Il voltafaccia del Barcellona. E Sergio Leone dice che Maradona a Napoli è uno schiaffo alla miseria della città

 

Troppo ottimismo, troppo ottimismo negli ultimi giorni, e stamattina appare davvero misterioso, inspiegabile. La trattativa per portare Maradona a Napoli era in dirittura d’arrivo. È quasi fatta, scrivevano i giornali italiani l’altra mattina. “Per la prima volta da quando è stata avviata questa tormentatissima trattativa, il Barcellona ha ammesso ieri la validità e la concretezza delle offerte del Napoli. Maradona – diceva la Gazzetta – potrebbe essere azzurro a giorni”. 

Uno dei tre vicepresidenti del Barcellona, il cattivissimo Gaspart, aveva dichiarato a un giornalista spagnolo che il Napoli aveva fatto pervenire per la prima volta una proposta concreta e per molti aspetti valida. «Il Consiglio esaminerà come merita l’offerta e prenderà la decisione più giusta» sono le parole che gli vengono attribuite.

“L’affermazione – scriveva la Gazzetta – è, come si vede, di una morbidezza inusuale e lascia intendere che da parte del Barcellona c’è ora la più completa disponibilità a trattare. Soprattutto è importante sottolineare come stavolta il cenno positivo sia partito proprio da quel Gaspart che era stato il più accanito sostenitore del no. In pratica a Barcellona si sarebbero convinti solo adesso che il Napoli  fa veramente sul serio”.

 

 

Il Mundo Deportivo, a dire il vero, è sempre rimasto cauto, molto cauto, limitandosi a registrare le notizie date in Italia, come la nascita di un club del tifo intitolato a Maradona. 

Invece a Barcellona continuano a convocare riunioni di commissioni con il presidente, i tre vice, altri dirigenti. La giunta ogni volta prende atto delle offerte del Napoli, il presidente Nunez riferisce l’esito delle sue personali trattative con Ferlaino e dice che presto arriverà una risposta decisiva. Solo che questo presto non arriva mai. Da Parigi anche Luis Menotti confermava due giorni fa che l’operazione è da ritenersi conclusa. «A questo punto – ha detto – solo un folle potrebbe trattenere Maradona a Barcellona. Ormai Dieguito è del Napoli».

E invece in questo stallo prospera Telelibera, che ogni sera dalle undici della sera fino oltre la mezzanotte si collega da Barcellona e ci aggiorna, sempre un passo avanti ai giornali che non possono l’indomani mattina avere gli stessi dettagli maturati così tardi. 

È così che abbiamo saputo del nuovo voltafaccia del Barcellona. Ha comunicato che sposterà il termine ultimo per firmare il contratto dal 20 giugno al 30 giugno, ma il 30 è pure il termine ultimo per il tesseramento degli stranieri in Italia. Il Napoli rischia di ritrovarsi senza nulla in mano.

Stamattina la Gazzetta ammette che “il «giallo» Maradona continua e si complica di giorno in giorno. Sembrava che una decisione potesse essere presa ieri dopo la doppia riunione in programma nella sede della società catalana: la prima riservata alla commissione delegata, la seconda allargata a tutta la giunta. Si attendeva un sì o un no definitivo, invece non sono stati compiuti passi in avanti. Dopo una giornata piena di dubbi il Barcellona ha fatto sapere che per cedere il giocatore necessita di altre assicurazioni e che per ora non intende modificare il «no» espresso il 6 giugno. 

 

 

Il Mundo Deportivo da Barcellona adesso si sbilancia più che nei giorni scorsi. Scrive la giunta del Barcellona è impassibile davanti al Napoli, mentre Rosario Pastore da Barcellona scrive per la Gazzetta che sta riemergendo quell’orgoglio catalano che rigettò inizialmente la possibilità della cessione, per non darla vita alle impuntature di Maradona. 

Diego si è stancato. È volato a Buenos Aires, ufficialmente per fare gli auguri al padre che compie gli anni. In realtà per star lontano da una città che gli sta diventando sempre più nemica. 

“Il clan degli argentini – scrive Pastore – ha cercato di tenere nascosta la fuga di Dieguito. Anche il manager del giocatore, Cyterszpiler, si è reso irreperibile. Solo nel pomeriggio l’addetto stampa, Guillermo Blanco, si è deciso a rivelare la novita, messo alle strette dalle pressanti domande dei giornalisti”.

Il Barcellona non si accontenta più della garanzia già presentata dal Banco di Roma, la caparra di 600mila dollari. La fidejussione richiesta è adesso molto più pesante e si estende a tutta la cifra dell’operazione, 14 miliardi e mezzo. “Una richiesta impossibile da soddisfare. Il Napoli non è in grado di presentare agli istituti di credito tali garanzie” scrive la Gazzetta.

La filiale di Barcellona del Banco di Roma è sull’Avenida Diagonal. La sensazione di Pastore che ne scrive è che “era stato dato forse un peso eccessivo al ruolo del Banco di Roma nella trattativa. Inoltre un’altra sensazione è questa: il Barcellona vuole vendere Maradona, il Napoli vuole acquistarlo”. 

