Il primo Giro di Mura: lo spettatore multicrinito e pluribaffuto a L’Aquila

Lo spettatore multicrinito e pluribaffuto

Al secondo giorno da inviato per il suo primo Giro d’Italia, il giovane Mura si trova a L’Aquila. Dove Carlesi vince la tappa e Chiappano porta via la maglia rosa a Dancelli. Nella sua rubrica “Il processino” per la Gazzetta, Mura raccoglie pareri sulle chance degli outsider. 

 

Due «Sanson» si sono imposti oggi all’attenzione generale partecipando a una fuga a sette conclusasi poi con la vittoria di Carlesi. Il tema di oggi è il seguente: può la coppia Galbo-Chiappano essere considerata per un’eventuale sostituzione del più blasonato duo Zilioli-Balmamion, nel caso che gli ultimi venissero sottoposti alla più stretta sorveglianza? 

La tappa si è conclusa da pochi istanti. Aldo Zambrini, rappresentante dell’industria in seno alla Lega Professionisti, dice: – Tutti i corridori possono diventare marescialli, non si discute, ma mi sembra che a Chiappano e a Galbo manchi la mentalità per vincere il Giro. Con ciò non voglio dire che lo escludo in partenza; in un Giro come questo sono possibili tutte le sorprese solo mi sembra molto improbabile. 

Cosa pensano di questo inedito duo i corridori? Vediamo: Aldo Moser, brillante quanto sfortunato protagonista della fuga decisiva: – No, lo escludo assolutamente, a meno che Galbo e Chiappano non facciano miracoli. E poi, se è vero, come credo, che Zilioli è fermamente intenzionato a vincere il Giro, li vorrà a sua disposizione. 

Cribiori: – Penso di no. Alle prime montagne hanno finito. Verranno fuori gli altri. 

Poggiali: – Sono due che hanno buone spalle, che sanno giocare bene, ma pensare ad un loro «exploit» finale mi sembra azzardato. 

Per i direttori sportivi la parola ad Ercole Baldini e Waldemaro Bartolozzi. 

Baldini: – Be’, parlare di rimpiazzare eventualmente Zilioli e Balmamion è cosa molto impegnativa. Certo che si tratta di due ragazzi che hanno una grande volontà e non sono, specie Chiappano, sprovvisti di classe. Figureranno bene, questo sì. 

– Allora lei crede che la maglia rosa di Chiappano durerà un solo giorno?

– No, anzi. Potrebbe tenersela per un po’. 

– Domani a Rocca di Cambio, per esempio? 

– Domani Chiappano può benissimo restare «leader»: c’è salita, e lui ha dimostrato di saperci fare. 

Bartolozzi: – La condizione per fare un bel Giro ce l’hanno, indubbiamente. 

– Fino in fondo? 

– Fino ad un certo punto. Sono comunque due belle riserve per Zilioli e Balmamion. 

– Pensa che domani la maglia rosa cambi proprietario? 

– Non è detto che Chiappano la ceda tanto presto. Penso che la manterrà. 

Uno spettatore multicrinito e pluribaffuto ci vede prendere appunti e interviene: – Senta, per favore, dicono che mio cugino è un tirchio ma non è vero. È molto generoso. 

– Bene. E chi è suo cugino? 

– Modugno. 

– Il fatto è che vorremmo sapere la sua opinione su Chiappano e Galbo… 

– Ah, ma io di ciclismo non me ne intendo troppo. Però c’è qui un mio amico che è un 47’55”. L’amico è Francesco Del Zio, secondo al campionato italiano di velocità allievi, battuto in finale da Castello, con cui ha stabilito il nuovo record mondiale di surplace, 47’55”. Dice: – Vedo meglio Chiappano, è più discontinuo. Sebastiano Del Zio, cugino del suddetto Francesco: – Galbo finirà fra i primi quindici, glielo dico io. 

– E fra i primi cinque? 

– Eh, non si sa mai. 

– Quindi lei pensa che Galbo possa essere un degno sostituto per Zilioli, per Balmamion? 

– Senz’altro. 

– E Chiappano? 

– No. 

Maurizio Toti: – Domani spariscono tutti e due dalla classifica. 

Ezio Antonelli: – Galbo è più completo. Chiappano scoppierà col caldo e con le salite. 

– Ma la tappa di oggi non era pianeggiante…  E poi la squadra di Galbo si fida. Tutta la squadra. Però! Zilioli e Balmamion, come possono dormire sonni tranquilli? 

 

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