C’è un allarme in NBA: ci sono troppe squadre deboli

La NBA ha scoperto di avere un problema. Non solo i Detroit Pistons sono diventati la squadra peggiore di sempre. I Detroit Pistons non sono i peggiori quest’anno. Sono in discreta compagnia nei bassifondi del campionato, e la compagnia per giunta è anche vasta. Le ultime cinque squadre delle lega sono forse le peggiori di sempre. È la sconcertante conclusione a cui arriva John Hollinger per la rivista The Athletic mettendo insieme numeri, statistiche e proiezioni. 

Le 28 sconfitte di fila di Detroit hanno mascherato quella che The Athletic definisce “la tragica inettitudine di altre quattro squadre”, trascurata dall’attenzione mediatica tutta deviata sui Pistons. A San Antonio, Washington, Charlotte e Portland ringraziano sentitamente. Prendiamo i Blazers. Non più tardi di una settimana fa hanno perso una partita con 62 punti di scarto, il più grande dopo tre quarti nella storia della NBA. Negli ultimi quindici giorni ne hanno anche perse altre di 21, 29, 36, 28 e 23 punti. Washington è stata sculacciata lunedì proprio dai Pistons, scivolando giù in classifica con un bilancio di 7 vittorie e 32 sconfitte, lo stesso di San Antonio. Charlotte ha vinto 1 sola volta nelle ultime 15 partite, sommando sconfitte di 25, 36 e 17 punti di scarto nell’ultima settimana.

 

Nello stesso periodo in cui Detroit aveva 2 vittorie e le famose 28 sconfitte, San Antonio era 4-25, Washington 5-25 e Charlotte 6-22. Hanno solo evitato una lunga striscia di cadute consecutive che davano nell’occhio. Prima della notte scorsa, le ultime cinque squadre della lega avevano un bilancio di di 36-158, una percentuale di vittorie di 0,186 che si traduce in una stagione da 15 vittorie. 

The Athletic fa notare che molte di queste vittorie sono inevitabili. Le hanno raccolte battendosi tra di loro. Washington ne ha tre contro Detroit, Portland e Charlotte, Charlotte ne ha due contro Washington. “Se queste squadre non si affrontassero occasionalmente tra loro – scrive Hollinger –  difficilmente vincerebbero”. Contro le altre 25 squadre della lega hanno messo insieme 24 vittorie in tutto. Dal 2 novembre San Antonio ne ha vinte 3 su 4 contro le deboli e 1 su 30 contro tutte le altre.

The Athletic le chiama le Forlorn Five. Le cinque Disperate. Quando non si affrontano tra loro, hanno una percentuale di successi del 13%, una proiezione di 11-71 su una stagione di 82 partite. Hanno una differenza canestri media dai 9 punti in su e nelle ultime cinque stagioni solo quattro squadre sono andate peggio. 

“In altre parole – dice Hollinger – non è solo che stanno perdendo. È che in molte sere non sono nemmeno competitive”. Portland ha accumulato già nove sconfitte per 20 punti o più, Detroit Charlotte e Washington lo stesso, San Antonio è arrivata a sette.

“Probabilmente – la conclusione di The Athletic – il campionato non è mai stato così brutto” – e questa è davvero una frase pesante in un sistema che mette al primo posto delle sue preoccupazioni la competitività diffusa e la ricerca dell’equilibrio.

Il calcio europeo si interroga spesso su differenze di censo e di disponibilità economica. È quasi disposto ormai ad accettare che esistano più velocità. A tutto questo il basket NBA non è abituato. Non solo. Ma tutto questo il basket NBA lo contrasta. È dunque un trauma scoprire che la quinta peggior squadra del campionato [Portland] viaggia a un ritmo di 61-62 sconfitte finali. Anche l’anno scorso Portland era la quintultima, ma le sconfitte non furono più di 49. In media il quinto peggior risultato della stagione comprende un mucchio selvaggio di partite perse che oscilla intorno a 52-53. Per giunta non si tratta neppure di squadre che stanno perdendo di proposito. Non c’è alcuna forma di tanking per avere scelte migliori al Draft dell’anno venturo, non c’è in giro un altro Victor Wembanyama da assicurarsi. Tutte si aspettavano, anzi, una stagione migliore. A Detroit pensavano di essere pronti per crescere, San Antonio immaginava di migliorare col suo francese, Portland e Washington credevano di essere più competitive, Charlotte puntava al play-in.

L’altra faccia di questa storia è che il resto del campionato marcia sopra ogni media, “in una sorta di lago Wobegon del basket” dice The Atletic.

Molto onestamente l’analisi di Hollinger si ferma qua. “Non ho molte risposte valide sui motivi, ma mi pare una situazione piuttosto notevole che non credo stia ricevendo abbastanza attenzione. Non è un anno disastroso. Eppure il fondo della classifica non è mai stato peggiore”.

 

 

  Nella partita più attesa della notte, Joel Embiid ha guidato Philadelphia alla vittoria sui campioni in carica di Denver, segnando un punto in suo favore contro Nikola Jokic pure nella corsa al titolo di mvp. Quarantott’ore dopo aver chiuso con 40 punti personali contro Houston, ne ha messi 41 con 7 rimbalzi e 10 assist nella sfida con i Nuggets. Tyrese Maxey ha fintto a 25 con 9 assist, Tobias Harris s 24, Nikola Jokic è andato comunque in doppia-doppia con 25 punti e la mostruosità di 19 rimbalzi. I 76ers sono al terzo posto a Est dietro Boston e Milwaukee. Terzo posto a Ovest anche per Denver alle spalle di Minnesota e Oklahoma. 

 

 

 

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