I grandi progetti degli USA nel rugby, ma ci sono troppi placcaggi pericolosi ai Mondiali

 

 

Domani torna in campo l’Italia dopo la vittoria poco convincente all’esordio con la Namibia. Debuttano gli USA. Vittoria per Samoa. 

 

Risultati e programma  Russia-Samoa 9-34 | Oggi: Fij-Uruguay (girone D – iniziata alle 7.15) | Domani: Italia-Canada (girone B – 9.45), Inghilterra-USA (girone C, 12.45)

 

Fermate i violenti

La federazione mondiale del rugby ha mosso un passo senza precedenti ieri nel criticare pubblicamente le prestazioni dei suoi arbitri in Giappone, nel disperato tentativo di sedare la rabbia crescente sui placcaggi pericolosi che si stanno vedendo nel torneo. La World Rugby ha dichiarato che i suoi arbitri non stanno mantenendo l’impegno preso all’inizio del torneo di proteggere i giocatori con un giro di vite sui placcaggi alti e sulle spalle, con severe sanzioni sul campo. [Telegraph]

 

La Nazionale italiana

 

Parisse fuori. Il ct O’Shea ha deciso. Sergio Parisse sarà escluso. Scrive la Gazzetta che saranno confermati solo Hayward, Bigi, Allan, Benvenuti e Steyn.

 

Cosa si sa del Canada, avversario di domani

Ha passato il girone solo una volta, nel 1991, quando poi perse per 29-13 nei quarti di finale con la Nuova Zelanda. Da allora ha vinto in tutto 4 partite: con Romania, Namibia e due volte Tonga, più due pareggi con il Giappone.

I canadesi si sono qualificati vincendo un torneo di ripescaggio contro Hong Kong, Germania e Kenya. Con le quattro avversarie del girone hanno un record di 14 sconfitte e 4 vittorie, due delle quali contro l’Italia, da cui sono stati battuti sette volte. 

“Si ha paura per squadre come Namibia e Canada, finite in un girone con le due favorite del torneo, Nuova Zelanda e Sudafrica”, ha scritto il Telegraph facendo notare – a proposito di squilibri fra mondi – che ai Mondiali del 2003 l’Australia batté la Namibia per 142-0. 

Il Canada ha perso nella sua storia contro la Nuova Zelanda con uno scarto medio di 51.8 punti. 

Il suo obiettivo massimo è il terzo posto nel girone che vale la qualificazione immediata ai prossimi Mondiali. Dunque dovrebbe battere l’Italia per riuscirci. Sotto sotto ci sperano se è vero che Kingsley Jones, il commissario tecnico, definisce il girone come “il migliore in cui potessimo capitare”. 

“È un traguardo essersi qualificati ma è pure un punto di partenza. Noi abbiamo bisogno di partecipare alla Coppa del mondo, non di essere presenti alla Coppa del mondo”.

Kingsley Jones, ct del Canada

 

La squadra

L’ala DTH van der Merwe detiene il record di tutti i tempi di mete con la maglia della nazionale (38) e gioca il suo quarto Mondiale. Taylor Paris e Jeff Hassler sono altre due insidie sulle ali. Ciaran Hearn è l’uomo dei calci da lontano. Peter Nelson, mancino, di origini irlandesi, è uno degli ultimi arrivati. Giocherà da numero 10. Sua nonna era nata a Toronto. Il pacchetto avanzato è guidato dal capitano Tyler Ardron, numero 8, uno di quelli che giocano all’estero (in Nuova Zelanda ai Chiefs). L’omone che vedremo con capelli lunghi e barbone si chiama Evan Olmstead. In cinque sono disoccupati, nel senso che non hanno un club. 

 

Il Canada ha vinto 2 partite su 11 nel suo 2019. Tra le nove sconfitte ce n’è una sorprendente contro il Brasile, non qualificato per i Mondiali, numero 26 del ranking. 

Il ct Jones è in panchina dal settembre 2017. Ha preso il posto del neozelandese Mark Anscombe, licenziato dopo la sconfitta contro gli USA nel girone di qualificazione ai Mondiali. Jones era stato il ct della Russia che nel 2011 debuttava ai Mondiali. 

La nascita di una Major League nordamericana di rugby ha dato la chance a molti giocatori canadesi di giocare in un circuito professionistico.

 

I grandi progetti degli USA nel rugby

 

“Non è chiaro se le Aquile siano in grado di crescere rispetto alla loro migliore prestazione in un Mondiale – una vittoria e 86 punti segnati nel 2003”. Così ha scritto Ken Belson sul NYTimes a proposito della squadra USA di rugby, che ha avuto poche settimane per prepararsi, mettendo insieme qualche professionista, molti semiprofessionisti e alcuni dilettanti. 

“Solo il più accecato dei tifosi può pensare che gli USA riescano a vincere due partite per passare il turno” è il parere di Belson.

Eppure, il NYTimes riferisce un dato interessante dello Sports & Fitness Industry Association,  secondo cui il rugby è lo sport che più sta crescendo negli USA dal 2012: + 56% di praticanti in sette anni. Ross Young, il chief executive della federazione, sostiene che la sfida più grande in realtà è non farli andare via dopo un po’. Gli USA stanno crescendo. Si potrebbe dire che stanno arrivando. Sono tredicesimi nel ranking, l’anno scorso hanno battuto la Scozia, la prima vittoria della storia contro una delle Nobili. Nei prossimi 4 anni gli americani si aspettano miglioramenti oggi imprevedibili. La nuova Major League (MLR) ha chiuso la sua seconda stagione con la seconda vittoria di Seattle e nella terza aggiungerà tre nuove franchigie. La squadra di New York ha annunciato per il prossimo mese di dicembre l’arrivo del francese Mathieu Bastareaud. Crescerà l’attenzione. Negli USA ragionano sull’opportunità di organizzare un Mondiale (2027 o 2031) per dare altro impulso allo sviluppo. D’altro canto, la nazionale di rugby a 7 è già la seconda nel ranking mondiale, proprio come quella femminile, entrambe già qualificate per le Olimpiadi di Tokyo.

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