🔸 Venerdì è il giorno del debutto su Sky Atlantic e Now Tv di “Speravo de morì prima”, la serie tv in sei episodi sull’ultimo anno e mezzo di carriera di Francesco Totti, diretta da Luca Ribuoli, prodotta da Wildside e Capri Entertainment, tratta dall’autobiografia “Un capitano”, scritta dal capitano della Roma con Paolo Condò. Questi i giudizi dopo l’anteprima
“Chissà che cosa si prova quando si dà corpo a una propria fantasia, nata da bambino e cresciuta con te. Pietro Castellitto, attore, a 9 anni scriveva sul suo diario di bambino sillogismi estrosi e coniava iperbole che avevano sempre al centro il suo mito: Francesco Totti. In cameretta svettava il poster di Francesco Totti, la domenica era dedicata a Francesco Totti. E quando fantasie lugubri gli occupavano la mente, come la paura che la mamma morisse d’improvviso nell’istante in cui lo stava pensando, il piccolo ricorreva all’idea di Totti: «Se lui è vivo nulla potrà accadere a quanti amo». Una fissazione, una malattia”.
di michela tamburrino, la Stampa
“Ridere. Restare leggeri. È questa una delle chiavi che rendono Speravo de morì prima sorprendente e godibilissima anche se non si è tifosi né calciofili”.
di elisabetta esposito, la Gazzetta dello sport
“È stato scelto il registro che il cinema e la tv italiana padroneggiano meglio di tutti. C’è infatti un’idea eccezionale dietro Speravo de morì prima: farne una commedia. Ancora di più: farne una commedia che abbia esattamente l’umorismo di Francesco Totti. Un progetto che ha trovato Pietro Castellitto per il ruolo principale. Lontanissimo da Francesco Totti nell’apparenza e nel fisico, eccezionalmente vicino nell’atteggiamento, nelle movenze e soprattutto nella capacità di canalizzare quell’umorismo a sottrarre romano. Quello che funziona con pochissime parole e pochissimi gesti. Spontaneo per chi lo possiede, complicatissimo se va recitato perché prevede un numero limitato di strumenti con cui fare tutto. E il risultato è esilarante”.
di gabriele niola, Wired
“Quella materia umanissima di cui è fatto il Francesco nazionalpopolare si è trasferita nelle fibre di Castellitto jr, che ha trovato nella “zona d’ombra l’essenza, cioè l’ironia”. A cui si aggiunge l’idea di “radicare un grande talento in un mondo e una famiglia normale” ricorda “mamma” Guerritore. Domanda a margine: è una serie solo per romani/romanisti? Gli autori assicurano di no: “È la parabola universale dell’eroe, in commedia”.
di anna maria pasetti, il Fatto quotidiano
Certi nasi al cinema riempiono lo schermo, raccontano una storia, si possono guardare e riguardare senza noia. Ne possiede uno Owen Wilson, un po’ naturale un po’ avvantaggiato da una rissa e poi da un incidente. Attore abbastanza civettuolo da coprirlo con un cerottone, nel film di Wes Anderson “Il treno per il Darjeeling” (in tono con la testa fasciata). Nello stesso film ammiriamo l’altro grande naso del cinema contemporaneo: Adrien Brody, che in “Summer of Sam” di Spike Lee lo accoppia a una cresta punk, e in “Midnight in Paris” di Woody Allen lo sottolinea con i baffetti di Salvador Dalí. … New entry, il naso grandiosamente affilato di Pietro Castellitto: sarà Francesco Totti … Gli spettatori interessati sanno già tutto, anche di più, e hanno i loro ricordi da rievocare. È una favola, da raccontare anche se già sappiamo come va a finire. Pietro Castellitto accresce la magia”.
di maria rosa mancuso, il Foglio
voci Greta Scarano | ➣ Greta Scarano ha il ruolo di Ilary Blasi. «L’ho incontrata prima delle riprese, avevo bisogno di sapere se avevamo scelto la direzione giusta».
➣ Lo era? «Sì perché abbiamo scelto la genuinità. Ilary è vera, spontanea e tosta, dice quello che pensa. Spiega a Totti fin dal primo incontro: non sarò mai la moglie di un calciatore, mi voglio realizzare come donna, voglio la mia carriera e l’autonomia».
➣ Con questa serie si farà perdonare per aver conquistato Montalbano? «L’ha scritto Camilleri, io non c’entro. Luca Zingaretti è un regista fantastico, il ruolo di Antonia era complesso, rivendica la sua autonomia poi non rinuncia a Salvo. Non avrei mai immaginato tutto il dibattito»
intervista di silvia fumarola, la Repubblica
Nella fiction l’ironia e i dialoghi scoppiettanti fanno da contrappunto alle sequenze più intime e ai momenti di commozione che accompagnano la tragedia interiore di Totti, sempre più emarginato dal campo e da Trigoria, la sua seconda casa (o forse la prima), ma sostenuto dalla famiglia. … Nei panni di mamma Fiorella, la prima supporter del figlio di cui aveva intuito prestissimo il talento, Monica Guerritore con lenti a contatto azzurre affronta un ruolo pop, inconsueto nella sua carriera di primadonna sempre alle prese con Shakespeare e Brecht. Scena cult: quando la signora chiama una radio romanista e, sotto falso nome, ricopre Spalletti di improperi”.
di gloria satta, il Messaggero
voci Monica Guerritore | ➣ Come si è preparata alla parte di Fiorella Totti? «Ho messo in contrasto Roma, città aperta, con la Sicilia di Verga e la sua Lupa, chiusa. La passione e la tifoseria e l’aggressività estroflesse contro la chiusura. Non facile, davanti alla macchina da presa: per queste cose, ci vuole il teatro, il pubblico».
➣ L’accento romanesco le è venuto facile, con quella sua dizione impeccabile? «Ho lavorato con i colleghi d’un teatro di Tor Pignattara, La Fortezza. Ho provato a mettere le effervescenze romanesche su un palcoscenico, ripetendo a voce alta le battute. E correggendo la mia inflessione, come quando si affronta un esame: l’importante è non prepararsi soltanto mentalmente».
➣ Personalmente, è tifosa? «Sono tifosa di natura e tengo per tutte le squadre che combattono e vincono. Tendenzialmente, sono della Roma. Ma mio marito, Roberto Zaccaria, è un gran tifoso dell’Inter e, insieme ad Amadeus, Fiorello e Cottarelli, vorrebbe comprarsi la squadra. Con l’azionariato popolare, si capisce, mettendoci magari mille euro».
intervista di cinzia romani, il Giornale