I dubbi improvvisi sulle Olimpiadi nel 2021

 Nulla di più bello delle Olimpiadi 
ho visto sgorgare dalla fantasia dell’uomo
Candido Cannavò

 

un paese al giorno
Il Giappone ci sta forse dicendo qualcosa che non ha il coraggio di dirci

 

Un’altra dichiarazione piena di dubbi sui Giochi nel 2021. Stavolta è del primo ministro Abe. L’uomo che si vestì da Mario Bros per il passaggio di consegne

 

  Com’era quella storia di Agatha Christie sugli indizi? Gliene bastavano tre per fare una prova. Con le Olimpiadi siamo già arrivati a quattro, e il quarto è il più pesante di tutti. 

 

indizio numero 4  Dobbiamo organizzare i Giochi olimpici per testimoniare la vittoria dell’umanità sul coronavirus. Se non ci troveremo in questa situazione, sarà difficile organizzare i Giochi.
Shinzo Abe premier giapponese

 

Shinzo Abe, premier del Giappone. L’uomo che quattro anni fa sbucò da un tubo verde sul prato dello stadio di Rio de Janeiro vestito da Super Mario Bros. BBC Asia si disse molto sorpresa perché l’uomo non spicca né per stravaganza né per cultura pop. Ora, il più spettacolare passaggio di consegne nella storia olimpica potrebbe essere stato inutile. 

 

indizio numero 1 Onestamente, non credo sia probabile che le Olimpiadi si possano tenere il prossimo anno. A differenza di altri eventi sportivi con 40, 50 o 60 nazioni, i Giochi riuniscono centinaia di paesi. Il Giappone potrebbe essere riuscito a domare il virus entro l’estate, lo spero, ma non immagino che sia possibile in tutto il mondo.
Kentaro Iwata virologo, la settimana scorsa

 

Abe ha tenuto il suo discorso al Parlamento giapponese per poi chiarire che una sola ipotesi è da escludere del tutto: un nuovo rinvio, un ulteriore slittamento dal 2021 al 2022.

 

indizio numero 2  Non sto dicendo che il Giappone dovrebbe o non dovrebbe ospitare i Giochi, ma che sarebbe difficile senza un vaccino.
Yoshitake Yokokura presidente associazione medici, 27 aprile

 

Per arrivare a un vaccino, secondo molti scienziati tra cui Anthony Fauci, membro chiave della task force della Casa Bianca, saranno necessari dai 12 ai 18 mesi. Fauci in queste ore sta sottolineando che le leghe professionistiche USA farebbero bene ad annullare le stagioni. «Non siamo pronti per far ripartire lo sport. Dovremmo testare tutti i giocatori . È logisticamente difficile».

 

indizio numero 3  Se la pandemia non sarà sotto controllo nel 2021, i Giochi di Tokyo saranno annullati.
Yoshiro Mori comitato organizzatore Tokyo 2020, 28 aprile

 

Una goccia al giorno. Come si fa nel mondo della comunicazione quando bisogna preparare qualcuno a qualcosa. La cosa è cresciuta al punto che John Coates, membro del CIO, è dovuto scendere in campo con un mucchietto di parole rassicuranti. «La disputa delle Olimpiadi a Tokyo il prossimo anno non dipende dallo sviluppo di un vaccino contro il coronavirus. Il consiglio che stiamo ricevendo dall’Oms è di continuare a pianificare i Giochi per luglio 2021 ed è quello che stiamo facendo».

 

  | il paese  Il nodo è il mondo di sotto – C’è qualcosa che nessuno riesce a capire nel caso giapponese. Per proteggersi dalla pandemia di covid, il paese del Sol levante ha preso provvedimenti tardissimo; l’emergenza nazionale è stata dichiarata due settimane fa, e il governo centrale ha scelto un lockdown molto soft: si consiglia di stare a casa, ma non è obbligatorio. Secondo il team di esperti del governo di Tokyo è meglio imparare da subito a convivere con il virus, e non rischiare il collasso dell’economia: insomma, modello svedese. Ma la società giapponese è un mondo a parte, alieno e spesso sconosciuto. Uno dei primi problemi delle autorità è stato convincere le persone a stare a casa: una specie di incubo, perché i salaryman a casa non ci sono mai, gli appartamenti nelle grandi città sono minuscoli, e la cultura impone la presenza fisica in ufficio anche perché il tecnologico Giappone, in realtà, non si è mai emancipato dai supporti tutt’altro che digitali come fax e timbri.L
L’altro problema della società giapponese che affronta la sfida del virus è il mondo di sotto, quello fatto di tre parole imprescindibili nella vita quotidiana nipponica: izakaya, pachinko e fuzoku – i luoghi dove si beve, quelli dove si scommette sulle slot machine, e l’industria del sesso. Il governo sa che controllare i contagi nel mondo di sotto vuol dire controllarli anche in quello di sopra, ma l’impresa è difficile.
Secondo l’associazione dei medici giapponesi Tokyo sarebbe potuta diventare presto una nuova New York, epicentro dei contagi in America. Per ora, però, la situazione sembra sotto controllo. Come è possibile, se quasi tutto finora è rimasto aperto, business as usual? La governatrice Yuriko Koike, in aperta polemica con il primo ministro Shinzo Abe, vorrebbe un lockdown alla cinese, è preoccupata perché nell’area metropolitana i contagi hanno superato i quattromila (su 14 milioni di abitanti), la curva è in salita ed è iniziata la Golden week, la settimana di festività più importante per il Giappone. 
di giulia pompili, il Foglio

 

Prima ancora che parlasse Abe, già una volta giunti all’indizio numero tre, Thomas Bach presidente del CIO si era premurato di scrivere quella che è stata chiamata una lettera aperta al movimento sportivo. «Proseguiamo a lavorare e a dialogare fruttuosamente con gli atleti e i comitati olimpici nazionali. Basandoci sulle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci regoliamo circa eventuali adattamenti dell’organizzazione e degli afflussi delle masse in momenti come questo. Ma abbiamo un’opportunità unica, fare in modo che Tokyo 2020 diventi il festival del genere umano, il simbolo della resilienza e del superamento del nuovo coronavirus. Immaginate che segnale potente di speranza per il mondo sarebbe questa Olimpiade: la fiamma olimpica può essere la luce in fondo all’oscurità di questo tunnel in cui ora si trova l’umanità». Aveva già adoperato questa immagine dopo il rinvio dal 2020 al 2021. 

 

 

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Orson Welles diceva: il montaggio è tutto.
A cura di Angelo Carotenuto e Massimiliano Gallo.
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