LO ZIMBLEDON La fine della corsa di Lulu Sun, la prima semifinale di Donna Vekic. Il clic nella testa di Carlitos Alcaraz. Gli effetti dei tetti su Wimbledon. I raccattapalle sono tornati a passare gli asciugamani. Piccola guida non richiesta alle partite di oggi [QUI]
Quelli che tirano i rigori come la Lumaca di Pinocchio: partono, rallentano, balbettano [QUI] Stasera Inghilterra vs Olanda, la semifinale degli Extpats arancioni contro i ragazzi del Remain, quelli che dal loro paese non se ne vanno mai. [QUI] – POPOLI: gli olandesi e il loro pullman attrezzato per far casino in giro per il mondo
Un giorno tristissimo per Slalom: ci siamo giocati Grace Zaadi, fuori dalle 14 convocate della Francia per il torneo di pallamano. Eh? Come sarebbe chi è Grace Zaadi? [QUI] Intanto sono arrivate le ultime previsioni della Nielsen sulle medaglie olimpiche. USA e Cina si giocano il primo posto per gli ori, sale la Francia, tiene la Germania, la Gran Bretagna cala un poco, dovrebbe crescere un po’ l’Italia. [QUI]
QUELLO CHE STA SUCCEDENDO Salta direttamente al LIVE BLOG e controlla gli ultimi aggiornamenti SPOILER – In finale agli Europei ci va l’Inghilterra. Djokovic è in semifinale a Wimbledon. Vingegaard ha battuto Pogacar allo sprint. Kawhi Leonard non va ai Giochi, Tamberi invece sì. Un oro italiano agli Europei jr di tuffi con Matteo Santoro. Nei giorni di Jasmine, torna Jasmin [Repesa va a Trapani]. |
|
MERCOLEDI 10 LUGLIO 2024 #16 GIORNI ALLE OLIMPIADI
SCUSA JASMINE, SE PENSIAMO A JANNIK E STASERA PENSIAMO PURE A MUSETTI
Accadde in piccolo a Luminosa Bogliolo sulla pista di Tokyo. Batté il record italiano dei 100 ostacoli la sera in cui Marcell Jacobs e Gian Marco Tamberi prendevano l’oro nel giro di un pugno di minuti. Lei faceva una cosa mai vista ma veniva ingoiata da loro. Ha fatto una cosa perfino più luminosa di Luminosa, Jasmine Paolini, sui prati di Wimbledon, ieri sera. Ma è stata ingoiata lo stesso. Non da un oro olimpico, non da un’impresa. La sua straordinaria semifinale a Wimbledon, prima donna italiana di sempre a raggiungerla, è stata sbranata in molti titoli dal malore di Sinner. Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, nei film di Clint Eastwood quello con la pistola è un uomo morto. Quando un uomo con la racchetta incontra una donna con la racchetta, nel tennis la donna con la racchetta ne esce male. Povera Jasmine, perdonaci. Domani penseremo a te, stasera alle 20 è il momento di Lorenzo Musetti, alla prima semifinale Slam della sua carriera, il quarto italiano a Wimbledon dopo Nicola Pietrangeli, Matteo Berrettini e Jannik Sinner. Finora Musetti era arrivato ai quarti senza incrociare una testa di serie e senza aver messo piede né sul Centrale né sul Campo numero 1. Ha giocato un tennis fantastico, come ha sottolineato più volte Federico Ferrero in telecronaca su Sky, mentre Barbara Rossi ha fatto notare che tante volte lo abbiamo visto arrivare al quinto set senza energie. Venerdì avrà Djokovic, qualificato senza giocare per il ritiro di De Minaur.
Il sinnerismo dilagante si è mangiato il paolinismo – che infatti in quanto fenomeno non esiste. Povera Jasmine, la sconfitta di Jannik sta davanti alla sua vittoria nella gerarchie delle notizie, la prima italiana a giocare una semifinale a Wimbledon. Repubblica titola rispettivamente “Montagne russe” e “Profumo di Londra”. Il Corriere della sera ha in prima pagina una fotona di lui con “il malore, la rimonta, la resa”.
