Che cosa sta succedendo a Wembanyama

Per una volta le braccia sono basse. Nelle foto che arrivano dall’America, Victor Wembanyama le tiene in genere sollevate per schiacciare, per stoppare, per prendere un rimbalzo, per fare uno qualunque dei gesti previsti dalla pallacanestro, tanto il suo corpo li contiene tutti. Stavolta sulla prima pagina de L’Équipe tendono verso le bassezze di noi umani. Sono posate lungo i fianchi e il numero 1 degli Spurs bassa tiene anche la testa. Coup d’arret dice il giornale francese. La stellina-stellona della NBA ha finito qui la stagione, con quasi due mesi d’anticipo.
Ieri mattina Guillaume Alquier, il suo personal trainer, se ne stava deluso ai margini del Moody Center di Austin, Texas. Intorno a lui i giocatori avevano la stessa espressione. Pochi minuti prima, lo staff si era riunito per annunciare la brutta notizia allo spogliatoio: Wembanyama ha una trombosi venosa alla spalla destra. Chris Paul ha detto che sarà impossibile rimpiazzarlo in campo ma che alla squadra mancherà perfino di più fuori. Il suo carisma, la sua presenza, sapere di averlo.
Dopo la prima partecipazione all’All-Star Game di domenica a San Francisco, Wembanyama ha lasciato la California dicendosi impaziente di prendersi quarantotto ore di riposo lontano dal basket. Sembrava l’innocente desiderio di un ventenne sotto pressione. C’era dell’altro, c’è un coagulo in una vena che impedisce il normale flusso sanguigno.
“Un problema di salute grave ma individuato in tempo, in alcune persone il coagulo si sposta nei polmoni causando un’embolia polmonare” dice L’Équipe. Gli Spurs fanno sapere che ritengono l’incidente una parentesi e che Wembanyama tornerà in piena forma per la prossima stagione.
Fabien Guez, cardiologo e medico sportivo consultato da L’Équipe, ha spiegato che il coagulo di sangue alla spalla non è facile da diagnosticare, può manifestarsi con un leggero dolore e un leggero arrossamento della pelle. Lo spostamento del coagulo dalla spalla al cuore oppure ai polmoni è più raro rispetto al cado di una trombosi alla gamba. La patologia si riscontra frequentemente nelle persone con più di 60 anni, ma è abbastanza rara negli atleti di alto livello. La letteratura medica riscontra qualche caso tra i sollevatori di pesi e i nuotatori, gli sportivi che allungano più spesso i muscoli delle spalle. Nel caso di Wembanyama, uno o più traumi potrebbero aver causato infiammazioni e la compressione della vena fino a creare un coagulo.
Sono obbligatori degli anticoagulanti, la ripresa dell’attività sportiva deve essere graduale. La cura prevede dei trattamenti locali e tanto riposo. In alcuni casi è possibile riprendere dopo 10 giorni. Se per Wembanyama viene annunciato uno stop di almeno due mesi, significa che la dimensione del coagulo è preoccupante, con un rischio di migrazione e di embolia polmonare alto. Secondo il dottor Guez potrebbe essere necessario un intervento chirurgico, la trombectomia. Il rischio di una ricaduta in compenso è molto limitato. La trombosi in un atleta di alto livello è estremamente rara, in ogni caso sarà sottoposto anche a un trattamento preventivo.
Wembanyama aveva giocato finora 46 delle 52 partite degli Spurs dalla fine di ottobre e non aveva mai subito infortuni gravi dal suo debutto in NBA. Non potrà essere preso in considerazione per i trofei individuali della lega: viene richiesto un minimo di 65 partite giocate. È certo che resterà a curarsi negli USA perché volare in questi casi è del tutto sconsigliato.