quella breccia ci si è infilato il Lens.
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Che fine hanno fatto gli allenatori francesi
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Oh, ma avete visto qualche francese in giro?. Che fine hanno fatto, dove sono. Era pieno di francesi fino a poco fa. Eravamo circondati. Ce n’erano di antipatici come Raymond Domenech. Volevano mettere la chiesa al centro del villaggio come Rudi Garcia. Volevano perfino cambiare il fuorigioco come Arsène Wenger. E adesso? Erano seduti tutti in panchina e adesso saranno sulle panchine.