VENTI LA PRIMA SEMIFINALE DI DONNA VEKIC La qualificazione di Lulu Sun ai quarti di finale è stata una delle storie più belle di questo Wimbledon. Ha 23 anni, una madre cinese, un padre croato, da marzo gioca sotto la bandiera della Nuova Zelanda, dove è nata, dopo aver rappresentato la Svizzera, paese nel quale risiede da quando aveva cinque anni dopo una breve parentesi in Cina. Sun ha anche un patrigno inglese, del Devon, ma soprattutto “possiede una personalità accattivante” ha detto The Athletic dopo la sua vittoria su Emma Raducanu, la britannica che lunedì occupava tutte le prime pagine inglesi in contrapposizione a Lewis Hamilton. Uno era il delirio, l’altra era l’agonia. Sun è nata nella città di Te Anau, nell’Isola del Sud, dove sua nonna aveva acquistato una proprietà qualche anno prima. Un posto con una popolazione di meno di 3.000 persone, secondo Sun, ci vivono più pecore e cervi che persone. Lulu Sun “potrebbe aver bisogno di iniziare ad abituarsi all’attenzione”. Ha riscritto alcune statistiche. Con il numero #123 è stata la prima giocatrice in arrivo dalle qualificazioni a raggiungere i quarti di finale di Wimbledon dal 2010. È anche la seconda con il ranking più basso ad aver raggiunto i quarti nelle ultime 15 edizioni del torneo. Parla tre lingue, inglese, francese e mandarino, sta studiando coreano e giapponese, ha imparato un po’ di spagnolo. Ha studiato scienze politiche all’Università del Texas, dove ha guidato la squadra di tennis al campionato NCAA. Si è laureata in tre anni, anziché quattro. «È una macchina da lavoro», dice di lei il suo ex mentore nel Texas, Howard Joffe, capo allenatore. È la prima neozelandese ai quarti di finale di Wimbledon e la notizia ha oscurato quella della vittoria degli All-Blacks sull’Inghilterra. Mancina, grande dritto. La sua corsa è terminata di fronte a Donna Vekic .- che così ha raggiunto la prima semifinale Slam della sua carriera al 43esimo tentativo. Servendo per il secondo set, Vekic ha commesso un doppio fallo per la quinta volta in partita, il secondo numero più alto nella storia di Wimbledon. Poteva implodere come le era successo contro Olga Danilovic a Parigi. Era già indietro di un set. Invece ha cancellato l’errore dalla testa. Ha fatto il break a Sun nel game successivo, ha vinto il set e pure i primi 13 punti di quello decisivo, portandosi avanti per 3-0. Dice The Athletic che “gran parte della spiegazione per il capovolgimento è nel crollo fisico di Sun, senza più niente nel serbatoio dopo aver lottato nelle qualificazioni e aver poi giocato tre set su tre nei suoi quattro incontri del tabellone principale verso i quarti”. PROSPETTIVE IL CLIC NELLA TESTA DI CARLITOS ALCARAZ Il cambiamento più grande in Carlos Alcaraz sta scattando dentro la sua testa. Così scrive Matthew Futterman su The Athletic. Solo sei mesi fa era turbato, il gioco pareva essergli sfuggito di mano. Il più giovane numero 1 nella storia del tennis mondiale poteva iniziare una corsa verso il burrone. Contro Tommy Paul nei quarti è risalito da un set di svantaggio e ha raccontato di aver capito che giocare male non significa dover perdere. «Sarà difficile giocare il mio miglior tennis in ogni partita». Oh. Una conquista. Nel primo set Paul aveva dominato gli scambi dai cinque agli otto colpi, vincendone 14 su 21. Alcaraz ha colmato quel divario nel set successivo e ha usato il suo dominio negli scambi brevi per conservare il vantaggio. «Devo imparare a vincere le partite in cui gioco