È quasi incredibile, scoprirlo così: il 19 di giugno. 

Ferlaino al telefono dice alla Gazzetta di aver sentito anche lui queste voci. «Volevano 600 mila dollari in garanzia e glieli abbiamo dati. Hanno cambiato parecchie cose nelle clausole del contratto e abbiamo accettato. Ora siamo anche disposti a versare in banca i 5 miliardi. Ci sono altri due istituti di credito, il Banco di Napoli e Il Monte dei Paschi di Siena, pronti a darci una mano. Pero il Barcellona deve comunicarci la sua richiesta per iscritto, via telex». 

VOCI 

SERGIO LEONE DICE CHE MARADONA A NAPOLI E’ UNO SCHIAFFO ALLA MISERIA

 ➣  Sergio Leone, ma è vero che suo figlio Andrea è una promessa del calcio?

Gioca mezzala in una squadretta romana, l’Oni Alba. Se la cava. Ma sarei un padre due voite orgoglioso se lo vedessi segnare gol anche in latino, a scuola

 ➣  Lo segue nelle partite?

Ogni tanto. Ma segnalo i suol difetti stilistici, mai le virtù. Sono un genitore spartano: molestare i figli è il modo più sicuro per educarne il carattere.

 ➣  E lei ha giocato?

In gioventù. Anch’io mezzala. Avevo un allenatore di sadiche tendenze. Come gli ufficiali di West Point nei fim con Errol Flynn. Ero bravo, sicuro. Il più veloce pallonaro del quartiere. Schizzavo via con quella palla, non mi vedevano plu. Ma di fronte alla porta non sapevo proprio che fare. Passavo indietro e mentre il pubblico fischiava, discutevo di donne e motori con il portiere

 ➣  Altre discipline?

Ho tirato di boxe. Mi toccava quasi sempre di fare l’uomo. Il campione di turno mi usava come punching ball e non riuscivo mai a capire perche lui avesse il casco protettivo sul viso e io no. Fu allora che conobbi l’ingiustizia e decisi di combatterla. Cosl salivo sul ring con certi sandall e appena cominciavo a essere nero per le botte me Il sfllavo con una pressione del plede chiedendo l’interruzione dell’incontro,

 ➣  E oggi che sport pratica?

Guardo le partite di calcio in Tv tamburellando nervosamente con le dita sul bracciolo della poltrona. E certe volte, per farmi il fiato, sbadiglio e accavallo ginnasticamente le gambe.

 ➣  Lei è romano. Tifa Roma?

Sì, ma sono un tifoso tiepido. Sopporto benissimo le sconfitte del giallorossi. Del resto. mi place anche la Lazio

 ➣  La Juve?

Una signora squadra. Anche grazie a Gianni Agnelli, attaccante formidabile

 ➣  Quali stelle dello sport ha conosciuto?

«Pelé. L’ho Incontrato qualche anno fa ad Acapulco, durante un mundial d’artisti e mangiatori d’aragoste. Pol Cassius Clay. A lul piacevano i miei film, lo mi entusiasmavo per le sue sleppe. Conoscevo pol un altro camplone, grandissimo ma oscuro: lo chiamavano er faciolo e faceva lo stuntman a Cinecittà negli anni Cinquanta. Tutti tifavano per lul contro gli stuntmen americani. Era Il primatista assoluto di salto in basso. Una volta sul set di Elena di Trola si lanciò impavidamente dal cielo stellato precipitando 10 metri oltre i materassi con un gran suono d’ossa rotte. Due generiche, sue grandi ammiratrici, quando lo videro spaccarsi in due scossero mestamente la testa. Dissero solo: ‘sto stronzo s’e rotto’»,

 ➣  È vero che impazzisce per le auto? Ha posseduto persino una Maserati d’argento

Calunnie. Qualcuno deve avermi preso per John Barrymore o per Jean Harlow. Avevo una  Maserati testa di moro, quasi color melanzana, elegantissima e per niente cafona, ma si incendiò tre ore dopo che l’ebbi comprata

 ➣  Enzo Ferrari e Gianni Agnelli?

Se avessi ambientato C’era una volta il West sull’autostrada del sole anziché nella Monument Valley, Gianni Agnelli sarebbe stato il padrone della ferrovia ed Enzo Ferrari l’uomo dell’armonica. Sogni paralleli che non comunicano tra loro, destinati a non incontrarsi mai. Agnelli è il futuro del mondo.

Ferrari la sua romantica preistoria.

 ➣  In formula uno chi l’appassiona?

Lauda. Quando ha visto il diavolo e le sue famme non s’è impressionato minimamente. Non chiamò nemmeno in soccorso un esorcista

 ➣  Cosa serve per fare gol nel cinema?

