La Roma ha perso con il Lille per colpa di Luis Enrique

   

La Roma ha perso per colpa di Luis Enrique

Parare un rigore nel finale di una partita accesa, con uno stadio contro, è già un’impresa. Farlo tre volte è irreale. Berke Özer è arrivato quest’estate nel Nord della Francia dalla Turchia e ha scelto Roma per scavarsi un posto nella memoria dei tifosi del Lille. È sulla prima pagina de L’Equipe. È tornato titolare dopo un fastidio al psoas che lo aveva tenuto fuori contro il Lione domenica. Aveva dato segnali preoccupanti: errori con i piedi, interventi approssimativi. Tutto è stato scordato in quei tre minuti di grazia tra l’82’ e l’85’. Il suo show è iniziato con un tocco di mano di Aïssa Mandi in area, festeggiato come un gol quando il VAR l’ha confermato.

Artem Dovbyk si è presentato sul dischetto, Özer si è tuffato a sinistra e ha respinto il tiro. Solo che l’arbitro belga Erik Lambrechts ha ordinato di ripetere il tiro perché Romain Perraud era entrato troppo presto in area. L’attaccante ucraino ha ripreso la rincorsa, ma Özer ha ripetuto lo stesso prodigio sul lato sinistro. Stavolta era stato lui a fare un passo oltre la linea al momento del tuffo. Allora Gasperini ha pensato che Paolo Rossi tifa per l’Inter e un altro pezzo comico come quello su Evaristo Beccalossi non l’avrebbe scritto. Ha chiesto a Dovbyk di avere pazienza, Matias Soulé si è avvicinato al pallone e quel metro e 91 di turco ha preso pure il terzo tiro. 

Maurizio Crosetti su Repubblica ha messo in fila un po’ di precedenti e scrive che è “facile pensare che il rigorista sconfitto sia il più fallito dei falliti, perché caduto nel buco più visibile e meno profondo nella prateria, ma è una sciocchezza. Niente di più difficile delle cose facili, quelle in cui si ha tutto da perdere. E c’è sempre l’eventualità di una piccola gioia, in quel pantano. È possibile che qualcuno raccolga il cuore infranto e lo riattacchi con la colla dell’amore: accadde a Toninho Cerezo, giocatore magnifico e persona stupenda, che in un giorno del remoto 1986 fallì due rigori contro l’Inter, all’Olimpico: palo e parata del portiere. Ma lo stadio cominciò a gridare il suo nome, un coro memorabile. Quella volta, Toninho avrà pensato che non c’è niente di più bello che sbagliare, e poi sbagliare meglio”.

Peraltro. Özer a Lille è il sostituto di Chevalier andato al PSG al posto di Donnarumma. Nel gigantesco what if innescato da questo fallo di mani e da tre tentativi, se Luis Enrique non avesse fatto fuori Gigio, la Roma non avrebbe perso. E dunque pure stavolta a Roma è colpa sua. Di Luis Enrique. 

Le soluzioni che sa trovare Luis Enrique

Il povero Luis Enrique nel frattempo viene celebrato da L’Equipe dopo l’impresa del PSG a Barcellona. “Mercoledì sera, nel seminterrato dello stadio Montjuic, camminava con passo leggero, un sorriso appena accennato sulle labbra. Scherza con Vitinha, saluta amici catalani, ride con discrezione”. Hansi Flick osservava dalla sala stampa e commentava: «Stasera non eravamo al livello del PSG». Un PSG senza Dembélé, Doué, Kvaratskhelia, Marquinhos e Neves. Il giornale francese ha scritto che non è stata solo una vittoria ma la conferma di una filosofia. “È un insegnante che spiega le sue scelte, sa di avere il controllo sul suo gruppo”. Chi non corre, chi non segue le indicazioni, esce. Non ci sono scuse: «Puoi avere scuse o risultati. Noi vogliamo risultati». 

Dice il giornale francese che non lamentarsi mai, né prima né dopo è la sua linea, “affermare di non credere a una maledizione in una serie di infortuni così brutta come quella che sta vivendo negli ultimi due mesi. Forse lo fa per scaramanzia: la scorsa stagione, quando gli è stato chiesto dell’assenza di infortuni, ha tagliato corto sottolineando che portava sfortuna parlarne. Luis Enrique non rinuncia all’eleganza tattica: pressing sincronizzato, mobilità continua, strategie sui calci piazzati studiate nei minimi dettagli. L’arrivo di Lucas Chevalier si inserisce in questa logica, “predilige i passaggi corti e offre un’affidabile regia. Non tutto è perfetto. Deve trovare la sintonia con il nuovo preparatore dei portieri Borja Álvarez. Ma Chevalier è una delle soluzioni per rinnovare il gioco”. Se lo avesse lasciato a Lille, chi lo sa.

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