Lo scoppiettante inizio del centravanti in Ligue
L’Equipe dedica stamattina la sua tradizionale vignetta in ultima pagina a Olivier Giroud, rientrato in Ligue 1 all’età di 39 anni dalla pensione anticipata in MLS. Con la maglia del Lille ha segnato due gol in due giornate. Quello di domenica: una giravolta delle sue dentro l’area. Se fosse una donna, ci staremmo domandando quanto basso sia il livello di un campionato che consente a un 39enne eccetera eccetera [è successo / sta succedendo nel tennis con Venus Williams]. Invece la Francia celebra la sua longevità e nella vignetta Didier Deschamps è travestito da attempata cheerleader felice di ritrovare la sua vecchia fiamma.
Hervé Penot ha scritto che l’attaccante ha sorpreso tutti con la sua capacità di spingersi al limite grazie a una condizione fisica eccezionale. “Nessuno si sarebbe stupito se avesse avuto bisogno di tempo per perfezionare la sua condizione, data la sua corporatura e il suo anno complicato negli Stati Uniti. Dopotutto il suo corpo ha affrontato così tante partite che avrebbe potuto essere usurato. Ma fin dal suo arrivo, ha impressionato con i suoi muscoli scolpiti e snelli. Un vero atleta. L’osteopata del club lo ha definito straordinario a Olivier Létang, il presidente. Il risultato di un lungo lavoro a monte con una struttura personale come tante altre? Niente affatto. Giroud non ha mai pagato un fisioterapista o uno staff medico; ha sempre lavorato con il personale del club”.
Mentre al Milan senza centravanti d’esperienza farà impressione vederlo ancora eccellere, Tuttosport scrive che ci si può fare un pensiero per i Mondiali “perché sebbene le giunture e la muscolatura non siano più flessibili come lo erano tempo fa, la sua esperienza è aumentata e la sua stazza rimasta la stessa”. Rivista Undici dice che aveva solo bisogno di tornare in un contesto familiare. “Come al solito – perplessità protrattasi erroneamente anche ai tempi del Milan – la carta d’identità inganna. Il club l’ha voluto con notevole convinzione. Sia per l’apporto in spogliatoio, come collante di esperienza e leadership, sia per la sua chirurgica lettura dell’area di rigore. Che mai si disimpara. Attaccanti come l’ex 9 del Milan devono sentire l’odore della sfida, per continuare ad azzannarla un pallone alla volta”.
Ne ha scritto anche Andrea Molinari per Sky Sport Insider sottolineando che “per molti resta ancora un attaccante sopravvalutato. Eppure, un certo Virgil van Djik lo ha definito come la punta più difficile che abbia affrontato in carriera- Dopo aver cancellato l’etichetta di ‘sprecone’, ha vinto tutto, diventando probabilmente uno dei migliori attaccanti europei dell’ultimo decennio”.