Il Processo del Lunedì dice che Maradona rovinerebbe il Napoli: meglio se non viene

    1984  L’ESTATE CHE DIEGO

C’è da impazzire, c’è da sbattere la testa mille volte contro un muro. Più il Napoli soddisfa le richieste e i ripetuti rilanci del Barcellona, più il Barcellona sfugge alla presa, come un’anguilla, mettendo sul tavolo un dettaglio in più, e sempre sempre sempre negando con le parole che esista una trattativa, che quella non sia soltanto una chiacchiera di cortesia. Ieri mattina la Gazzetta titolava in prima pagina: “Avanti con Maradona” e all’interno raccontava del primo sì, “finalmente” da Barcellona. Stamattina la Gazzetta non è in edicola per uno sciopero, altrimenti avremmo letto le notizie che sono tutte uguali altrove. 

I TELEX E LE CONDIZIONI

Il Banco di Napoli ha spedito un telex al Mas Sarda, l’istituto di fiducia del Barcellona, e l’ha fatto attraverso II Banco di Bilbao. Nel telex erano poste le garanzie per II pagamento di 4 milioni e 180.000 dollari, seconda rata del pagamento per il trasferimento di Maradona, dopo la prima da 3 milioni di dollari pagata nei giorni scorsi. Questa seconda tranche è divisa in due passaggi: la prima parte da pagare entro il 15 luglio ’85; la seconda entro II 17 luglio ’86.

Ma non sono le date richieste dal Barcellona nel telex di lunedì, due giorni fa, il primo segno ufficiale di un contatto alla fine di 40 giorni di preliminari. Il Napoli le ha ritoccate e ha posto come condizione del pagamento che la cessione avvenga entro oggi. Il Banco di Napoli si è impegnato a soddisfare la richiesta del Barcellona di versare la cifra entro 48 ore, senza fldejusslonl e senza deleghe. Contemporaneamente al telex per il Mas Sarda, il Napoli ne ha spedito un secondo avvertendo il Barcellona che la banca aveva inviato pure una seconda garanzia di pagamento per 320.000 dollari mancanti. Ne mancano ancora 720 milioni e il Napoli ha chiesto un anticipo allo sponsor, l’industria conserviera Cirio. 

OH, INSISTONO: NON LO VENDONO SU 

Da Barcellona hanno confermato la ricezione delle fldejussloni, eppure – c’è sempre un eppure – “il pessimismo sulla conclusione dell’affare rimane” scrive da Torino La Stampa. Il presidente Nunez è a Parigi per la finale degli Europei tra Francia e Spagna e la riunione del consiglio direttivo del club è stata rinviata a giovedì. A La Stampa un membro del cda catalano ha ribadito «il Barcellona non ha alcun interesse a cedere Maradona». 

Repubblica dice che “adesso è il Barcellona a dover rispondere. A questo punto si attende la formalizzazione della cessione, che dovrebbe avvenire entro questa sera. La decisione del Barcellona sembra ormai obbligata”. Ma non è affatto così a guardare le cose dalla Catalogna. 

Il Mundo Deportivo racconta di un incontro tra Diego e il presidente Nunez, evidentemente non ancora volato in Francia, dopo il quale Maradona ha riferito di aver ricevuto la garanzia che le cose cambieranno, un tentativo dunque per distoglierlo dal suo atteggiamento di chiusura. È il segno che il Barcellona non si è ancora rassegnato a perderlo. 

IL PATERNALISMO SU NAPOLI

Intorno all’operazione del Napoli, a quattro giorni dalla chiusura delle frontiere per gli stranieri, si sollevano con più forza le voci di chi giudica l’acquisto una mossa scellerata. Ha iniziato il regista Sergio Leone l’altra settimana, parlando di schiaffo alla miseria della città. Domenica scorsa, sempre in un’intervista con Enrico Parodi per la Gazzetta, si è associato Giorgio Strehler, dicendo che «la fiammata dei gol non risolve i drammi della città».

Due sere fa c’è stata una puntata del Processo del Lunedì tutta costruita contro Maradona e contro l’operazione di Ferlaino. Ne ha scritto Adalberto Bortolotti sull’ultimo numero del Guerin Sportivo.

