Niente bis per i Boston Celtics
Nei 25 anni trascorsi prima che i New York Knicks tornassero in finale di conference NBA a Est, ci sono state sette elezioni presidenziali negli USA e tre conclavi in Vaticano, Tom Brady ha vinto sette Super Bowl e i BlackBerry sono spariti dalla società. In tutto questo periodo di stravolgimenti, i Knicks sono stati sempre uguali a sé stessi, nella migliore delle ipotesi deludenti, in alternativa completamente disastrosi.
Lunedì sera qualcosa è cambiato con la nuova rimonta contro i Boston Celtics e il vantaggio di 3-1 conquistato nella serie, stanotte tutto si è compiuto con il solito Jalen Brunson da 23 punti e la tripla doppia di Josh Hart [10 punti, 11 rimbalzi e 11 assist].
Già da qualche giorno, ha scritto il Wall Street Journal “questa squadra impacciata aveva iniziato a convincere il più cinico newyorkese che i Knicks avrebbero potuto cambiare il loro destino”.
Al Madison Square Garden è arrivata “la vittoria più importante dei Knicks in questo secolo”, un periodo nel quale la squadra di NY ha cambiato 14 allenatori mancando i playoff per 16 volte su 25. I tifosi di New York hanno sfilato per le strade di Manhattan cantando Knicks in five. È da 52 anni che non vincono l’anello, nonostante l’ecosistema NBA favorisca l’alternanza. I Boston Celtics sono la settima squadra che lascia il titolo senza riuscire a ripetersi l’anno dopo. L’ultimo bis rimarrà ancora quello dei Golden State Warriors 2017-2018.
Se Oklahoma dovesse battere Denver in Gara-7, già prima delle finali di Conference avremmo la certezza di un’ottava squadra campione differente negli ultimi otto anni: Indiana o NY da Est, Minnesota o i Thunder a Ovest. In tre casi su quattro sarebbe un anello inedito. Non è meraviglioso?