La nuova dimensione culturale di chi viene dalla Premier
Se va avanti così, ci saranno più calciatori inglesi in Francia che in Inghilterra. È l’esagerazione con cui L’Equipe racconta il fenomeno dell’estate, un’ondata di arrivi dalla Premier League. La settimana scorsa gli inglesi presenti nel loro campionato erano peraltro solo il 24,5% mentre il loro numero non è mai stato così alto in Francia: sono 11 dopo l’addio di Jonathan Rowe al Marsiglia per la rissa con Rabiot.
Un record che “può essere spiegato principalmente dalle caratteristiche specifiche di alcuni club. A Strasburgo lo staff è britannico, così come gli osservatori che lavorano per BlueCo, il consorzio che possiede Racing e Chelsea. Questa specificità ha contribuito agli acquisti negli ultimi mesi dell’ala del Southampton Sam Amo-Ameyaw e del terzino Ishé Samuels-Smith provenienti dai Blues, mentre un altro attaccante dei Saints, Samuel Edozie (22 anni), è ancora tra gli obiettivi in Alsazia”. Gli inglesi a Marsiglia di devono al passato di De Zerbi a Brighton. Sono tanti anche in serie A [9], in Liga [6] e in Bundesliga [5]. Chris Waddle dice che hanno capito di dover accettare l’idea di lasciare il loro paese se vogliono giocare di più, lo fanno per confrontarsi con un ambiente diverso, una lingua straniera, un nuovo stile di vita, un altro modo di guardare il calcio. Jadon Sancho è un altro che ci pensa. E ai club conviene perché «se le cose funzionano possono rivenderli in Premier League per tre-quattro volte tanto» come considera l’economista Simon Chadwick.
CARRELLATA L’Equipe dedica la prima pagina e i suoi servizi di apertura al calciomercato, lo fanno di rado: una panoramica su cosa serve ancora alle singole squadre di Ligue che si apre con il caso Rabiot e quella che viene definita “una strategia vaga ma d’attacco” del presidente Pablo Longoria e del direttore sportivo Mehdi Benatia. Ieri hanno ribadito le ragioni che li hanno spinti a volersi separare dal centrocampista, parlando di atti di estrema violenza. De Zerbi è sotto schock – dicono i due. Tra gli obiettivi di centrocampo appaiono a questo punto Bennacer del Milan e O’Riley del Brighton al quale aveva fatto un pensierino la Juventus. A Parigi invece sarebbe l’ora delle grandi partenze: questa è la priorità di Nasser al-Khelaifi e la foto che sormonta la cronaca è quella di Gigione Donnarumma. Al Monaco sanno che Ben Seghir potrebbe emigrare verso la Bundesliga [Leverkusen o Dortmund], il Lille è “un puzzle ancora incompleto”, il Lens è nel pieno della sua “operazione tabula rasa”, il Lione ha “il dilemma Fofana”, mentre al Paris FC pare sia arrivata l’ora in cui la Red Bull scende in campo e prende il comando delle operazioni. Il Nantes ha già chiuso trenta operazioni e non è ancora finita.
In generale la Ligue 1 continua a vivere nel marasma per i diritti tv. L’Équipe rivela che il canale criptato pianificato per il lancio e la commercializzazione della tv privata della lega [8 partite a giornata] doveva essere lanciato in settimana. LFP Media, la società commerciale della Ligue, non ha reso disponibili gli streaming previsti. Ieri sera Maxime Saada, presidente di Canal+, ha inviato una lettera a Nicolas de Tavernost, responsabile di LFP Media, in cui chiede formalmente alla Ligue di sbrigarsi e farlo oggi entro le 15, altrimenti intraprenderà un’azione legale. Lo spiega in questa lettera che L’Équipe ha ottenuto.