Gli eccessi del giovane spagnolo
Neppure il tempo di diventare famoso, benedetto ragazzo, e già ci fai preoccupare. Sul conto di Lamine Yamal nell’ultimo mese se ne sono dette e se ne sono lette abbastanza da far scrivere stamattina a L’Équipe che ormai si trova nella tormenta.
Tutto è deflagrato definitivamente sabato per la festa dei suoi 18 anni. Lamine è diventato maggiorenne e si è voluto regalare un grande evento in una villa nel Garraf, una delle comarche di Barcellona. Regola numero uno: divieto di usare i telefoni. Regola numero due. Nessun’altra regola. La festa aveva come tema: i gangster. Ecco. Pare che pure la torta gigante fosse all’altezza della fama. Ne scrive anche Paolo Tomaselli sul Corriere della sera riferendo di una pistola forse di marzapane o forse no che stava in cima. Parla di “sfoggio di coppole, anelli e collane”, di “dollari con il volto del giocatore sulla torta più kitsch di sempre”.
C’erano alla festa compagni di squadra, cantanti, creatori di contenuti [ehm], Gérard Piqué e Charles Leclerc. Una volta si diceva: una festa con nani e ballerini. Era una formula assai anni Ottanta. Era per dire: con tutte le attrazioni Barnum possibili e immaginabili. Yamal deve essersi fatto ispirare alla lettera. La denuncia è stata mossa dall’Associazione che tutela i diritti delle persone con acondroplasia e altre displasie scheletriche [ADEE]. La sua presidente Carolina Puente ha detto che quando un personaggio così in vista si permette una situazione del genere, il danno è ancora maggiore, perché trasmette alla società e ai più giovani l’idea che la discriminazione sia accettabile. Ma uno degli intrattenitori ingaggiati alla festa ha difeso il giocatore dicendo che nessuno gli ha mancato di rispetto. Frase chiave: «Lasciateci lavorare».
Su Telecinco, la modella Claudia Calvo ha detto che il giocatore aveva chiesto a un’agenzia la presenza alla festa di dodici ragazze di compagnia. L’Équipe aggiunge le virgolette. Un lavoro tra i 10.000 e i 20.000 euro a compagnia. Poi la signorina Calvo si è rimangiata tutto, ma le sue parole iniziali sono bastate a riaccendere il dibattito sulla reputazione di Lamine Yamal, “sotto i riflettori fin dall’adolescenza – scrive il giornale francese – e forse meno protetto rispetto alle stelle del passato alla sua età, in un momento nel quale anche l’immagine gioca un ruolo nella corsa ai premi individuali”. Scritto dal giornale che appartiene allo stesso gruppo editoriale di France Football, assomiglia a un avvertimento, un monito direbbero dal Quirinale.
Il giornalista Javier Giraldo lo ha difeso, parlando della necessità di staccare e dell’esigenza di normalità che avvertono ‘sti ragazzi carichi di gloria e di fama.Con quest’esigenza di normalità non tornano in effetti i 20.000 euro a compagnia e i nani alla festa, casomai ti aspetti una sbocciata a piazza San Giovanni, una domenica ai Cento Scalini di Gaeta, ma Yamal che ne sa di Gaeta.
L’ultima volta che lo abbiamo visto in campo era inizio giugno per le Final Four di Nations League, quando fu implacabile con la Francia e un fantasma contro il Portogallo, uscendo dal campo senza aver stretto la mano a Cristiano Ronaldo, con un atteggiamento che l’Équipe racconta essere stato giudicato come “arrogante e irrispettoso”. In vacanza, prima della festa, si è segnalato per un servizio uscito su un tabloid che riferiva di una relazione con un’influencer tredicenne, poi per un viaggio in Brasile e una giornata trascorsa con Neymar, “con cui condivide – aggiunge L’Équipe – diverse passioni”, vai a indovinare quali.
“Tutte queste informazioni non hanno mancato di irritare molti tifosi catalani. Le ultime polemiche non sono riuscite a rassicurarli”.