Maradona, l’acquisto immaginario. Ferlaino: «Non ci avevo mai creduto»

El traspaso imaginario. Il trasferimento immaginario. Cosi, con queste tre parole, il quotidiano El Correo Catalan dI Barcellona dice che la cessione di Maradona al Napoli non è mai stata una cosa seria. Come dicono i bambini delle scuole elementari: ci hai creduto, faccia di velluto.

Tutti i pezzi parevano fatti per incastrarsi. Diego non vuol giocare più a Barcellona, il Barcellona vuole liberarsene, il Napoli vuole prenderlo. Era il primo quadro. Troppo facile. Il secondo ha cambiato un colore e il panorama adesso è spaiato: Diego vuole andare a Napoli, il Napoli vuole pagare, il Barcellona non vuole vendere più. «È la manovra più sporca nella storia del calcio», sono le parole che il Corriere della sera attribuisce al manager di Maradona. «Non ci avevo mai creduto» si è fatto scappare Ferlaino.

Diego è ripartito al contrattacco, lanciando nuove accuse ai dirigenti del Barcellona ed esprimendo di nuovo pubblicamente la sua speranza in un colpo di scena, giudicando ancora possibile il suo trasferimento al Napoli. 

Oggi è domenica. Giovedì sera, con la barba lunga, l’aria stanca dopo una notte insonne, ha chiesto e ottenuto da Menotti di non allenarsi più. Come i suol compagni Olmo e Migueli è squalificato. Non può più fino al termine della stagione. Ha già incominciato le sue vacanze. Prima di partire per l’Argentina si fermerà ancora qualche giorno a Barcellona e pare che possa fare un salto a Firenze, per stare qualche giorno con Passarella e Bertoni. Oggi è volato a Parigi con la fidanzata Claudia: vanno a vedere la finale del Roland-Garros tra Lendl e McEnroe. 

Ancora per venti giorni Menotti sarà l’allenatore del Barcellona. Nunez ha cercato di trattenerlo, lui ha rifiutato una barca di soldi perché è stanco mentalmente e vuole riposarsi fino a Natale. Il suo addio con ogni probabilità ha influito in maniera determinante su Maradona. “Col suo vecchio maestro, oggi Maradona desidererebbe ugualmente il Napoli, ma sarebbe anche disposto a rimanere a Barcellona senza impuntarsi”, ha scritto La Gazzetta.

«Chissà – ammette Menotti con Alberto Cerruti della Gazzetta – se io fossi rimasto qui, sarebbero cambiate molte cose. Certo. io come allenatore non avrei mai permesso che si parlasse della cessione di un giocatore come Maradona. Piuttosto che lasciar andar via Maradona, brucio lo stadio. È difficile paragonare campioni di due epoche diverse, ma io dico che Maradona vale Sivori, anzi forse è ancora meglio. Se andasse in Italia, Maradona verrebbe prima di tutti. Secondo Rummenigge, terzo Zico e quarto Platini. Io mi auguro solo che sia felice, qui o a Napoli non Importa. Francamente un mese fa non avrei Immaginato che potesse andar via. Abbiamo parlato un po’. Gli ho detto che lui è un professionista. Deve soltanto preoccuparsi di giocar bene, rispettando il suo contratto. Basta che giochi tre belle partite e torna a essere l’idolo del pubblico. Si fa in fretta a dimenticare tutto».

Insomma, pare di capire che Menotti stia consigliando a Maradona di lasciar perdere Napoli e di ricucire con il Barça. Dice: «Il Napoli è reduce da brutti campionati. Se il presidente compra soltanto Maradona non fa il bene ne della squadra né di Maradona, perché nessun fuoriclasse da solo può fare miracoli. Nessuno, neppure Maradona».  

 

 

Uscendo per l’ultima volta dal Camp Nou, almeno per quest’anno, Maradona ha detto che «Il Barcellona è la migliore squadra del mondo, ma i dirigenti non sono all’altezza dalla fama e della tradizione di questa società. I miei rapporti con loro sono e saranno nulli. Assolutamente nulli. Se rimarrò qui dovró chiarire molte cose. Preferisco non dirle. Dico soltanto che ci saranno da chiarire molte cose. Hanno commesso un errore enorme, adesso devono correre ai ripari. Devono essere loro ad ammettere l’errore, accettando le offerte del Napoli. Il Napoli ha detto si a tutte le condizioni, loro avevano  detto che erano disposti a vendermi e come possono, adesso, rifiutarsi? Non è possibile. Si  sono comportati troppo male con me e col Napoli. Appena si sono resi conto che c’erano i soldi per pagarmi, si sono tirati indietro» 

C’è un elemento che fa credere a Maradona sia tutto ancora possibile. Nel comunicato del Barcellona non figura la parola incedibile. «Io penso che ci sia ancora una carta da giocare. Ci penserà Jorge, il mio manager a giocarla, e farà tutto il possibile» . 

