Da domani i tornei di qualificazione per la pallavolo a Tokyo

Saltare una Olimpiade è qualcosa che può segnare la carriera di qualsiasi campione. Per capire cosa significa, chiedetelo allo squadrone serbo, che ha vinto l’Europeo, ma che ai Giochi di Rio 2016 non c’era e che ora con i suoi fuoriclasse (molti protagonisti della nostra Superlega) vive nel terrore di saltare un altro appuntamento a cinque cerchi. Chiedetelo al sestetto di Laurent Tillie che dopo aver giocato un gran volley negli ultimi anni, aspetta Tokyo per cancellare la disfatta subita in terra brasiliana. Insieme a loro ci saranno la Bulgaria guidata in panchina da Silvano Prandi e in campo dal gigante Tzvetan Sokolov; la Slovenia di Alberto Giuliani vice-campione d’Europa quest’anno come nel 2015. E poi ancora la Germania di Andrea Giani che in casa ha sempre guadagnato qualificazioni a sorpresa. E ancora il Belgio, l’Olanda di Nimir Abdel Aziz con Roberto Piazza come ct per finire con la Repubblica Ceca.  …  Infine l’Africa dove le gerarchie cambiano di continuo. La Tunisia di Antonio Giacobbe e il rinnovato Egitto dovranno guardarsi dal ritorno del Camerun e dell’Algeria altre grandi del Continente Nero. | Carlo Lisi, Corriere dello sport-Stadio, martedì

 

Zaytsev alle Olimpiadi non pensa ancora

Senta Zaytsev, ma lei ci pensa alle Olimpiadi?

«Devo rispondere sinceramente? No, adesso non ci penso perché è presto. Sì, lo so bene che l’appuntamento di Tokyo segna la carriera di un giocatore di pallavolo, specie se le Olimpiadi poi le vinci, ma adesso penso a Modena e a questa stagione. Poi penserò alla Nazionale e a Tokyo che, peraltro, è un posto fantastico. Sperando ovviamente che Blengini mi convochi…».

Come mai riceve meno rispetto al passato? Lo ha chiesto lei?

«Scelta tecnica, chiedete a Giani» e sorride, qui.

Paola Egonu è la sua alter ego femminile?

«È un piacere vederla giocare. Paola è fortissima, a numeri straordinari e a grande personalità, di fare per lei è una grande cosa. E aggiungo, meno male che è italiana, perché di giocatrici così oggi ce ne sono poche in circolazione». | Intervista di Stefano Ferrari, Corriere dello sport-Stadio

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