male. Penso sia quello che hanno fatto i Big Three durante la loro carriera». PANORAMI GLI EFFETTI DEI TETTI SU WIMBLEDON Per decenni, per oltre un secolo, abbiamo assistito a un torneo di Wimbledon all’aperto. L’edizione del 2024 si sta tenendo in circostanze meteo particolari: 79 partite sono state annullate durante lo scorso weekend per la pioggia. Nella prima settimana del torneo, ai Kew Gardens sono caduti 38,6 mm di pioggia, una quantità vicina ai 47,6 mm che si calcola cadano in media a Londra nell’intero mese di luglio. Così i tetti sono quasi sempre chiusi, e forse un ruolo lo stanno giocando. Portano umidità. L’allenatrice di Vekic, Pam Shriver, ha detto a The Athletic martedì che nei suoi quattro decenni di frequentazione a Wimbledon non aveva mai vista così tanta. Per Vekic l’umidità può essere un vantaggio. È una grande battitrice. Ma giocare in un clima del genere è complicato per tutti. Manca l’aria. Il malore di Sinner viene spiegato così, Novak Djokovic ha detto lunedì che ormai si tratta di un torneo indoor. Non che si lamenti, spiega The Athletic, probabilmente è il miglior giocatore indoor di tutti i tempi. Ma la casualità del meteo favorisce chi sa adattarsi meglio alle condizioni mutevoli che si propongono. Anche tra il Campo Centrale e il Campo 1 ci sono grandi differenze. «L’erba è diversa – ha detto Alcaraz – ho la sensazione che ci sia più sabbia sul Campo 1» GESTI PASSAMI UN ASCIUGAMANO COME FACEVI UN TEMPO Il tempio della conservazione non vedeva l’ora di ripristinare uno dei vecchi riti sospesi durante la pandemia. Se i giudici di linea se la passano male per l’introduzione ormai stabile dell’occhio di falco, i raccattapalle possono tornare alle loro tradizionali funzioni. L’ATP ha deciso di reintrodurre la pratica secondo cui passano loro ai giocatori gli asciugamani alla fine di ogni punto. Oh, finalmente, La soluzione era stata abbandonata durante il covid, per ridurre al minimo il rischio di trasmissione del virus. “A rigor di termini – spiega The Athletic – è solo qualcosa che i giocatori hanno la possibilità di richiedere. Nessuno vorrebbe raccogliere l’asciugamano sudato di un tennista centinaia di volte nel giro di poche ore, quindi perché farlo?”. Il motivo è in un’altra regola, i 25 secondi di pausa fra uno scambio e l’altro. Prima iniziava quando gli arbitri avevano chiamato il punteggio, ora il count-down comincia in anticipo e ai giocatori non piace. Non gli piace perché significa che non hanno il tempo di andare in fondo al campo, prendere il loro asciugamano dalla scatola, toccare le palline, sceglierne una, tutte quelle routine che conosciamo. Per risparmiare tempo, arriveranno di nuovo i raccattapalle con un pezzo di stoffa pieno di germi in mano. LE PARTITE DI OGGI RYBAKINA VS SVITOLINA E OSTAPENKO VS KREJCIKOVA TRE VINCITRICI DI SLAM Elena Rybakina è una delle tre giocatrici rimaste in corsa a Wimbledon ad aver vinto un titolo Slam in passato. Successe proprio du quest’erba, due anni fa, quando le russe vennero messe al bando per il pressing del governo di Boris Johnson, la famiglia reale non voleva correre il rischio di doverne premiare una. Alla fine andò proprio così, perché Rybakina ha un passaporto kazako ma è moscovita. È una di quelle ragazze fatte per eccellere su codesti prati. Gioca con un servizio potente e colpi piatti che tengono la palla bassa. “Ma la cosa più spaventosa di tutte – spiega Matthew Futterman su The Athletic – è che la sua tensione si allenta man