Il Milan ha ancora qualcosa da sistemare in società

  Il Milan ha raddrizzato in rimonta la partita di Lecce, ma il clima sulle cime deve essere ancora tempestoso. Il Corriere della sera scrive con Carlos Passerini e Arianna Ravelli che è urgente “siano definiti con chiarezza ruoli e funzioni: sul piano formale, nulla è cambiato dopo il famoso viaggio a New York, nella struttura del Milan: l’ad è uno solo, Giorgio Furlani, raccoglie da sempre tutte le deleghe e ha l’ultima parola su tutto quello che riguarda il club, dai conti alle scelte tecniche. Queste ultime però non sono le sue competenze e quindi ampia libertà di proposte e di gestione ha sempre avuto lo staff tecnico, dove Zlatan Ibrahimovic ha finito per assumere negli anni un ruolo sempre più centrale, anche oltre quello definito per lui inizialmente come superconsulente. Che l’incontro di Furlani con il proprietario Gerry Cardinale sia servito per ridefinire equilibri interni è comunque probabile. In ogni caso, è il momento di procedere sulle scelte del futuro”.

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport-stadio,  scrive invece che “non si poteva pretendere che Giorgio Furlani chiarisse immediatamente (…) ai tifosi una dozzina di cose sul Milan: non l’ha fatto per mesi, figuratevi oggi. Sarebbe bastata la risposta alla prima domanda: la società è ancora di Elliott o è di Red Bird? Ma si vede che a Furlani non conviene far sapere come stanno esattamente le cose. Del resto al Milan è tradizione ormai, da quando Berlusconi lo mollò: do you remember Yonghong Li? Non si capiva di chi fosse e a chi appartenesse il club. Unica costante, la presenza di Scaroni. Ho saputo che sarà proprio Furlani a incontrare i direttori sportivi avvicinati in precedenza a Londra da Cardinale: a questo punto mi chiedo a quale titolo, visto che la scelta spetterà all’uomo Elliott. Domanda del lunedì: con un ds di peso, di cosa si occuperà Ibrahimovic, che è uomo di Cardinale?”.  

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