Beau Graves

Un attimo dopo che il campione del mondo di freccette Luke Littler aveva demolito il numero 1 del ranking Luke Humphries nella finale del World Grand Prix di Leicester, molte sopracciglia si sono sollevate nel sentirgli dire che avrebbe partecipato pure al Mondiale jr dal giorno successivo. Littler è uno dei favoriti per essere votato come personaggio sportivo dell’anno della BBC nel mese di dicembre e sembrava quasi una formalità che l’adolescente di Warrington sarebbe andato a vincere il titolo fra i coetanei.
Sorpresa delle sorprese, meraviglia delle meraviglie, al Robin Park Leisure Centre di Wigan, Littler è arrivato in semifinale e lì è caduto di fonte alla ventunenne Beau Greaves, la prima donna che nella storia delle freccette batte un numero uno al mondo.
È soprannominata Beau and Arrow. Ha 21 anni. È nata a Doncaster. È destrorsa e usa dardi da 20 grammi del marchio One80.
La sua vittoria è ancora più prodigiosa perché le abilità di Luke Littler stanno sconfinando nel paranormale. Come scrive Sean Ingle sul Guardian, la straordinaria immunità di Littler alla pressione ha ormai raggiunto un punto in cui “perfino Djokovic e Nadal al loro apice prenderebbero appunti”. Luke the Nuke? Più che altro Luke the nerveless, il senza nervi. Tra un triplo 20 e un doppio vincente, l’adolescente mostra appena appena un battito d’emozione.
Lo studio sulla faccia e le smorfie di Littler
Secondo Philip Furley, docente alla German Sport University di Colonia, questo conta eccome. Ha appena pubblicato uno studio sul Psychology of Sport and Exercise Journal che suggerisce come «anche il più piccolo tic o movimento del viso prima di lanciare un dardo può indicare se il tiro sarà buono o pessimo».
Furley non è nuovo a questi esperimenti. In passato aveva dimostrato che «i giocatori tendono a sbagliare più rigori se voltano le spalle al portiere o se lo calciavano con troppa fretta, prima del solito». Un comportamento che lui definisce “hastening and hiding” — affrettarsi e nascondersi — un segnale di nervosismo e la profezia di una prestazione destinata al pitoffio. Il professore non dice mai pitoffio nel suo studio, ma è del tutto evidente che vorrebbe.
Il mondo delle freccette, spiega Ingle, è il laboratorio perfetto dell’occhio e del nervo. Ogni gesto è catturato dalle telecamere, ogni esitazione viene amplificata. Nello studio di Furley basato sui Mondiali del 2017, le prestazioni alte – da 103 a 180 punti — sono state confrontate con quelle basse, da 0 a 75. Un programma di codifica facciale ha analizzato venti microespressioni: nasi arricciati, labbra tese, occhi chiusi. «Meno tensione intorno agli occhi e alla bocca segnala che il giocatore andrà meglio».
Lo studioso ammette che i suoi dati precedono l’ascesa di Littler, ma confessa di essere affascinato dalla sua calma glaciale. «Avere una faccia da poker, senza mostrare quei micro-movimenti legati alla tensione, è qualcosa di speciale».
Come nota ancora Ingle sul Guardian, la ricerca si inserisce in un filone più ampio che analizza i segnali non verbali nello sport. Alcuni sono intuitivi. Frank Bruno si faceva il segno della croce più di una dozzina di volte prima di affrontare Mike Tyson. Altri sono più sorprendenti. In uno studio su 152 atleti di arti marziali miste, “un sorriso più intenso nella foto pre-incontro era associato a prestazioni peggiori”, perché il sorriso, spiegano i ricercatori, “è un segno di minore aggressività e comunica involontariamente una ridotta dominanza fisica”.
Mmm. La Nazionale italiana di pallavolo smentisce tutti i professoroni e anche Zinedine Zidane vomitò prima di un rigore a Euro 2004 per la stanchezza e i nervi. Eppure segnò.
Ora Beau Graves arriva a dirci che Littler non è infallibile. Avrà pure la faccia da poker o quello che è. La prossima puntata di Greaves contro Littler potrebbe potenzialmente svolgersi già il mese prossimo, al Grand Slam di Wolverhampton, dice la BBC che ha dedicato un servizio alla ragazza.
Nel frattempo, il professor Furley si sta dedicando allo studio dello scheletro dei calciatori. Dice che più un calciatore ha una postura eretta, più sembra essere in controllo e gioca bene. Pr’essò, e c’era bisogno di studiare?