mano che il torneo avanza”. Se dovesse scavalcare l’ostacolo di Elina Svitolina, altra erbivora, le toccherebbe l’altra reduce vincitrice da uno Slam, una tra Jelena Ostapenko e Barbora Krejcikova, tutt’e due nell’albo d’oro del Roland-Garros, rispettivamente alle righe 2017 e 2021. Secondo The Athletic, l’avversario più grande di Rybakina è la sua salute, in bilico per un anno. DJOKOVIC VS DE MINAUR L’EFFETTO VELOCITA’ La velocità sarà il tema di questa partita, dice la rivista Tennis. “Djokovic ne ha sempre avuta in abbondanza, pochi giocatori oggi ne hanno più di De Minaur”. Novak si sta impegnando in una di quelle partite contro nemici immaginari, nemici che si costruisce da solo per cercare energie nervose nascoste da qualche parte. Se la prende con i disturbatori seduti in tribuna e spera che così riaffiori tutt’assieme la prestanza necessaria a battere De Minaur, 12 anni di meno, il primo vero avversario che in questa edizione possa sperare davvero di farlo fuori. FRITZ VS MUSETTI LORENZO SCOPRE LA FOLLA Fritz ha un record di 2-1 contro Musetti, inclusa una vittoria al primo turno a Wimbledon 2022. Paolo Bertolucci sulla Gazzetta ha scritto che “Lorenzo Musetti può in un certo senso vendicare sportivamente l’eliminazione del nostro numero uno, cercando a sua volta contro Fritz, avversario complicato ma non impossibile, una semifinale di grande significato tecnico: significa che il nostro movimento è ormai in grado a ogni Slam di produrre prestazioni che possono segnare la storia di quel torneo”. Musetti è al primo quarto di finale in uno Slam. Nei suoi primi cinque incontri, non ha mai giocato sui due campi più grandi e non ha mai affrontato un avversario testa di serie. |
|
EURO 2024 IL BAMBINO CHE PORTA IL CALCIO NEL FUTURO CON LA MACCHINETTA AI DENTI 2-1 L’europeo della Francia è finito senza essere mai iniziato. Ci rimarrà negli occhi un solo pallone, quello alto e dolce di Mbappé a cercare la testa di Kolo Manui, l’assist per il gol del vantaggio contro la Spagna, il primo su azione di tutto il torneo dopo un paio di autogol e un pugno di rigori. È parso la giusta ricompensa, una carezza del caso al ragazzo che si era fatto parare dal Dibu Martinez all’ultimo secondo il pallone del titolo mondiale. Invece era solo un bagliore, un lampo, un atto formale prima di consegnarsi alla Spagna e alle diavolerie di Dani Olmo e Lamine Yamal, un antidivo senza tatuaggi e un bambino che porta la macchinetta ai denti.
GESTI IL RIGORE A SCATTI QUELLI CHE TIRANO I RIGORI COME LA LUMACA DI PINOCCHIO Partono, si fermano, ripartono. Cioè. Non è che si fermano. Non potrebbero. Si fermicchiano. È un rincorsa a scatti. Se appartenete al popolo che guarda Europei e Mondiali come la Fashion Week di Milano, alla ricerca di nuove mode e nuove tendenze, ecco, allora il torneo del 2024 in Germania impone all’attenzione la nuova tecnica d’avvicinamento al dischetto in area. Nino, non aver paura di fermarti prima di battere un calcio di rigore. Ne scrive Nick Miller su The Athletic, e chi lo sa se conosce De Gregori, perché ignora timori e tremori nella sua analisi, quando dice che “non esiste un modo veramente corretto per tirare un rigore. Ad alcuni piace costringere il portiere a fare la prima mossa, altri lo ignorano completamente. Ci sono quelli a cui piace piazzare il tiro, ad altri piace spararlo. Alcuni prendono lunghe rincorse, altri la fanno breve”, eccetera, per arrivare alla tecnica che “attualmente sta spopolando in Europa”.
