L’Équipe dedica un servizio carico di meraviglia a quanto sta succedendo sulle panchine della Serie A dove dieci squadre su venti hanno cambiato: il Milan e la Roma arrivati a fine contratto con Sérgio Conceiçao e Claudio Ranieri, l’Atalanta lo stesso con Gian Piero Gasperini, la Fiorentina per le dimissioni di Raffaele Palladino dopo che aveva rinnovato il mese prima, la Lazio con il licenziamento di Marco Baroni, altri cinque club per risoluzione consensuale, l’Inter con Simone Inzaghi, il Cagliari con Davide Nicola, il Torino con Paolo Vanoli, il Parma con Cristian Chivu, il Lecce giusto ieri con Marco Giampaolo.
Potrebbe non essere finita perché Filippo Inzaghi ha portato il Pisa in A ma in A non ci vuole restare, potrebbe tornare in B al Palermo e tentare un’altra ascesa con una proprietà di cui evidentemente si fida di più. Anche a Cremona c’è Giovanni Stroppa che fa riflessioni simili. L’Équipe ha chiesto ad Andrea Stramaccioni che sta succedendo. La sua tesi è che ci sia molta instabilità innanzitutto fra i dirigenti [cita le situazioni di Roma, Milan e Juventus] e che l’equilibrio dell’ultimo campionato abbia avuto un ruolo, con 18 squadre su 20 ancora in corsa per qualcosa nella giornata finale.