La benzina di Tyrese Maxey

Il ragazzo del poster è Tyrese Maxey, perché gara-3 passa prima di tutto dalla sua benzina. Senza Joel Embiid in gara-2, ha giocato 46 minuti e 48 secondi, è uscito solo per pochi istanti alla fine del primo quarto e poi non si è più seduto. Philadelphia gli ha chiesto di creare, correre, attaccare il ferro, tenere in piedi l’attacco quando la partita si è fatta stretta. Il problema è che negli ultimi sette minuti i 76ers hanno segnato solo tre punti: un suo libero, un suo canestro, e quasi nient’altro.
La serie è sul 2-0 per i Knicks, ma gara-2 ha avuto un andamento molto diverso dal 137-98 di gara-1. Al Madison Square Garden ci sono stati 25 cambi di vantaggio, il numero più alto in una partita playoff NBA negli ultimi undici anni, e nessuna delle due squadre è mai andata oltre il +7. Philadelphia ha avuto quel margine all’inizio, New York lo ha trovato solo nel finale, quando l’attacco dei 76ers si è fermato del tutto. È lì che l’assenza di Embiid è diventata enorme: senza il suo corpo in area, senza la sua capacità di attirare raddoppi e generare tiri più puliti, Philadelphia è finita quasi solo sul perimetro.

La stagione dei 76ers è stata piena di curve, come spesso è successo negli ultimi anni. Hanno vissuto a lungo nella zona play-in, poi hanno eliminato Boston rimontando da 1-3 e vincendo gara-7 al TD Garden. Sembrava che la serie contro i Knicks potesse essere meno dura, invece Philadelphia si ritrova di nuovo dentro una salita. Il rientro eventuale di Embiid, indicato come in dubbio per gara-3, cambierebbe tutto: non solo per i punti, ma per la struttura. Con lui in campo, Maxey può scegliere meglio quando accelerare; senza di lui, deve fare quasi tutto ad altissima velocità e con pochissimo riposo.

Il dato della rotazione è centrale. In gara-2 i 76ers hanno giocato cortissimi, con Andre Drummond e Adem Bona usati pochissimo e lunghi tratti di small-ball obbligato. Per tre quarti ha funzionato anche bene, soprattutto grazie al tiro dagli angoli: Philadelphia ha segnato otto delle prime dieci triple dagli angoli, mettendo pressione alle rotazioni dei Knicks. Nel quarto periodo, però, sono arrivate quattro triple aperte sbagliate, e la partita è cambiata. Se i 76ers vogliono riaprire la serie, devono ritrovare quelle percentuali senza dipendere solo da quelle.
I Knicks arrivano a Philadelphia con il vantaggio vero: 2-0 nella serie e almeno una vittoria da cercare nelle prossime due trasferte per avvicinare le finali di Conference. Dopo il passaggio complicato contro Atlanta, iniziato con uno svantaggio di 1-2 e chiuso con tre vittorie di fila, New York ha continuato a vincere anche quando non ha dominato.

Gara-2 è stata importante proprio per questo: non ha tirato benissimo, non ha avuto una partita fluida, ma ha trovato difesa, pazienza e lucidità negli ultimi possessi.
Jalen Brunson ha chiuso con 26 punti, ancora una volta miglior riferimento offensivo, anche in una serata non perfetta al tiro. OG Anunoby ne ha aggiunti 24 prima di uscire nel finale per un problema al bicipite femorale destro: è considerato day-to-day e in dubbio per gara-3. È un’assenza potenzialmente pesante, perché Anunoby sta dando punti, difesa sugli esterni e taglia sulle rotazioni. Anche Josh Hart è in dubbio per una distorsione al pollice sinistro, mentre Mitchell Robinson è probabile dopo l’assenza per malattia.
Karl-Anthony Towns ha dato una partita molto completa: 20 punti, 10 rimbalzi e sette assist. È stato importante perché New York, storicamente molto legata ai titolari, in gara-2 ha allargato la rotazione fino a 11 giocatori. Non è un dettaglio secondario: contro una Philadelphia già corta e appesa alle condizioni di Embiid, ogni minuto tolto ai titolari può diventare energia nel finale.
In regular season il confronto era finito 2-2, ora i Knicks sono avanti 2-0. Gara-3 ruota intorno a due domande semplici: se Embiid rientra, quanto potrà cambiare la geometria dell’attacco di Philadelphia; se Anunoby non ci sarà o sarà limitato, quanto New York perderà nella difesa degli esterni e negli equilibri del quintetto. In mezzo c’è Maxey, il giocatore da guardare: se trova ritmo prima che la fatica lo raggiunga, i 76ers possono rimettere pressione alla serie.


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