I rigori di Safonov, il portiere venuto dal freddo

Il portiere venuto dal freddo era rimasto nel ghiaccio per tutto questo tempo. MatveïSafonov era arrivato a Parigi per mettere paura a Donnarumma. Molto prima che Luis Enrique si facesse prendere pure Chevalier dal Lille. Un anno fa, novembre 2024, dentro lo spogliatoio sul quale batte la bandiera del Qatar, si chiedevano se Gigio fosse all’altezza di una squadra da prime-otto d’Europa. Certo che il tempo vola. “Due aspetti tecnici lo appesantiscono – diceva L’Équipe – sta troppo alto sugli appoggi e non fa in tempo a scendere a terra. La sua mano non è abbastanza ferma”. Aveva preso un 3 in pagella per una partita di Champions con l’Atlético Madrid e le sue incertezze sul secondo gol avevano “alimentato la riflessione in corso dentro lo staff sulla sua posizione. Escludere l’italiano avrebbe però gravi conseguenze”.
Matveï Safonov, comprato per 20 milioni di euro, non veniva ancora considerato pronto. Nelle quattro partite che gli erano state concesse “non ha fatto un’impressione incredibile”. Così, in estate i bocciati sono saliti a due. Non solo. La convivenza con Illia Zabarnyi, ucraino, a un certo punto è parsa una complicazione. Nikita Plokhikh, giornalista della rivista russa Sovsport, disse alla stampa francese che non poteva essere un problema agli occhi dell’opinione pubblica del suo paese, si trattava di due professionisti che esercitano la loro professione. Ma un punto poteva essere la reazione dell’opinione pubblica in Ucraina. «Non vedo come questa convivenza possa durare» aveva chiarito a L’Equipe una voce non meglio identificata, definita come quella di “un conoscitore del calcio e della società ucraina”. Ruslan Malinovski del Marsiglia era stato costretto a scusarsi pubblicamente per aver salutato il russo del Monaco, Alexander Golovin. Come gestire la convivenza? Il PSG preferì non rispondere e Safonov è rimasto nel ghiaccio.
Fino a ieri sera e ai quattro calci di rigore parati nella finale di Coppa Intercontinentale al Flamengo, “come se Matvei Safonov, l’uomo in verde, fosse improvvisamente cresciuto fino a tre metri di altezza e avesse avuto braccia da far ingelosire l’ispettore Gadget. Le prossime notti per gli attaccanti del Flamengo – ha scritto Hugo Delom – saranno travagliate. Ricorderanno senza dubbio per sempre di aver affrontato, per dieci minuti, un giorno, un uomo trasformato in un muro. Il russo, dal canto suo, potrà raccontare ai suoi nipoti che in una sera di dicembre 2025, durante una finale internazionale, entrò nella testa dei brasiliani e para quattro rigori”.
Con l’aiuto del suo taccuino, Safonov aveva previsto e stamattina, “senza troppa mancanza di rispetto per i libri di storia, sembra già una delle più grandi giocate da un portiere negli ultimi dieci, vent’anni” Oplà. Certo che il tempo vola-2.
L’Equipe gli ha dato nove in pagella e questa sessione di rigori può cambiare indirizzo a una stagione. Chevalier è stato un acquisto da 55 milioni di euro e la sua situazione si fa più tesa. Ieri aveva ufficialmente un problema a una caviglia, stamattina i problemi passano a due come le pizze dello scrivano Totò in Miseria e nobiltà. È stato uno dei due giocatori del PSG a non precipitarsi verso Safonov per abbracciarlo dopo l’ultimo rigore parato. Il secondo? Facile. Zabarnyi.
In questo contesto così delicato, Vincent Duluc ammette che “una finale non sceglie il suo eroe” e aggiunge che “una seduta di tiri di rigore leggendaria” come sempre finisce per nutrire la leggenda di un portiere, “questi eroi di una sera per lungo tempo, a volte per sempre”.
Quando hanno chiesto dopo la partita a Luis Enrique delle rivalità dentro il corpaccione della squadra, la sua risposta è stata: «Pensate davvero che sia il momento di parlarne?». “Vi è piaciuta la guerra fredda tra Keylor Navas e Gianluigi Donnarumma nel 2021? Luis Enrique potrebbe regalarcene un’altra cinque anni dopo”.