La Gazzetta fa notare che l’ormai famosissimo Cyterszpiler non aveva voluto parlare di programmi, perché “a questo punto vuole agire nella massima segretezza, e così ha dichiarato che ormai non c’è più nulla da fare. Maradona in perfetta buona fede lo ha smascherato”.

Il piano prevede la rilettura accurata dei telex intercorsi tra il Napoli e il Barcellona per vedere se esiste una prova scritta della volontà del club catalano di accettare le offerte, in modo da “creare uno stato di tensione psicologica in seno al Barcellona: le speranze di Cyterszpiler nascono da queste basi” ha scritto la Gazzetta. Ma sembra poco. 

Un altro indizio a cui si aggrappa il Napoli è la durata dell’ultimo consiglio direttivo, quello dei 20 no su 20 alla cessione. È durato due ore e quaranta minuti, “un arco di tempo troppo lungo per una decisione unanime.  I margini per sperare esistono, anche se a questo punto far previsioni è troppo pericoloso”. 

Il quotidiano Sport ha pubblicato una vignetta in cui Maradona è impegnato in un match di boxe con il presidente Nunez, ma la trattativa per il passaggio al Napoli è del tutto sparita dalle pagine del Mundo Deportivo. 

 

Maradona logora chi non ce l’ha. E “il fallimento dell’operazione” – come dice la Gazzetta – “ha avuto ripercussioni spiacevoli nell’ambiente partenopeo”. C’è tensione perché l’allenatore Rino Marchesi ha dato per scontato ai giornali il trasferimento di De Vecchi mentre Juliano non l’ha ancora ufficializzato. “Negli ultimi tempi – riepiloga la Gazzetta – si è visto sottrarre Novellino, Socrates, Altobelli, Favero e anche Maradona. Logiche le sue preoccupazioni, viste le promesse che gli erano state fatte per convincerlo a firmare il contratto.  Marchesi spinge per Coeck ma anche su questo fronte la trattativa è ferma”.

Una ventina di tifosi hanno chiesto di essere ricevuti dal presidente Ferlaino per conoscere gli ultimi sviluppi dell’affare, ma Ferlaino si è defilato. Dal Flume e Pellegrini sono agitati. Hanno parlato con Juliano e dicono di non averci capito niente. Il direttore generale non è stato esplicito su conferma o cessione. Casale non vuole andate in serie B e chiede di restare. Palanca ha detto di non poterne più di questo ambiente e non vede l’ora di andare via. «Qui ho conosciuto persone sbagliate e ne ho pagato lo scotto». Krol ha avuto un colloquio tempestoso con Juliano. Ha chiesto ancora una volta la lista gratuita perché ha un accordo con un club francese. Juliano gli ha risposto che non se ne va se non porta almeno 85 milioni. Krol è uscito sbattendo la porta. Di Dirceu i giornali dicono che sia scoppiato in lacrime durante un incontro con Juliano. Lui ha negato e sta per partire

per Il Brasile. Lancia un avvertimento: c’e un contratto. Se lo vogliono mandare via, la nuova destinazione dev’essere di suo gradimento. Insomma, a oggi sono sicuri di restare Castellini, Bruscolotti, Ferrario e Celestini. De Rosa e Boldini sono vicini all’accordo.

Secondo Repubblica il Napoli si è inserito nella corsa a Briaschi. “Ferlaino è ancora sotto choc per il no del Barcellona su Maradona. Per Briaschi è disposto a privarsi di Pellegrini o De Rosa, del difensore Frappampina e del centrocampista Dal Fiume”. 

Gianni Nicolini, inviato del Corriere della sera a Napoli, racconta cjhe “ a 20 giorni di distanza dai solenni funerali di Francesco II, detto dalla storiografia sabauda Franceschiello, ultimo re Borbone tumulato dopo oltre un secolo nella sua città, Napoli saluta mestamente i sogni di eleggere Maradona ultimo re del calcio partenopeo.
S’ammainano stendardi, striscioni ed entusiasmi, e la saggezza tradizionale aderisce stavolta ad una indiscutibile realtà. Il napoletano sa bene che se morto un re se fa un altro, sa anche che, sfumato un Maradona, un altro asso del calibro dell’argentino non si
trova facilmente. Ma tira egualmente a campare. Chi ieri mattina ha avuto l’avventura di mettere piede nella sede sociale azzurra ha avuto anche l’impressione di entrare in una camera ardente.
Non sarà facile per il Napoli trovare soluzioni alternative valide e popolari. Ma la città ha pazienza e aspetta; ha saputo e sa aspettare anche la soluzione di problemi ben più gravi di quelli di Maradona. Mentre il Napoli con i suoi Frappampina e Pellegrini va a chiudere la buia stagione con un’amichevole a Monopoli. Per ironia della sorte il soggiorno è all’hotel Castelli in aria“

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