STASERA INGHILTERRA VS OLANDA GLI EXPATS DELL’OLANDA E GLI INGLESI CHE DALL’INGHILTERRA NON SE NE VANNO MAI
L’esibizione della Spagna contro la Francia già inquieta gli inglesi. Aspettando la semifinale contro l’Olanda, Barney Ronay sul Guardian dice che esiste un problema. “L’Inghilterra non è in finale. Ma se ci arrivasse, la domanda sarebbe: come si fa a battere chi ha già battuto uno che gioca come te? L’intero approccio tattico dell’Inghilterra è una mimesi del calcio di Francia e Portogallo. Bene, la Spagna non sembra avere molti problemi con quell’approccio. In più ci sono quelle due ali che traumatizzeranno l’Inghilterra ai fianchi, se giocano come hanno fatto”. Lo storico del calcio Jonathan Wilson, ancora sul Guardian, si dedica così a quali inghippi tattici potranno decidere la partita.
POPOLI GLI OLANDESI La marea arancione così familiare quando corre Max Verstappen è un bagliore negli occhi anche quando gioca la Nazionale. È così vistosa che se ne sono accorti anche in America. Il New York Times ha dedicato un pezzo ai tifosi olandesi che “hanno trasformato i giorni delle partite in celebrazioni gioiose”. Il racconto di Claire Moses e Rory Smith da Berlino e da Amburgo comincia da un vecchio autobus a due piani che circa 20 anni fa, un gruppo di amici che si erano conosciuti mentre seguivano la nazionale in giro per il mondo, tra una birra e l’altra decisero di comprare. Lo hanno dipinto di arancione, lo hanno avrebbero dotato di un bar a bordo e di altoparlanti assai potenti, e con quello stanno al seguito della squadra. “L’autobus non è più solo un autobus. Negli anni trascorsi dalla sua prima uscita in strada, si è trasformato in qualcos’altro, un simbolo a livello internazionale, il mezzo per la parata di decine di migliaia di tifosi che cantano, inneggiano e saltano da sinistra a destra mentre si dirigono allo stadio ogni volta e ovunque la nazionale giochi. Nell’ultimo mese, l’autobus ha attraversato la Germania diffondendo la sua contagiosa gioia e il suo ottimismo sfrenato, difficile da conciliare con quel detto popolare olandese, secondo cui le persone dovrebbero comportarsi normalmente, semplicemente, e già sarebbero abbastanza folli. |
|
TOUR DE FRANCE LA TAPPA-11 DEL TOUR: LA CORSA A META’ STRADA. NEL PUNTO CENTRALE DELLA FRANCIA Ieri il Tour si è regalato un tuffo nel passato, ha restituito dignità alla noia [“una forma d’arte” la definisce Roos], nella sua versione estiva, in piena canicola, quella che Edoardo Bennato cantava a Licola, il sole forte, le tapparelle abbassate, la voce del telecronista di turno che induce all’abbiocco in mezzo alla bafagna. Ma oggi. Ah, oggi.
E POI
Jonas Vingegaard in lacrime: “Certo, è molto emozionante per me. Non ho parole, per me significa molto. Sto pensando a tutto quello che mi è successo negli ultimi 3 mesi, non ci sarei mai riuscito fatto senza la mia famiglia. Bicisport scrive: “Bisogna chiamarlo colpo di scena quello a cui si è assistito? Forse no, forse sì. Non è stata una sorpresa sapere che Vingegaard è forte quanto Pogacar, ma è stata una sorpresa vederlo così esplosivo da vincere uno sprint quasi al fotofinish contro lo sloveno“ SU X Giovanni Battistuzzi: “Che robetta che hanno regalato Tadej, Jonas e compagnia in questa tappa, che robetta che ci stanno regalando in questo #TDF2024“ Leonardo Piccione: “Undicesima tappa del Tour de France, come undicesima fu due anni fa quella mitologica del Granon. Dinamiche diverse, andamenti diversi, maglia gialla al termine della tappa diversa. Esito psicologico sul prosieguo del Tour: uguale. Pogačar perde, più di quanto Vingegaard vinca“. LA TAPPA IN 8 MINUTI |
|
CHE FINE AVEVI FATTO, JAMES RODRIGUEZ?
