Il Loco veste Celeste. La follia di Marcelo Bielsa in versione garra charrùa

Dice Ovación che all’opposizione è rimasto solo il 16 percento del paese. Il resto, tutto il resto, si sente in missione dietro di lui, o forse posato sul suo dorso, sulle sue spalle, anima e corpo con Marcelo Bielsa, un signore che allena solo nei posti dove il calcio è speciale – la sua Argentina, il Cile, Marsiglia, Bilbao, Leeds – perché dietro quell’aria da signore annoiato che assume mentre parla, la banalità lo annoia. 

Marcelo Bielsa e l’Uruguay sembrano allora la combinazione perfetta che si possa desiderare di vedere nel calcio, dove tutti predicano la superiorità del principio di realtà sull’utopia, anche se la realtà è scadente. Un manager anticonformista e la nazionale della famosa garra charrùa. “Un incontro fra due mondi strani e decisamente anomali, ma un incontro accattivante, amatissimo dagli hipster del calcio” ha spiegato il Guardian da quell’Inghilterra dove il Loco riportò il Leeds in serie A. 

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“C’è un’altra cosa che Bielsa e l’Uruguay hanno in comune: anche i loro più grandi sostenitori devono ammettere che è passato troppo tempo dall’ultimo trofeo. Ora, l’Uruguay di Bielsa spera in un titolo di Copa América, il primo dal 2011”. Bielsa è uno di quei personaggi che finisce per mangiarsi la persona. Gode di enorme rispetto in America Latina, ma come si sa tutto quel che è popolare viene respinto. Spunterà sempre un critico a banalizzare la passione, a dire che quel Marcelo là in fondo cosa ha vinto [e di mezzo ci finisce quasi sempre pure Zeman]. Prima che riportasse il Leeds in serie A [2020], l’ultima volta che Bielsa poteva dirsi un vincitore secondo i canoni dei più noiosi fra noi, era stato nel 2004. Un ‘oro olimpico, ma il Guardian fa notare che è più probabile che gli argentini ricordassero la sconfitta in finale della Copa América, un mese prima a Lima. 

L’Uruguay di Bielsa conta su un’enorme schiera di giocatori dei migliori club europei, Federico Valverde del Real Madrid, Darwin Núñez del Liverpool, Manuel Ugarte del PSG, Ronald Araújo del Barcellona. Altri vengono dai club dell’America Latina e forse sono i più coerenti con lo stile di Bielsa, incluso Maximiliano Araújo del Toluca e la coppia del Flamengo Giorgian de Arrascaeta e Nicolás de la Cruz.

Secondo il Guardian, la squadra è una delle favorite. In rosa c’è anche Luis Suárez, quel Suárez, ma il suo culo sta facendo la forma della panchina. Quest’Uruguay di Bielsa ha battuto il Brasile a Montevideo e l’Argentina alla Bombonera nelle qualificazioni per i Mondiali, ma Bielsa respinge l’idea che la sua squadra sia davvero la favorita. Forse è un mind game, dice il Guardian, “o semplicemente la sua genuina opinione. Ma nessuno allena per sempre, Bielsa ha 68 anni, e questa potrebbe essere l’ultima opportunità di alzare un trofeo” scrive il giornale inglese, forse sottovalutando i Mondiali del 2026.  Quando un giornalista a Miami ha chiesto se questa è la sua ultima Last Dance, Bielsa ha risposto: – Non riesco a immaginare il futuro. 

Di Bielsa si occupa stamattina anche L’Équipe, che non lo trattava sempre benissimo ai tempi del Marsiglia. Il giornale francese scrive che la Federazione uruguaiana ha annunciato al suo arrivo di volere “bellezza ed emozioni”. Una rottura con la tradizione, un aggiornamento del DNA calcistico del paese. «È uno stile di gioco diverso da quello che conosciamo» ha detto il centrocampista del Real Madrid Federico Valverde, «ma merita tanto rispetto per il lavoro che fa in campo. E anche se vi pare un calcio pazzo, lavoriamo molto sull’equilibrio attacco-difesa». In effetti nelle ultime quattro partite ufficiali, l’Uruguay ha subito un solo gol, da Amir Murillo nel finale di partita contro Panama. 

Bielsa sta gestendo la sepoltura della generazione Godin-Cavani-Suarez. Ha la quinta rosa più giovane del torneo, ma si avvale comunque di calciatori esperti e maturi. È una situazione simile a quella vissuta in Cile, dove con Arturo Vidal ed Edu Vargas sono arrivati due titoli continentali consecutivi. Con Bielsa, Nunez è diventato un cannoniere, 9 gol nelle ultime 6 partite, va a pressare e si sta trasformando in un leader. Alle spalle della rosa attuale c’è una Under-20 campione del mondo l’anno scorso, ma non qualificata per le Olimpiadi. Se si fosse qualificata, sarebbe stato proprio Bielsa ad accompagnarla a Parigi.

Racconta L’Équipe che più volte nel corso della stagione, “l’allenatore più pagato della Copa America è stato visto sugli spalti del campionato locale, mescolato tra i tifosi. Uno di loro una volta ha provato ad osservare l’allenamento pre-partita della Nazionale a porte chiuse. Costretto ad allontanarlo, Bielsa prese il suo numero di telefono per chiamarlo il giorno dopo, raccontandogli dettagliatamente tutta la seduta. Ma cinque membri del suo staff se ne sono già andati. “Per disaccordi o per un carico di lavoro ritenuto troppo pesante”.

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