CILE-ARGENTINA 0-1
Lautaro Martínez si è lanciato su una respinta del portiere Claudio Bravo, e a due minuti dalla fine ha segnato il gol della vittoria e della qualificazione ai quarti di finale della Copa América. Era il 21esimo tiro in porta della serata dell’Argentina contro i 3 dei cileni, nato da un calcio d’angolo di Messi, l’11esimo contro zero. Un dominio, ecco. Per tre minuti hanno atteso tutti la revisione dell’azione alla VAR. Sabato conclusione del girone contro il Perù al Miami Gardens, in Florida. Messi ha giocato il giorno dopo il suo 37esimo compleanno, tra gli olé da torero della folla al MetLife Stadium, 81.106 spettatori. È lo stadio che ospiterà fra due anni 8 partite dei Mondiali, compresa la finale. Solo l’AT&T Stadium di Arlington, in Texas, con nove partite, ne ospiterà di più.
IL TEST ALLO STADIO DELLA FINALE 2026
È stata una specie di test per l’impianto, il primo ma non l’ultimo. Arriva Messico-Venezuela subito, e poi un’amichevole tra Arsenal e Manchester United in pre-campionato. La FIFA proibisce l’uso dell’erba artificiale nei grandi tornei, quindi il Matrix Turf del SoFi è stato coperto con un tappeto temporaneo di erba naturale coltivata nel deserto della West Coast Turf. Per la Coppa del mondo, invece, il campo verrà rialzato di un paio di metri e verrà montato un altro tipo di erba. Anche l’area del campo andrà portata a dimensioni regolamentari. Al momento la larghezza non raggiunge i 74 metri necessari. Saranno eliminate le suite a livello del campo, ai quattro angoli, e sarà ampliata la superficie di gioco, ma non è stato ancora fatto per la Copa América.
Il Los Angeles Times racconta che molti giocatori si sono lamentati per esempio della moquette stesa al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta per l’apertura del torneo, il portiere argentino Emiliano Martínez l’ha definito un disastro e il difensore canadese Kamal Miller ha detto che il campo sembrava come se fosse stato vuoto. Weston McKennie si è lamentato invece per la mancanza di atmosfera prima della partita di apertura degli USA contro la Bolivia, giocata davanti 30.000 posti vuoti all’AT&T Stadium fuori Dallas. Delle prime otto partite del torneo, solo quelle dell’Argentina hanno registrato il tutto esaurito. È la questione di cui si parlava qualche giorno fa: il soccer negli Stati Uniti si chiama futbol.
LA RESA DEL SUDAMERICA
A proposito degli spropositi. Graciela Mochkofsky della raffinata rivista New Yorker spiega a lettrici e lettori come mai, sì, come mai siamo finiti a giocare il torneo di calcio più importante del Sudamerica negli Stati Uniti. “Il Sud America – scrive – è in un tale pasticcio che non riesce più a prendersi cura del suo torneo più prezioso. Quest’anno sarebbe toccato all’Ecuador ospitare le partite. Ma nel novembre 2022 il presidente della Federcalcio, Francisco Egas, ha avvertito in un’intervista radiofonica che non esisteva la capacità organizzativa. In effetti, la nazione si trovava in una crisi senza precedenti, conseguenza di una pandemia particolarmente devastante che ha portato al collasso dei servizi pubblici e a una brutale violenza delle bande, sfociata in una dichiarazione di emergenza nazionale. Quando l’Ecuador ha deciso di passare la mano, la Conmebol e la Concacaf hanno visto l’opportunità di offrire una Copa América ampliata agli Stati Uniti in vista della Coppa del Mondo 2026. Non solo hanno scelto gli Stati Uniti come paese ospitante ma hanno cambiato la struttura del torneo per includere altri membri della Concacaf”.
«Perché si gioca negli Stati Uniti? La risposta è semplice: i soldi» dice Pablo Alabarces, sociologo e autore di diversi libri sul calcio, tra cui A Minimal History of Football in Latin America. Oscar Barnade, vicepresidente del Centro argentino di ricerca sulla storia del calcio, afferma che la dirigenza della Conmebol si è «arresa al potere economico degli Stati Uniti e della Major League».