“Ho assistito col tuo medesimo sbalordimento – risponde a un lettore – alla distruzione gratuita dell’uomo (non del campione) Maradona, nel corso di un «Processo» televisivo dominato da un inaccettabile razzismo calcistico. Questa, se ho ben capito, era la tesi di fondo: Socrates è dottore, quindi porterà alla Fiorentina enormi benefici tecnici (il che anch’io credo, ma indipendentemente dalla sua specializzazione in ortopedia pediatrica); Berggreen parla correttamente quattro lingue, quindi si è subito inserito nel Pisa – senza evitargli, peraltro, una dolorosa retrocessione – e furoreggia nella Danimarca agli Europei 84.

“Maradona è un ignorantello, nato povero, che ha tuttora vaste lacune culturali e quindi, se verrà, potrà solo condurre il Napoli alla perdizione come ha già fatto con le squadre che lo hanno sin qui avuto nei loro ranghi. A corredo del singolare atto d’accusa, si citava l’episodio del medesimo Maradona che, uscendo dal bagno della propria stanza d’albergo e trovando, nell’oscurità, un giornalista appostato accanto al suo letto, lo metteva alla porta, senza concedergli l’agognata intervista.

“Non so se Maradona approderà al Napoli, dopo una trattativa che ha avuto risvolti grotteschi, ma per colpa più del Barcellona che della società italiana, che ha sin qui onorato progressivamente tutte le richieste della controparte. Non credo però che questo sposti di molto la questione. Certo, Maradona, da solo, non farà vincere al Napoli lo scudetto. Neppure Sivori ci riuscì e Sivori era un Maradona ante-litteram. Eppure i napoletani con Sivori si divertirono assai e tuttora rimpiangono, calcisticamente, quegli anni di baldoria. Si divertirebbero, eccome, anche con Maradona: e chissà che sullo slancio dell’entusiasmo, non sia poi possibile costruire accanto al «pibe de oro» una formazione realmente competitiva.

“Maradona rovina-squadre? Oddio, non ha certo rovinato l’Argentinos Jrs. che ancora benedice il giorno in cui scoprì fra i suoi pulcini quel giacimento aurifero che poi si rivelò il piccolo Dieguito. Né ha rovinato il Boca Juniors, che ci ha vinto un titolo e lo ha poi ceduto al Barcellona con la più remunerativa operazione che il calcio argentino ricordi. Con Maradona, è vero, il glorioso Barça non ha vinto quasi niente: ma Diego si è imbattuto prima in un’epatite virale, poi in Goicoechea. Colpa sua anche quella? A giudicare dalle offerte napoletane, in ogni caso, è difficile sostenere che il Barcellona abbia preso il bidone”.

“Quel linciaggio – continua Bortolotti sul Guerin Sportivo – mi appare poi offensivo sul piano umano. Ê lecito giudicare «immaturo» un ragazzo soltanto perché le sue radici non affondano in un profondo substrato culturale? Maradona non sarà un santo, avrà atteggiamenti bruschi e capricciosi; magari. Popolarità immensa e pioggia d’oro gli sono cadute addosso all’improvviso. Non è una brutta sorpresa, d’accordo, ma è logico che qualche scombussolamento l’abbiano prodotto. Gli si rinfaccia la fedeltà al «clan», ma a me apparve subito ammirevole il suo religioso senso della famiglia, quel far partecipi della propria fortuna coloro che aveva visto condurre vita grama e risicata attorno a sé. Invece giudici severissimi e inflessibili hanno già sentenziato: per la fortuna del Napoli, facciamo voti che Maradona resti dov’è. Amico mio, in tanti dicono di parlare «per il bene del Napoli». In effetti amano il Napoli, ma a patto che resti così com’è. Con Maradona, invece, potrebbe cambiare e, se il calcio non è un’opinione, soltanto in meglio”.

Anche stasera aspettiamo che ci dica qualcosa Telelibera 63. Con un collegamento da Barcellona, o con la strisciolina in sovrimpressione durante i film della notte. 

[TUTTA LA SERIE QUI]

 

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