La caduta a Firenze: restano Inter e Napoli
Il triello è ridiventato un duello. Kean ha vinto la sfida dei nove azzurri con Retegui e a Firenze l’Atalanta si è sfilata da una corsa scudetto alla quale era rimasta attaccata nonostante un disequilibrio interno per forza di cose portato dalla notizia che il ciclo di Gasperini è bell’e finito. Su quello stesso disequilibrio taciuto danza il Napoli, che un giorno sì e l’altro pure vede fotomontaggi nei quali Antonio Conte veste maglie di un colore diverso, senza che peraltro Antonio Conte allontani da sé la tavolozza cromatica.
Dopo due vittorie non prive di rischio – l’Inter a San Siro contro l’Udinese e il Napoli al San Paolo contro il Milan – la forbice del distacco scudetto è rimasta di 3 punti, mentre sono 7 per i posti che vanno dal terzo al settimo, dal tutto della Champions al niente dell’esclusione dalle Coppe. A questo punto pure l’Atalanta è stata risucchiata dentro la tonnara. Se stasera la Lazio dovesse battere il Torino, avremmo quattro squadre in quattro punti, e nel frattempo a Gasperini ne rimangono appena tre di vantaggio sulla Juventus quinta.
Paolo Condò sul Corriere della sera sottolinea “la bellezza del primo gol dell’Inter, e in generale il suo intero primo tempo, illustra il margine che i campioni mantengono sulla concorrenza. Il ritorno a pieno regime di Mkhitaryan e Dimarco, la fluidità di gioco di Calhanoglu, il killer instinct ritrovato di Arnautovic e Frattesi: Inzaghi ha portato l’Inter al massimo tecnico ed estetico per la fase decisiva della stagione, e questo è un merito enorme”. Ma il merito porta con sé l’ambizione di vincere tutto e dunque la necessità di alzare il piede dalla tavoletta appena possibile. Questa è l’insidia, considera Condò, riconoscendo a Sommer il ruolo di migliore in campo e definendo insensata l’espulsione che Inzaghi è andato a prendersi, Quanto al Napoli, “pur perdendo terreno e chiudendo in apnea” contro il Milan svagato che si fa spesso sorprendere nei primi minuti, “ha resistito – scrive Condò – perché è una squadra. E si sveglia sempre all’ora giusta”