La lite Rabiot-Rowe, che cosa sta succedendo a Marsiglia

I romanzieri sono cattivi maestri. Altrimenti non si spiega. I romanzieri sono cattivi maestri e i calciatori stanno diventando davvero sensibili. Arrivano in un posto e si tuffano nel clima letterario della città. Altrimenti non si spiega. Prendiamo Rabiot, per esempio. Adrien Rabiot. Prendiamo Adrien Rabiot e Jonathan Rowe, due compagni di squadra. È del tutto evidente che sono arrivati a Marsiglia, si sono informati sugli scrittori locali e si sono messi a leggere Jean-Claude Izzo. “Marsiglia non è una città per turisti. Non c’è niente da vedere. La sua bellezza – scrive in Casino totale – non si fotografa. Si condivide. Qui, bisogna schierarsi. Appassionarsi. Essere per, essere contro. Essere, violentemente. Solo allora, ciò che c’è da vedere si lascia vedere”. 

Si sono così appassionati che il Marsiglia è davvero un casino totale. L’anno scorso è girata la voce dell’ammutinamento contro Roberto De Zerbi [se ne parlava qui], adesso l’aria frizzantina del Natale che si avvicina si manifesta in questa rissa dentro lo spogliatoio di cui parla L’Equipe in cima a tutti i fatti del giorno: è in prima pagina. Dopo la sconfitta con il Rennes sono stati sospesi dagli allenamenti e sanzionati senza ancora una data prevista di rientro. Rowe era già destinato alla cessione: nei giorni scorsi è stato accostato anche alla Roma. 

È successo che dopo la sconfitta, negli spogliatoio, il portiere Geronimo Rulli fosse particolarmente furioso contro Rowe. Gli era parso di notare una certa svogliatezza in campo. Secondo la ricostruzione di RMC, lo scambio è rimasto verbale, prima che Rabiot intervenisse con ancora più forza. Anche De Zerbi, riferisce L’Equipe, “ha avuto cose spiacevoli da dire” [«Se pensate che i gol cadano dal cielo, vi sbagliate di grosso»] e a quel punto le urla si sono sentite anche fuori dalla stanza. Gli allenatori che rovesciano gli oggetti dai tavoli e che mettono la faccia contro la faccia dei loro calciatori ormai ce li mostrano anche nei documentari più o meno embedded che girano sulle piattaforme. Deve essere andata così, e comunque le pareti degli spogliatoi di alcune squadre sono più sottili di altre. A Marsiglia sono cartavelina. Esce tutto. 

Il club nega – come dire – che ci sia stata fisicità. Tuttavia, secondo le informazioni raccolte da L’Equipe, non è stata solo una questione di parole. Rabiot avrebbe afferrato Rowe per il colletto, nello smarrimento più totale presto è stato chiaro che nessuno aveva intenzione di separarli, alcuni dei quali arrabbiati quanto loro. Quando l’episodio si è concluso, l’interprete di De Zerbi ha detto a Rowe: «Se Adri ti dice qualcosa, è per aiutarti o per attaccarti? Di’ la verità». Qui la versione del giornale indugia sul fatto che a un certo punto si sia parlato anche di «palle», “un concetto che anima regolarmente i discorsi al Marsiglia” – sottolinea L’Equipe – una squadra dove il testosterone abbonda come il riso sulla bocca degli stolti. Lo staff ha chiesto ai giocatori di evitare insulti quando si parlano tra loro, pareva finita, invece la tregua è stata di breve durata. 

Lontano dal trambusto, Darryl Bakola ha avuto un lieve malore. Mentre i medici si prendevano cura di lui, agli altri è stato chiesto di dirigersi verso il pullman, cosa che anche Rowe ha fatto prima di tornare indietro a controllare le condizioni del compagno di squadra. Nello spogliatoio semivuoto c’era Rabiot e a quel punto il match vero è cominciato. Pare che Benatia abbia avuto delle difficoltà a dividerli.

Questo succede a leggere Izzo. 

 

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