La scelta saggia di Claudio Ranieri

   

Il no di Ranieri alla Nazionale

Detto più o meno tutto quel c’era da dire dopo i tre gol presi in Norvegia, i due striminziti segnati ieri sera alla Moldavia consegnano un dubbio – che non è un’obiezione alle analisi precedenti, ma un riflesso di cui tener conto. Neppure con tutti i limiti e i difetti che ci diciamo può esistere un motivo che sia tecnico o più globale per giocare una partita come quella di ieri e vincerla solo per 2-0. I norvegesi ne avevano segnati cinque. Più tre a Donnarumma nello scontro diretto di Oslo. Per rimettersi nella scia bisognava farne almeno sei e avvicinarsi a otto. 

Con Slalom sulla rampa di lancio arriva la notifica che Claudio Ranieri ha rinunciato all’eventualità di fare il cittì. Stamattina i giornali lo davano per fatto. La Gazzetta pubblica pure tutto lo staff, il team ruolo per ruolo. Nessun impedimento da parte della famiglia Friedkin, dice l’aggiornamento di Sky Sport. È la sua volontà. Ci sarà tempo per capire e approfondire. 

Ma detto così, a naso e di getto, d’istinto e di pancia, Claudio Ranieri ha fatto bene. Si è confermato uomo saggio e di equilibrio, non solo perché si sfila da ogni futuro sospetto di un conflitto d’interesse. Se qualcosa ci insegna questa esperienza di Spalletti è che non tutti gli innesti riescono coi fiori, non esiste alcuna certezza che un’esperienza felice si ripeta. Gravina si è rivolto oggi a Ranieri con la stessa logica che nell’estate del 2023 lo aveva spinto a fare il numero di telefono di Spalletti. Una chiamata al nome più popolare, il nome in cima al gradimento dell’agorà. Il salvagente più gonfio che c’era in circolazione. 

Ranieri ha in famiglia uomini e donne che lavorano nel mondo del cinema. Sa che i finali devono venir bene. Non per forza devono avere un lieto fine. Quello è un vizio di Hollywood. Ma i finali devono essere convincenti. Ranieri ha anche gli anni giusti per aver sentito raccontare quel che Fausto Coppi una volta disse a Mario Fossati: che tutto si ottiene nella vita ma tardi, male e in parte. Erano in treno e un viaggiatore gli disse: si vergogni. Era un professore, lo rimproverò, un giovane come lui non poteva permettersi di essere pessimista.

Ranieri è poi dotato di quei presentimenti che impari a sviluppare fra molte vittorie e molte sconfitte. Quando ieri sera ha visto l’altro Ranieri uscire dal campo zoppicando – Luca, difensore, esordiente – si è fatto venire il sospetto che fosse un messaggio, un segno mandato da una mano misteriosa che gli vuole bene.

Nel dubbio meglio restarsene a Testaccio che affacciarsi per un giro a Coverciano. Senza salvagente, ora Gravina deve mettersi a nuotare.

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