
Un volo da premio Nobel per la fisica
Nel più vecchio stadio olimpico ancora in piedi, dove nella storia dell’atletica leggera sono stati battuti 83 record del mondo, il ragazzo che proprio Mondo si chiama ha fatto l’ottantaquattresimo. La contabilità in effetti è un poco ballerina. Sono 83 per il sito dei Giochi, sono 70 per L’Équipe e sono 101 per la Conf-notai che separa le distanze olimpiche da quelle che non lo sono.
La certezza è che qui Wilson Kipketer corse gli 800 metri in 1:41.73 nel 1997, qui Armand Duplantis è salito alla sua maniera sopra i 6 metri e 28 centimetri impugnando un tubo pieghevole. Tre anni fa aveva passato la stessa asticella ed era atterrato sullo stesso materassino passando 6,16, migliore prestazione all’aperto a quel tempo. In tre anni ha aggiunto 12 centimetri alla sua scalata e 12 sono i record del mondo. Con Elisabetta Caporale in RAI ha detto che si tratta di una fairy tale, un sogno, una favola, quella roba là, ma non bisogna sbrigare la faccenda con cinismo, era sincero, era commosso e sincero.
L’Équipe ricorda che Mondo conosce questo posto a memoria. A 11 anni si è lanciato sotto la pioggia e al freddo sopra un ostacolo che allora era alto quattro metri. Erano i giorni in cui si sentiva ancora più americano che svedese, ma ieri era davvero un uccellino scosso dall’entusiasmo popolare, davvero sentiva di aver battuto il primato in casa sua. Ha scavalcato le barriere a bordo pista ed è andato ad abbracciare due spettatori con disabilità seduti a bordo pista, poi la madre, la fidanzata, avrebbe abbracciato tutti dentro lo stadio che ha riempito tutti i quindicimila posti, quando invece per i concerti riduce la capienza a tremila: e qui sono stati in concerto Michael Jackson, Bruce Springsteen, i Rolling Stones.
Duplantis ha lasciato che gli avversari aprissero la gara a misure che per lui sono una bevuta di gazzosa [5,45] aspettando che venisse il suo momento, avvolto dentro una giacca gialla e spaparanzato su una sedia. È entrato a 5,60, si è concesso a 5,80, a 5,90, a 6 metri aveva vinto già la gara. A quel punto ha fatto alzare l’asticella di 28 centimetri tutti assieme, uno in più del record mondiale fatto a Clermont-Ferrand quest’inverno. Con la sua canna da 5 metri e 20, indice di durezza 11,7, si è piazzato alla fine della pista e ha fatto quel che doveva fare, mentre la gente era già calda perché Andreas Almgren – un altro svedese – stava battendo il record europeo dei 5.000 metri [12:44.27].
Secondo le tabelle di World Athletic che equiparano le prestazioni fra discipline diverse riducendo tempi e misure in punti, i 6 metri e 28 di ieri pomeriggio sono come 100 metri corsi in 9.61, forse impressiona perfino di più vede che valgono un 19.23 sui 200 oppure una maratona sotto le due ore, per la precisione una maratona da 1h 59:21.
LUI E LA STORIA
Questi sono ormai gli avversari di Duplantis, i parametri dell’assoluto. Il suo record del mondo è oggi al settimo posto nella classifica della qualità della prestazioni maschili di sempre. Gli restano da superare il 9.58 di Usain Bolt [1356 punti] e il suo 19.19 nei 200 [1352], gli 8 metri e 95 saltati in lungo da Mike Powell [1346], il primato nel lancio del disco fatto due mesi fa da Mykolas Alekna con 75,56 [1347], i due migliori tiri di sempre nel giavellotto – quello di Jan Zelezny a 98,48 [1365] e quello di Johannes Vetter con 97,76 [1355].
Per diventare lui l’assoluto gli restano ancora 8 centimetri. Dovrà saltare 6 metri e 36 per avere il record del mondo più strabiliante della storia.
Donne escluse.
Anche quando sarà arrivato lassù gli resteranno sopra la testa i prodigiosi risultati accumulati nel lancio del disco e nel getto del peso fra il 1977 e il 1984, l’età sulfurea dello sport: tipo il 76,80 di Gabriele Reinsch della DDR [1382] o i tiri della palla di ferro sopra i 22 metri fatti dalla sovietica Natalya Lisovskaya, la ceka Helena Fibingerova, la tedesca dell’est Ilona Slupianek. Per scavalcare anche le zone d’ombra rimaste nei libri d’oro dell’atletica, Duplantis dovrebbe arrivare un giorno a 6,42. Chi lo sa, chi lo può sapere. Secondo i calcoli di un fisico della NASA su velocità, accelerazione di gravità, statura, elasticità muscolare, Duplantis sarebbe potuto salire al massimo fino a 6,10. Mondo è già 18 centimetri oltre. Dovrebbero dargli il premio Nobel per la fisica. In fondo era un tipo svedese come lui.