Fate un nome, un nome soltanto. Dite chi è secondo voi il miglior giocatore di questa Copa América. Sbagliato. Non è lui. Non è quello che avete pensato. Il miglior giocatore ci questa Copa América è James Rodriguez. Quello. Quello lì. Il vecchio James. Càmes. Vecchio, poi. In fondo ha solo 32 anni. L’autopsia del suo torneo dice che ha servito 5 assist, 14 passaggi chiave, 23 azioni che hanno portato a un tiro in porta, 32 cross, Cyril Olivès-Berthet su L’Équipe lo considera un piccolo miracolo, ricordando la fatica fatta dal trequartista colombiano negli ultimi quattro anni, girovago fra Real Madrid, Everton, Al-Rayyan, Olympiakos e San Paolo. In Brasile pensava di ritrovarsi, neppure là è andato tutto come previsto. È arrivato nello scorso mese di luglio, ha visto molta panchina e poco campo, nel sistema di gioco di Luis Zubeldia. Si è fatto male in primavera, ha chiesto aiuto al cittì della Colombia, a uno psicologo e a un preparatore atletico. Ha lavorato con loro ogni pomeriggio, si è ripreso un posto in nazionale, capitano della nazionale – che nella notte tra mercoledì e giovedì sfida l’Uruguay di Marcelo Bielsa per un posto in finale. Sintesi de L’Équipe: “Delizia ancora come quando abbagliò il pianeta durante la Coppa del Mondo 2014, capocannoniere del torneo con sei gol”. Era l’estate in cui il Real Madrid si affrettò a prenderlo, raccontavamo che dopo pochi minuti con la vendita delle magliette la spesa era già stata ricompensata. Mmm. Il suo ruolo si è evoluto, nel senso che gioca dove gli pare. Luis Diaz non è un’ala pura e finisce per fare il centravanti finto vicino a Jhon Cordoba. C’è spazio per svolazzare, dunque, e Càmes svolazza. Per tutta la larghezza del campo. Il cittì lo definisce un elettrone libero. Anche se ovviamente corre meno di prima, molto meno di prima. Oh, comunque chi vince si trova di fronte l’Argentina, a una sola partita di distanza dal terzo successo consecutivo in un grande torneo importante: ha battuto 2-0 il Canada con i gol di Julian Alvarez e Lionel Messi, assist di Enzo Fernandez e Rodrigo De Paul. Non sfuggirà che i protagonisti della foto del bagnetto hanno segnato entrambi. *** LA GRANDE IDEA VENUTA A SCALONI NON E’ AFFATTO UNA GRANDE IDEA C’è quest’ideona di Lionel Scaloni che gira da qualche giorno. Dice, dai, prendiamo le squadre europee e portiamole a giocare la Copa América, prendiamo le sudamericane e portiamole a giocare gli Europei. Sono gli effetti del cambiamento climatico. La redazione di The Athletic l’ha presa seriamente e ha considerato quali sarebbero le conseguenze dell’uno e dell’altro panorama, quegli effetti che nelle riunioni di marketing, nelle riunioni aziendali, in qualunque ufficio, tutti-tutti, oggi i manager e le womanager chiamano worst case scenario, sul serio, giuro, parlano così. Eh, scusate, dice the Athletic: sia Europa sia Sudamerica si sono dette contrarie alla proposta della FIFA di giocare i Mondiali ogni due anni anziché ogni quattro. Quale sarebbe alla