È diventato più facile parare un rigore: tiriamo da 9 metri o allarghiamo la porta

Solo due portieri prima di Szczesny avevano parato due rigori nello stesso Mondiale. Prima che al polacco riuscisse di fermare i tiri di Al Dawsari e di Messi, ce l’avevano fatta Brad Friedel e Jan Tomaszewski. Nessuno prima di Dominik Livakovic aveva fermato in un Mondiale quattro tiri nelle serie di rigori: tre li ha presi contro il Giappone, uno al brasiliano Rodrygo – Perché il lavoro dei portieri è diventato più facile e che cosa [forse] dovremmo fare. 

 

Quando a fine Ottocento gli inglesi mettono ordine nel gran caos chiamato football, stabiliscono che per segnare un punto bisogna raggiungere un traguardo [un goal] dentro uno spazio largo 7 metri e 32 centimetri, alto 2 metri e 44. Nel 1914 gli uomini più alti al mondo sono gli svedesi. Toccano in media 1 metro e 72. I più bassi vivono nel Laos. La differenza è di 23 centimetri. Un secolo più tardi, il primato di uomini più alti al mondo è passato agli olandesi. Raggiungono i 183 centimetri. È lo stesso anno dei Mondiali in Brasile, dove agli ottavi di finale Louis van Gaal fa entrare Krul al posto di Cillessen poco prima della serie dei rigori. Non è uno specialista ma è alto 1 metro e 93, Cillessen otto centimetri di meno. La riserva va in campo e ne para due alla Costa Rica, forse per via del fisico, forse per la mossa di van Gaal che destabilizza, forse per il magico potere del Caso.

Comunque sia, nel giro di un secolo gli uomini più alti al mondo sono cresciuti del 6,3%. I più bassi crescono perfino di più, del 7,4%, perché a Timor Est sono 1 metro e 60 contro l’1 e 49 del Laos. La porta del calcio è sempre larga 7 e 32, sempre alta 2 e 44. Nel mondo si mangia meglio e si vive meglio, ma pali e traverse non lo sanno. Stanno là, immobili, immutabili. Non sanno neppure che i corpi addestrati per fare sport d’élite riposano meglio, si allenano meglio e offrono prestazioni con una crescita percentualmente superiore alle misure antropometriche della massa. Il primo record del mondo di salto in alto è registrato nel 1912 a 2 metri esatti. È del californiano George Horine, un tipo alto 1 e 80. Il primo record del mondo di salto in lungo è di una decina d’anni prima, 7 metri e 61, stabilito dall’inglese Peter O’Connor. Deve trattarsi di una misura speciale per l’epoca. Del resto gli viene attribuita un’altezza di 1 e 86. Il primato resisterà 20 anni. 

Un secolo dopo, i due record sono stati portati a 2 metri e 45 nell’alto da Javier Sotomayor [resiste dal 93] e a 8,95 da Mike Powell [dal 91]. È un incremento nella prestazione del 22.5% nell’alto e del 17.6% nel lungo. È vero che nessuno li batte da trent’anni, ma è anche vero che le prestazioni di punta sono aumentate. Cinque uomini dopo Sotomayor sono andati sopra i 2 metri e 40, addirittura diciassette hanno saltato in lungo oltre l’8 e 50.

Pali e traverse del calcio stanno sempre là dove stavano nel 1875.

 

Se la porta potesse seguire la crescita delle prestazioni umane, la sua altezza dovrebbe crescere fino a 2 metri e 99, la sua ampiezza dovrebbe allargarsi fino a 8 e 61. Il croato Livakovic è alto 1 metro e 86, tre centimetri più su della media degli uomini più alti al mondo. Il marocchino Bounou tocca 1 metro e 98. 

Questi sono i dati. Poi ci si mettono pure le suggestioni. La nuova visuale delle riprese tv per i rigori è frontale. Come nei videogame. Ti immedesimi in chi tira e la porta pare piccolissima. Fuor di percezione, per essere in linea con le percentuali medie di crescita nei record [22.5% e 17.6%, complessivamente una media del 20%], volendo conservare le misure attuali della porta, il dischetto del rigore dovrebbe essere sistemato a nove metri, due metri più avanti rispetto agli undici. 

 

  Perché ride? Cosa c’è da ridere? Ah, ecco, ride perché sta immaginando le reazioni. La sollevazione dinanzi alla proposta di modificare le misure delle porte o la distanza del dischetto dalla linea. In effetti sarebbe uno strappo rumoroso, ma niente di così rivoluzionario. Il basket lo ha fatto con la linea dei tre punti. Nell’area FIBA era stata disegnata inizialmente a 6 metri e 25 dal ferro, ma dal 2009 è stata spostata indietro fino agli attuali 6 metri e 75. In NBA resiste a 7 metri e 25 alla punta, a 6 metri e 72 negli angoli, ma ogni tanto qualcuno fa un pensierino per un lifting.

Nel calcio ogni lifting è un trauma. È da quando si smise di usare la colla per attaccare le figurine sull’album, da quando diventarono adesive, che si è persa la magia del calcio. O la poesia. Qualche volte si perde la magia e qualche volta si perde la poesia. Chi se le scorda generazioni e generazioni di calciatori che facevano apparire i conigli dai cilindri, dicendo sim salabim [la magia] o recitando le rime di Neruda nel sottopassaggio [la poesia]. È successo con i portieri che smisero di vestirsi di nero, quando non hanno più potuto prendere il pallone con le mani, quando è arrivato il quarto uomo, quando è arrivato lo spezzatino, quando è arrivata la VAR, il fuorigioco automatico, i minuti di recupero. 

Che poi. A dirla tutta. Dipende da chi le riforme le propone. 

 

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