Se la Terra decide di sciogliere la Groenlandia, potrebbe essere saggio vendere tutto quello che possediamo in Bangladesh
Robert Laughlin
Gli Europei di pallamano dove l’Europa è più fragile
E se si riunissero alcuni dei migliori giocatori e allenatori di pallamano del mondo — del passato e del presente — per un’intera giornata? Se a queste leggende venisse dato il tempo e lo spazio per riflettere su cosa significhino successo, lavoro di squadra, cultura, amicizia e gerarchie nello sport che hanno amato e che si sono tramandati? E se avessero anche l’opportunità di rinnovare e rafforzare quel legame che li ha portati ai vertici della pallamano mondiale, raccontandosi storie e condividendo ricordi spesso conosciuti solo da chi gli stava accanto?
Le risposte a tutte queste domande arrivano in Founding Fathers — The Rise of Denmark’s Handball Empire, un documentario realizzato dalla federazione europea di pallamano e da Infront, diffuso martedì alla vigilia degli Europei che iniziano oggi nel paese, in Norvegia e in Svezia.
Il documentario ha riunito tre generazioni di leggende della pallamano danese, gente come Joachim Boldsen e Kasper Hvidt, Lars Christiansen e Lars Jørgensen, Lasse Svan e Mads Mensah, Hans Lindberg e Mathias Gidsel, Emil Nielsen e Simon Pytlick, oltre ai commissari tecnici Ulrik Wilbek e Nikolaj Jacobsen. Sono stati ripresi nel corso di una giornata in una dimora sull’isola di Fionia, mentre parlavano di ori olimpici e partite senza sconfitte. Ai Mondiali sono diventate 37. L’ultima che hanno perso è di otto anni fa.
È nel momento più drammatico della storia della Danimarca che arrivano questi campionati europei, quasi a fare da collante emotivo per un paese che ha altro per la testa e oggi si interroga sul suo ruolo, sulla sua identità e sul valore dei legami che lo tengono unito. In un momento di incertezza e tensione, con la questione della Groenlandia che spalanca paure e riapre ferite storiche, interrogativi politici profondi, la pallamano diventa ancora una volta un linguaggio comune, ma stavolta non per evasione, ma per la ricerca di una memoria condivisa.
Un Europeo per dire che la forza della Danimarca non è mai stata solo nel talento individuale, quanto nella capacità di farsi comunità, di tramandare conoscenza e saperi, una responsabilità, da una generazione all’altra. Un Europeo che sarà vissuto come una metafora potente, ricordando a un popolo che il successo duraturo nasce dall’ascolto, dalla fiducia reciproca e dalla cura delle relazioni, soprattutto quando il contesto esterno è fragile. Founding Fathers parla di padri fondatori come di padri fondatori parla la politica fuori dal campo, ora che di nuovo il futuro passa dalla capacità di stare insieme, riconoscere il passato e decidere collettivamente che tipo di squadra si vuole continuare a essere.
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carnet
Come si comincia
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Non ci sono nazionali esordienti. La squadra che manca da più tempo è l’Italia: unica partecipazione nel 1998 – da padrona di casa.
Spagna-Serbia è un confronto fra due portieri di livello mondiale, Dejan Milosavljev [Füchse Berlin] e Sergey Hernandez [Magdeburgo] si sono incontrati nella finale four della Coppa dei Campioni. La Spagna ha vinto più medaglie agli Europei maschili di qualsiasi altra squadra, sono nove in tutto, con due ori, cinque argenti e due bronzi. La Serbia ha vinto l’argento nel 2012 ed è all’ottava partecipazione.
La Francia apre il torneo con la Cechia ma il suo giocatore migliore, il mvp di Euro-2024, Nédim Rémili, è fuori per un infortunio al polpaccio.
La Norvegia ha la sua migliore prestazione nel bronzo del 2020 e viene dalla delusione del nono posto di due anni fa, quando l’Ucraina non riuscì a qualificarsi. Sander Sagosen può raggiungere quota 200 gol.
Nell’Austria che affronta la Germania ci sono sei giocatori di club tedeschi. Constantin Möstl, il portiere, è uno di essi. Lukas Hutecek, dall’altra parte, è suo compagno di squadra ogni giorno al Lemgo Lippe. L’Austria è consapevole di essere sfavorita, ma non rassegnata. Möstl ricorda il pareggio 22-22 agli Europei precedenti, quando fu decisivo davanti a 20.000 spettatori a Colonia. Andreas Wolff, l’altro portiere, il tedesco, definisce lo stile dell’Austria una sorta di anti-pallamano, per dire che è poco spettacolare. Fa il debutto ufficiale il nuovo c.t. Iker Romero, successore di Aleš Pajovič.
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