fine la differenza? La rivista americana suggerisce che una possibile soluzione potrebbe essere l’introduzione di un torneo che coinvolga squadre provenienti dalle altre quattro foot-zone del mondo [Africa, Asia, America Settentrionale/Centro e Caraibi e Oceania], squadre che non hanno fatto i progressi che ci si aspettava. “Questo è in realtà il problema su cui il calcio mondiale dovrebbe concentrarsi. Nonostante gli sporadici applausi per le squadre che raggiungono l’élite, la triste realtà è che le nove squadre attualmente favorite dai bookmaker per la Coppa del Mondo 2026 sono le stesse nove dell’edizione del 2006: le solite sette grandi europee [Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna] più le due grandi del Sud America, Argentina e Brasile. Gli unici altri paesi che si sono fatti strada verso questo tipo di status negli ultimi due decenni sono stati il Belgio e l’Uruguay, entrambi provenienti dai soliti due continenti”. Scrive allora Michael Cox che “l’ultima cosa di cui il calcio ha bisogno è che Europa e Sud America si invitino a vicenda a partecipare ai loro tornei, ignorando le altre regioni, di fatto alzando un ponte levatoio verso il resto del mondo. Gli unici confronti di cui abbiamo bisogno tra squadre europee e sudamericane avvengono ogni quattro anni alla Coppa del Mondo, e alla Finalissima. Le due confederazioni dominanti non hanno particolari doveri nell’aiutare le altre a crescere, ma sarebbe meglio per il calcio mondiale che la UEFA e la CONMEBOL rivolgessero i loro inviti nazioni di altri continenti”. |
PARIS 2024 | -16 GIORNI..
CI SIAMO GIOCATI GRACE ZAADI, IL MONDO NON SARA’ MAI PIU’ LO STESSOLA GIORNATA Oggi per Slalom è un giorno triste, molto triste. È arrivata una coltellata. Grace Zaadi non figura nella lista delle 14 convocate dalla Francia per il torneo olimpico di pallamano. È una delle riserve, da ripescare in caso di infortunio. È fuori. Come sarebbe: chi è Grace Zaadi? Oro europeo, mondiale e olimpico, sette scudetti vinti al Metz, rientrata dal Rostov dove stava giocando per l’invasione dell’esercito russo in Ucraina, oggi stella della Dinamo Bucarest, migliore centrocampista in due edizioni dei mondiali, finalista per il titolo di migliore giocatrice del mondo nel 2021. Una palese ingiustizia, perché nel 2021 era nettamente la migliore giocatrice del mondo. Anzi era di più. era il motivo per il quale il papà di Slalom si mise a seguire il torneo olimpico femminile di pallamano. Era di una superiorità sconvolgente. Era incomprensibile perché le compagne non affidassero la palla sempre a lei. Grace Zaadi-Deuna avrebbe meritato un film tipo quello su Zidane, una camera puntata sempre su di lei, oppure un canale monotematico. Zaadi-Deuna Channel. Invece è fuori, non la rivedremo, me tapino, me meschino. La cosa è abbastanza sconvolgente anche per L’Equipe – che è andata a intervistarla. ➣ Come affronti l’esclusione dalle Olimpiadi, a Parigi per giunta? Come hanno reagito le tue compagne?
