Il dubbio che Serena voglia dirci qualcosa su Melbourne

CLIC

 

Se c’è qualcuno convinto che l’uomo non sia mai stato sulla Luna, di certo perdonerete chi non scarta ancora del tutto l’ipotesi che Serena Williams continuerà a giocare. Soprattutto dopo questo clic. Sarà la nostalgia, sarà che l’estate vola via, ma quel piumone in cui si è avvolta per uno scatto Instagram, non la conta giusta. Ogni foto recente di Serena ha mandato un messaggio, e ogni dettaglio, dal primo piano di un paio di scarpe sull’erba con cui annunciava il rientro a Wimbledon, fino al vestitino indossato dalla figlia Olympia a Flushing Meadows. 

Ora, la cosa più probabile è che si tratti di una paranoia da romantici desiderosi di una storia, ma se ogni minuzia è il messaggio, perché scegliere di mostrare un piumone in estate, e proprio quello? 

Sul piumone ci sono il volto e la figura di Moana, la protagonista del film Disney di sei anni fa, in italiano con il nome cambiato in Vaiana per dei porno-scrupoli. In sala da noi è uscito col titolo di Oceania, il luogo in cui è ambientato. Un film di Natale. E che cosa succede nel tennis intorno a Natale, in Oceania?

Dite di no, eh? Può darsi. Che sia tutto un caso è la cosa più probabile.

 

Ma intanto è lei che ci tiene a farci sapere d’essersi coperta di Oceania, di Moana-Vaiana, una giovane ragazza avventurosa, testarda, destinata a diventare il capovillaggio. È sempre Serena che ci dice: sto riposando e sto sognando. Quando è uscita da Flushing Meadows, alla domanda su eventuali ripensamenti, ha risposto: «Non credo». Ha ripetuto più volte quanto si sia sentita ancora competitiva, all’altezza del compito. Ha detto di voler essere ricordata per the fight, come una combattente. Ha ammiccato: «E poi ho sempre amato l’Australia». 

Cos’altro è successo, nel frattempo? È successo che in una delle rare interviste che concede, la titolare del record di Slam, Margaret Smith Court, ha sottolineato più e più volte col Telegraph che lei ha vinto degli Slam dopo il parto, da mamma, e Serena no. Lei viaggiava da sola, mentre le campionesse d’oggi hanno tutti gli agi, le baby-sitter, il fisioterapista, lo psicologo. Lei si è ritirata a trent’anni e Serena un decennio dopo. Lei ha ammirato Serena, Serena non ha ammirato lei. Non ha l’aria di essere un gigantesco sassolino infilato in una scarpa? Per una 41enne che in questi giorni ha usato le parole challenge e fight come buongiorno e buonasera, cosa ci sarebbe di più gustoso, che andare a togliersi il sassolino nel paese della signora Margaret, andare a toglierle nel nome di Olympia il record sul campo che porta il suo nome? Volare in Oceania per diventare il capovillaggio del tennis anche nei numeri, con il 24esimo Slam. O forse è solo il sogno che sta sognando. 

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