La fine del rapporto tra Müller e il Bayern Monaco

Il club voleva che smettesse ma lui è un testardo

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  Si lasciano De Bruyne e il City, si lasciano pure Thomas Müller e il Bayern Monaco. Il club non ha proposto il rinnovo. Secondo il copione recente, lui fa login, saluta tutti dal canale social, engagement alle stelle e addio, “con grande dignità” riconosce The Athletic prefigurando un futuro nella MLS. In questo addio senza rancore, molto rispettoso delle decisioni assunte dal consiglio d’amministrazione [«non sarà stata una scelta fatta a cuor leggero» dice], c’è tutto quel che Müller è stato al Bayern – parole ancora di The Athletic: “Mostra la competitività e il rifiuto di accettare che la sua luce si stia spegnendo, la sua riluttanza a farsi calpestare ma soprattutto evidenzia che il suo club viene prima di tutto, viene prima di sé stesso e sarà per sempre così”.

Il Bayern avrebbe voluto che Müller si ritirasse e che gli venisse risparmiato così l’imbarazzo di un addio. Lui guadagna 17 milioni di euro all’anno e non si capacita di dover smettere, in un club preoccupato di ridurre il monte stipendi, e di ridurlo agli ultratrentenni. Quest’anno ha segnato cinque gol con quattro assist in tutte le competizioni. “Trattenerlo sarebbe stato solo un riflesso emotivo, sarebbe stato popolare ma controproducente per gli obiettivi futuri del club. Il ritiro di Müller sarebbe stato il ritiro perfetto e ci avrebbe impedito di vederlo con una maglia diversa. Un personaggio del genere smetterà di giocare a calcio quando lo deciderà lui, non quando qualcuno penserà che il suo tempo sia scaduto. Quando l’emozione in questa storia si sarà esaurita, quando ci saranno tifosi del Bayern arrabbiati con il club per aver permesso che ciò accadesse, la maggior parte rifletterà sul fatto che Müller è stato assolutamente fedele a se stesso, con un’ultima dimostrazione di testardaggine e un altro lampo di quel suo istinto competitivo”.

Die Zeit dalla Germania ha scritto che questo lungo amore si chiude con una nota stonata. “Anche Müller ha una parte di responsabilità in questo, ma la sua decisione non è sbagliata”. La Sueddeutsche Zeitung titola: “Tanto rumore per tutto”– nel senso che le cose “non sono mai state tranquille attorno a Müller né sul campo né negli uffici di Sabener Strasse. Tornano i disordini in casa Bayern per le le trattative contrattuali. Una storia che mette sotto i riflettori il lavoro del direttore sportivo Max Eberl, sebbene le attuali turbolenze vengano da lontano”. 

Chi invece si ritira è Mats Hummels: alla fine della sua esperienza alla Roma. La Suddeutsche Zeitung dice che è stato forte “con il pallone e con le parole. Il primo gli ha regalato una grande carriera, le seconde non gli hanno portato solo amici. È il ritiro annunciato di un giocatore di spicco che spesso ha dimostrato la sua profonda conoscenza del calcio”.

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  Die Zeit: “Il club più odiato della DDR” – La Dynamo vinse il campionato per dieci volte di seguito. Era controllata dal capo della Stasi Erich Mielke. Il film Stasi FC racconta tutta la storia. 

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