UN GOL AL GIORNO
DI FURIO ZARA
16 aprile 1978 | Pescara-Inter 2-1
L’apparizione in A di Ilario Cozzi
E da dove sbuca questo Ilario Cozzi? Non se lo ricorda nessuno, ma anche allora non è che ne avessero molta considerazione, tanto che pure i dirigenti dell’Inter – prima della trasferta a Pescara – fanno un po’ di casino con il tesserino, prendono quello di un compagno, poi si accorgono dello sbaglio e allora infilano nella ventiquattr’ore quello giusto, il tesserino di Ilario Cozzi, nato a Pavia il 17 aprile del 1959, cresciuto nelle giovanili dell’Inter, di ruolo terzino sinistro. Cozzi il 16 aprile – quando debutta e gioca la sua prima e ultima partita in Serie A – ha diciannove anni, poche ore dopo ne avrà venti ma c’è poco da festeggiare, perché tutto sarà già finito, ancora prima di cominciare. Formazione dell’Inter di quella domenica: Bordon, Canuti, Cozzi e via così. La sua partita dura un tempo e dieci minuti. Cozzi appare e scompare in un attimo.
All’inizio della ripresa Bersellini toglie il giovane esordiente Cozzi e inserisce Pavone
Mario Santarelli, La Domenica Sportiva, 16 aprile 1978
Il Pescara è ultimo in classifica e virtualmente retrocesso (siamo alla 12ª giornata, ne mancano tre alla fine), tanto che allo stadio non ci va più nessuno: sono poco più di 13.000 gli spettatori. Affluenza del pubblico assai modesta in tutta la Serie A, quella domenica di aprile. A Napoli per Napoli-Fiorentina ci sono 7.158 paganti, per Perugia-Foggia una manciata in più. L’Inter a Pescara gioca in maniera indecente. Vantaggio di Grop (dovrebbe marcarlo Cozzi), pari di Altobelli, il gol della vittoria nasce da un tiro di De Biasi deviato da Bini nella propria porta. Bini è disperato. Ai giornalisti confida: «Se Bearzot ha visto che razza di autogol ho fatto non mi terrà più in considerazione per i Mondiali in Argentina». Beh, insomma: ha deviato il pallone senza manco accorgersene, non ha fatto errori colossali. Il presidente Fraizzoli è una furia. Bersellini sa di rischiare il posto (no, rimarrà), tira aria di processo. Cozzi paga anche colpe non sue. Stop. La sua avventura in Serie A comincia e finisce quel giorno di passaggio tra i 19 e i 20 anni. È un colpo di vento, qualcuno che ci pare di conoscere visto dal finestrino di un treno in corsa.