|
| IL TOUR DE FLAMME
LA FIACCOLA NEL PAESE DOVE SI RITIRO’ MAIGRET Il Tour de Flamme insegue il Tour de France peggio di uno stalker. Oggi arriva a Orléans, dove le biciclette sono appena passate, a un centinaio di chilometri da Parigi, nel cuore del dipartimento del Loiret, quello de la Beauce, il granaio di Francia. Il sacro fuoco di Olimpia comincia il suo tragitto da Le Malesherbois prima di dirigersi a Sully-en-Loire, dove passerà accanto al solito castello medievale, e dopo prenderà la strada per Montargis, la solita Venezia di qualcosa, in questo caso del Gâtinais, per deviare successivamente verso Neuville-aux Bois, la Gien delle maioliche e Meung-sur-Loire. Esatto. Meung-sur-Loire, a 149 km da Parigi, a 25 da Orléans, il posto dove Simenon ha fatto ritirare il commissario Maigret dopo la pensione. Gianni Mura che fa da guida a Slalom in questo Tour de Flamme, ha scritto: “Ha una villetta con un po’ di giardino e un piccolo orto e sbuffa ma obbedisce quando sua moglie Louise gli porge un cappellaccio di paglia. Se vuole zappettare vada, ma sia prudente, Tornerà sudato e dal frigo prenderà una birra, o una bottiglia di Vouvray. Lei lo guarderà come fosse un bambino. Parigi è più lontana della luna”. Per la fiaccola, Parigi è lontana 16 giorni. Orléans sarà l’approdo finale e serale di oggi, per i festeggiamenti, le luci, i colori, i giochi di bandiere, i ricchi premi e i cotillon. Ovviamente la fiaccola si fermerà davanti alla statua di Giovanna d’Arco, in Place du Martroi. Tedofore di giornata: Amandine Morisset , alias TheFairyDina, medaglia d’oro olimpica di e-sport a Singapore su Just Dance; Mona Francis, triatleta paralimpica.
L’ITALIA ATTESA NEL G-7 DELLO SPORT AI GIOCHI DI PARIGI Sono arrivate le ultime previsioni olimpiche della Nielsen, l’istituto che aggiorna di tanto in tanto il medagliere virtuale dei Giochi sulla scorta dei risultati recenti. Con tutti gli asterischi del caso, i se, i ma, i tuttavia e i sebbene, gli USA dovrebbero chiudere le Olimpiadi di Parigi in testa per numero complessivo di medaglie [123 contro 87 della CIna], ma il primo posto per ori sarebbe in bilico con la Cina. La Gran Bretagna dovrebbe ottenere performance peggiori rispetto alle ultime Olimpiadi, due medaglie in meno rispetto alle 64 di Tokyo e 14 ori. Come sempre accade alla squadra di casa, la Francia è data in crescita, con 29 ori, L’Australia dovrebbe piazzarsi quinta con 48 medaglie, la somma più cospicua da Atene 2004 in poi. L’Italia entra nel G-7 con 46 medaglie complessive contro le 40 di Tokyo e 11 ori, uno in più di tre anni fa. Un bottino spalmato su 20 sport diversi, Il calo progressivo della Germania dovrebbe essere arginato. In sei delle sette Olimpiadi estive dopo la riunificazione ha sempre perso un pochino rispetto alla precedente, con l’eccezione della sola edizione di Londra 2012. Parigi 2024 potrebbe fermare questa tendenza: sono previste 37 medaglie, le stesse di Tokyo. Anche la Germania dovrebbe vincere in 20 sport, ma in nessuno di essi dovrebbe prendere più di tre medaglie. Due anni dopo le sue migliori Olimpiadi estive a Tokyo, l’Olanda è attesa a una prestazione simile [12 ori], un successo legato principalmente a canottaggio, ciclismo su pista e atletica. Tokyo 2020 du deludente per la Corea. Le 20 medaglie, sei ori, furono il totale più basso per il paese dai tempi di Los Angeles 1984. Le prospettive per Parigi 2024 sembrano migliori: dovrebbero spingersi a 29 con otto ori. Sarebbe la migliore prestazione della Corea dal 2012. |
RASSEGNA..
CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIROEDICOLA
Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. La Francia smascherata dalla Spagna, gli inglesi in attesa della loro semifinale con l’Olanda, in Italia tanto tanto calciomercato.
|
| IL LIVE DI SLALOM.. |

