Le vespe ai Mondiali di freccette
All’Alexandra Palace volano freccette, cori e costumi improbabili. Ma da più di dieci anni vola anche qualcos’altro. Una vespa. Dal 2008 questo è il tempio dei darts è questo, ma dal 2012 il pungiglione di quella signorina in giallo si è preso una porzione della scena sempre più ampia. Lo racconta Eduardo Tansley su The Athletic spiegando “che è arrivata più vicina ai giocatori di quanto riescano a fare le migliaia di tifosi ogni giorno”.
Non ha ancora un soprannome come Snakebite o The Ferret. È un mito minore, ma torna ogni inverno. Quest’anno qualcuno ha provato a scacciarla con uno spray, qualcun altro se l’è ritrovata addosso in diretta. Ross Smith per esempio è stato punto tre volte nel 2023 e di nuovo quest’anno, come se l’insetto avesse una memoria, o una simpatia, o un’antipatia, chi può saperlo. Ma c’è anche chi la considera un presagio. Adrian Lewis nel 2012 era sotto di due set prima di essere punto e a quel punto [ah ah] rimontare. David Munyua, primo keniano nella storia del torneo, l’ha avuta sul volto prima di rovesciare un match pressoché impossibile. «In questo posto serve la massima concentrazione, e se arriva una distrazione devi superarla».
C’è chi scherza su questa vespa come se fosse la veterana del torneo. The Athletic ha preso la cosa sul serio e ha sentito una biologa Smentisce: «È impossibile che sia sempre la stessa: le vespe vivono al massimo pochi anni». Ma non si deve mai guastare una storia con la verità: siamo ancora a questo. la narrazione non ha bisogno di precisione scientifica. Così Paddy Power ha aperto le scommesse pure sulla vespa. Si può puntare sulla sua apparizione in più giorni di gara.
Sarebbe bello pensare a una presenza metafisica o simbolica di qualcosa. In realtà il palazzetto è circondato da 196 acri di verde, le porte restano aperte, le luci scaldano l’interno, le vespe si intrufolano perché “cercano luoghi asciutti e caldi, e i grandi eventi creano esattamente queste condizioni”. Non si tratta di una vera invasione, ma la richiesta di una convivenza. E intorno, come sempre, monta il carnevale dei tifosi alticci, dei travestimenti da Ali G, da Batman e da Babbo Natale, i cori che rimbalzano sulle pareti. Dentro questo caos, ricordiamoci sempre che c’è un milione di sterline in palio per il vincitore – un dettaglio che viene considerato di ispirazione per l’arrivo imminente di una nuova generazione di giocatori. Luke Littler, il diciottenne campione in carica, ha scansato la vespa durante un’intervista e ha detto: «Qualcuno deve averla messa apposta». Tra poco passiamo ai complotti.
panorami
Da Lim a Humphries: il passaggio di testimone
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Con un certo entusiasmo, il Times racconta il passaggio di testimone generazionale avvenuto ieri sera ai Mondiali di freccette, usando il match tra Paul Lim, 71 anni, e Luke Humphries. Uno è la leggenda vivente delle freccette, il primo a realizzare un nine-darter televisivo nel 1990 [completare un singolo set di punti usando il numero minimo di freccette: nove]. Un uomo che ha attraversato più epoche e formati del gioco. È diventato nel turno precedente il giocatore più anziano a vincere una partita ai Mondiali PDC. Dall’altra Humphries, 30 anni, volto della nuova élite, freddo, figlio di un’era in cui le freccette sono una professione con un milione di sterline in palio. La partita è finita 3-0 per Humphries. Lim aveva imparato a tirare in un pub londinese prima dell’era Thatcher, Humphries non era nemmeno nato. Eppure tra i due c’è rispetto, affetto, persino gratitudine: Humphries racconta che una sconfitta contro Lim nel 2021 gli cambiò la carriera, spingendolo a trasformare stile di vita e ambizioni.