Il calcio del Mediterraneo e gli allenatori francesi: i grandi sconfitti da questa Coppa d’Africa

LA COPPA D’AFRICA

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C’è un grande vuoto all’improvviso nel cuore di questa Coppa d’Africa. Il calcio del Nord è sparito dalla scena. La Tunisia non era tra le favorite, l’Algeria si è defilata presto anzi prestissimo, Egitto e Marocco sono uscite agli ottavi. Tutto in linea con la tradizione. Quando il torneo si gioca nell’Africa subsahariana, il Maghreb non vince mai. Così però è davvero troppo. Nelle ultime tre edizioni c’era sempre stata almeno una squadra del Mediterraneo in semifinale.

Non è tutto. In questa Coppa sottosopra, uno si guarda attorno e si domanda che fine abbia fatto la figura mitologica dell’allenatore francese, un must del torneo prima che diventasse una specie a rischio di estinzione in Africa come l’ha chiamata sul Guardian lo storico del calcio Jonathan Wilson.

La sua analisi parte da un aneddoto, una sera a cena a a casa di un grande dirigente del calcio del continente. Mentre sua moglie grigliava pesce e platani, guardavamo il Sunderland battere l’Arsenal in Coppa d’Inghilterra. A poco a poco iniziarono ad arrivare vari ex giocatori. Mentre parlavano, lentamente mi resi conto che stavano tramando un colpo di stato contro il presidente della federazione del loro paese. Uno dei problemi maggiori, mi dissero, era che il ministro dello sport pagava lo stipendio dell’allenatore della nazionale ma non aveva alcuna idea del calcio. La federazione si era accorta che se avessero dato l’incarico a un europeo, lo stipendio sarebbe stato più alto. Più alto era lo stipendio, più c’era margine di manovra. Da qui le flotte di operai francesi nel calcio africano.

Wilson previene le obiezioni. Gli Hervé Renard, i Claude Le Roy i e Winfried Schäfer sono stati ovviamente utili. Anche il belga Tom Saintfiet ha fatto un lavoro straordinario, né intende dire che dietro ogni cittì europeo chiamato in panchina ci sia una storia di corruzione [così anche le querele sono smontate], semplicemente in passato c’è stata scarsa fantasia, ecco, il ricorso all’allenatore francese era un cliché, mentre oggi soffia un vento di cambiamento.

Delle 24 squadre al torneo, solo tre avevano un cittì francese. Per contestualizzare il dato, fa notare il Guardian, la percentuale nei 10 tornei precedenti è stata del 27 per cento. Ce ne sono stati solo tre anche in Camerun nel 2021. 

Le tre nazionali guidate da un francese hanno tutte passate il girone, ma senza gloria. Peggio che a tutti è andata a Jean-Louis Gasset, 70 anni, ex vice al PSG, esonerato dalla Costa d’Avorio in seguito allo 0-4 con contro la Guinea Equatoriale. Vero è che al suo posto volevano Renard [qui]

Comunque. Wilson mette in fila una serie di esempi di squadre cresciute e migliorate in questi anni affidandosi a cittì del proprio paese [il Senegal di Aliou Cissé, l’Algeria di Djamel Belmadi, la Mauritania, Capo Verde].

La metà delle nazionali alla Coppa d’Africa 2024 hanno iniziato il torneo con un cittì della propria nazione, una percentuale ormai stabile da tre tornei a questa parte. In Coppa d’Asia, per esempio, è il contrario: ci sono solo tre allenatori indigeni. A Wilson pare un segnale positivo per il calcio africano, sembra pure che stia anche producendo un calcio migliore. Per lo sgualcito operaio francese, la notte si avvicina.

Quasi contemporaneamente alla sua analisi, dalla Francia L’Équipe ha pubblicato un cahier de de doléances per contenuti simile, ma dal panorama più ampio, giungendo alla conclusione che gli allenatori francesi non sono più così apprezzati all’estero. Non è una questione che riguardi la sola Africa. Zinédine Zidane non allena da due anni, ma lui è un caso a sé. Ha la folla alla porta, sta solo aspettando che si liberi la panchina della Francia. È il resto della scena a sconfortare. Il Napoli ha sbagliato valutazione su Rudi Garcia, sono liberi Bruno Genesio e Laurent Blanc, Christophe Galtier ha dovuto dir di sì a una proposta arrivata dal Qatar. Sintesi: i quattro grandi campionati europei voltano sempre di più le spalle ai francesi. Per giunta si tratta di una faccenda che va oltre il calcio. La situazione è simile nel basket, faceva notare sempre L’Équipe un paio di mesi fa, con l’eccezione del movimento femminile. Il ricorso agli allenatori stranieri nella serie A veniva considerato preoccupante [prima che con Gianmarco Pozzecco andasse a finire in quel modo]. 

 

  IL TORNEO

I quarti di finale

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  NIGERIA VS ANGOLA

È la Nigeria la nuova grande favorita. Si merita quattro stellette nelle previsioni de L’Équipe alla vigilia dei quarti di finale. È quella che ha mostrato la struttura più forte. La difesa regge molto meglio di quanto si potesse immaginare, Alex Iwobi è in gran formam, Victor Osimhen è sorprendente per il suo lavoro in copertura difensivo e il suo impatto generale. Ademola Lookman al suo fianco non è da meno. L’Angola senza Nzola chiede i gol della sorpresa a Gelson Dala, definito da Calciomercato il calciatore che ha rischiato di non far nascere il Milan di Pioli. Quando benne mandato in prestito dallo Sporting al Rio Ave, incrociò i rossoneri in quel famoso play-off di qualificazione all’Europa League. Dala entrò dalla panchina e fece il gol del 2-1, prima che Calhanoglu sventasse l’eliminazione, mandando la partita a quell’infinita serie ai rigori. 

 

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO VS GUINEA-BISSAU

Il quarto di finale più inatteso, senza una favorita. La Repubblica Democratica del Congo appare più solida in difesa, ma la Guinea ha recuperato finalmente Serhou Guirassy, attaccante dello Stoccarda, una delle sorprese della Bundesliga. Ora il cittì Kaba Diawara ha un dilemma. Mohamed Bayo che ne aveva preso il posto ha fatto bene, anzi benissimo. Al 98esimo della partita contro la Guinea Equatoriale ha segnato il gol della vittoria nel derby e il suo peso in squadra è cresciuto man mano che la competizione avanzava. La Guinea ha perso contro il Senegal l’unica partita in cui Bayo è partito dalla panchina. Potrebbero giocare in coppia.

 

in tv ven 2 feb ore 18 Sportitalia: Nigeria-Angola | 21 Sportitalia: Congo-Guinea | sab 3 feb ore 18 Sportitalia: Mali-Costa d’Avorio | 21 Sportitalia: Capo Verde-Sudafrica

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