Che sta succedendo al Liverpool
3-1 La quinta sconfitta in campionato apre la crisi dentro il Liverpool, sapete com’è, “basta poco perché i circoli virtuosi diventino viziosi”, dice lo storico del calcio Jonathan Wilson sul Guardian stamattina. Il 3-1 subito sul campo del Brentford mostra che i problemi di Klopp sono più seri del previsto, soprattutto: valli a capire.
“Se il calcio fosse davvero un gioco semplice, sarebbe facile per il Liverpool identificare un singolo problema, trovare una soluzione e metterlo a posto. Dopo tutto, si tratta della squadra che per cinque anni è stata costantemente la seconda migliore d’Inghilterra”.
Oggi invece è finita a 15 punti dalla capolista Arsenal, soprattutto a 4 dal Manchester United che è quarto, con il Tottenham davanti, e una partita in più. Senza nemmeno il quarto posto che vale un pin al Bancofoot – il Bancomat del calcio – ecco che le virtù diventano vizi.
Wilson scrive che Klopp se n’è accorto quando ha dovuto affrontare il discorso di un presunto interesse per Enzo Fernández e per Moisés Caicedo, avvertendo che il Liverpool attuale “non è in grado di giocare a Monopoli. È anche per questo che la qualificazione alla Champions diventa così essenziale; se le entrate diminuiscono – continua il Guardian – diminuisce anche la capacità di spesa. Ovunque in questo Liverpool ci sono dubbi e preoccupazioni, con l’eccezione di Allison”.
Il pressing è uno degli strumenti micidiali nel gioco di Klopp, “ma un’arma infinitamente complicata, si basa sulla comprensione e l’interazione reciproche. È perfetto quando funziona, può soffocare un avversario. È più difficile dire esattamente cosa vada storto, quando non gira”. L’editorialista del Guardian fa notare che Klopp ha parecchie assenze per infortunio, esattamente come nella stagione del covid – quando in classifica visse un andamento simile. “Forse è sfortuna, forse è una faccenda legata all’implacabile intensità che Klopp chiede ai suoi, forse è semplicemente la prova di una squadra che invecchia e che ha bisogno di ringiovanimento. Ma questo richiede soldi, e dunque la qualificazione alla Champions League”.
Il famoso circolo, virtuoso, vizioso, vallo a capire.
Francia | Messi torna e non trova nessuno
Come previsto, l’argentino tornerà in giornata al centro di allenamento del suo club. Ma per l’incontro con Mbappé dopo la finale, dovrà aspettare domani. Lo scrive L’Équipe raccontando che lo staff del PSG ha concesso un giorno di riposo alla squadra, ad eccezione degli infortunati (Kimpembe, Nuno Mendes) o di chi si trova in fase di recupero (Renato Sanches, Pembélé). Così, Messi torna da campione del mondo a Parigi, ma non trova quasi nessuno ad aspettarlo.
40 I punti del Lens dopo 17 partite. Nell’era della vittoria da tre punti [dal 1994-1995] solo due squadre non hanno vinto il campionato tenendo questo ritmo: il Nizza nel 2016-2017 [40 punti lo stesso] e il Monaco nel 2003-2004 [addirittura 42]. Il suo allenatore e cinque dei suoi giocatori hanno la media voto più alta della stagione nelle terribili pagelle de L’Équipe.
Tom Bineto su So Foot: “Gioco ambizioso, squadra perfettamente gestita, talento a tutti i livelli, un ottimo tattico al timone, un pubblico incandescente: tutto funziona in una società che ora può puntare molto in alto”.
Ma il povero Lens sa che davanti in classifica c’è il PSG, primo con 44.
| Se non sono contenti, posso andarmene | Paulo Fonseca, allenatore del Lille, dopo i fischi seguiti all’1-1 con il Reims
19 I salvataggi di Yohann Salmier, trent’anni, difensore del Troyes, nella partita vinta per 3-2 a Strasburgo. Dieci duelli aerei vinti su 15. Strasburgo penultimo, nei guai.
Le Monde Magazine: “In Argentina, anche gli stranieri hanno vinto la Coppa dell’Albiceleste” – Molti dei 2,2 milioni di immigrati hanno sostenuto il cammino della squadra campione del mondo in Qatar. Un’euforia collettiva che testimonia la facilità di integrazione dei sudamericani, anche se la discriminazione persiste.
Flora Knees ha scritto: “Dei 2,2 milioni di migranti censiti nel Paese dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni delle Nazioni Unite, quasi nove su dieci provengono dal Sud America, secondo il ministero dell’Interno. La lingua comune – a parte il portoghese dei brasiliani – facilita enormemente l’integrazione, per non parlare delle agevolazioni per ottenere una residenza. Chi invece viene da fuori area può trovarsi in una zona grigia: non è minacciato di espulsione, ma per ottenere un lavoro sono necessari dei documenti preliminari. Questa accoglienza è a mille miglia di distanza dai commenti razzisti sui social verso i giocatori francesi, oggetto di una denuncia da parte della Federcalcio francese. Tuttavia, la discriminazione esiste”.
Repubblica racconta stamattina come lo scandalo del cosiddetto Qatargate lambisca la Coppa del mondo di calcio. Nel suo interrogatorio, l’ex europarlamentare Antonio Panzeri ha sostenuto sostiene che l’eurodeputato belga Marc Tarabella sia andato a Doha per un viaggio “nonostante fosse stato esplicitamente vietato dal capo del Partito socialista belga, Paul Magnette, alla luce delle polemiche sui decessi dei lavoratori per la costruzione degli stadi della Coppa del mondo di calcio”. Luca De Vito lo descrive come figlio di immigrati italiani, “parla correttamente la nostra lingua ed è ritenuto uomo tutto d’un pezzo. Eppure la procura belga vuole vederci chiaro sul ruolo di Marc Tarabella, iscritto pure ad Articolo 1 come da lui stesso dichiarato in un video su Youtube”.