Colpo d’occhio, ritmo e mira precisa. La macchina da presa è un pallone molto elastico e se ne perdi il controllo per un attimo comincia a rimbalzare di qua e di là come un canguro ubriaco. I film riusciti sono quelli fatti per non deludere i gusti del pubblico che dagli spalti cinematografici, urla e inveisce contro il pallonaro pazzo che, sul campo, pretende di divertire soltanto se stesso.

 ➣  E lei come gioca?

-Mi ispiro allo stile di Rivera, prezioso favolista.

 ➣  E Federico Fellini?

È come Piola. Un maestro. Pero l’hanno espulso da tutti gli stadi scoprendo che il suo allenatore, Mandrake il mago, gli aveva insegnato arti stregonesche per ammaliare e confondere gli avversari. E questo non è sportivo.

 ➣  Lo svedese Ingmar Bergman?

È l’unico atleta al mondo a praticare lo sport del vecchio Sisifo: spinge su per la montagna enormi macigni che a un pelo della cima rotolano statuariamente giù. Quindi lui scende di nuovo a valle e ricomincia a spingere. Auguri!,

 ➣  Il tedesco Wim Wenders?

Come D’Amico. Un giocatore di classe, elegante e velocissimo ma non è mai stato visto in prossimità della porta.

 ➣  Lo statunitense John Houston?

È Zamora. Portiere eccelso, carico di gloria. Ma negli ultimi anni, sia per l’eta, sia per stanchezza, cerca di fermare le palle a occhiate. Qualche volta ci riesce, qualche volta no

John Ford, maestro del western?

Grande come Meazza. Un faro

 ➣  Frank Capra?

Non sopportava la violenza e girava film contro la malvagità del mondo. È rimasto sempre in panchina con la cassetta del pronto soccorso sulle ginocchia.

 ➣  Luigi Comencini?

Deve aver visto Frank Capra In panchina e gli si è seduto accanto.

 ➣  Stanley Kubrick?

Bravo ma pigro come Gerd Muller. Se può ruba palloni anziché guadagnarseli

 ➣  Steven Splelberg?

Ha cominciato praticando il calcio-balilla nel bar ma per ia troppe fatica è passato ai flipper diventando camplone del mondo -.

 ➣  Woody Allen?

È il guardalinee, questo va da sé. Gira intorno al campo a testa china cercando qualcosa nell’erba: devono essergli caduti gli occhiali.

 ➣  Charlie Chaplin?

Il Pelé del cinema. Siamo tutti le sue ombre.

 ➣  È nato da una famiglia immersa nel cinema. Sua madre era attrice, suo padre Vincenzo interprete e regista del muto. È vero che era amico di Gabriele D’Annunzio e recitò a fianco di Eleonora Duse?

«Papà e D’Annunzio sono stati compagni di scuola. Anzi fu proprio lui, il Vate in persona con tutta la sua gran batteria di monocoli e baffi impomatati a provocare la catena d’eventi che trasformò mio padre in regista. D’Annunzio aveva scritto Il fuoco, storia del suoi burrascosi amori con la Duse che, in seguito allo scandalo scoppiato dopo la pubblicazione del libro, lasciò improvvisamente le scene. Cosl papà, che lavorava nella sua compagnia come attor giovane restò senza lavoro e per pagare il conto dell’albergo, passò al cinema accettando una vecchia offerta di Giovanni Pastrone, che fino a quel momento si era guardato bene del considerare

 ➣  E Francesca Bertini?

Papà diresse quasi l’80% dei film della Bertini che a quel tempo guadagnava 2 milioni a film. Papà raccontava che un giorno sul set la divina Francesca chiese del mentolo per provocare artificialmente qualche lacrima. L’attore Febo Maria insorse stupitissimo dicendo: ma come? Non posso credere che un’attrice del suo calibro per piangere debba ricorrere a questi mezzucci. Quindi chiuse gli occhi, si concentrò e, dopo un minuto, colava lacrime come la Madonna di Loreto. La Bertini allora si guardò intorno e, con accento napoletano purissimo, spiegò: “Sapete com’è riuscito a chiagnere? Pensando che lui 2 milioni a film non li guadagnerà mai,

 ➣  Al cinema serve il ritmo mozzafiato?

È una teoria malvagia. Dev’essere Spielberg ad averla messa in giro.

 ➣  Ci vogliono tanti gol per fare bella una partita?

I gol, in una partita, sono soltanto un di più. Come i miracoli per i santi.

 ➣  I suol western hanno segnato un’epoca, che ruoli assegnerebbe alle squadre che stanno partecipando al campionato europeo di calcio?

La Francia è come Eli Wallach ne Il buono, il brutto, il cattivo. Vorrebbe sempre far fuori Clint Eastwood, cioè la Germania Ovest, cacciatrice di taglie, ma non ci riesce mal. È destino. Il Belgio invece è come Jack Palance, lo sconfitto nel Cavaliere della valle solitaria”: la stoffa c’e, la grinta pure, ma contro il giustiziere Alan Ladd non c’e niente da fare

 ➣  E il Portogallo?

Mio figlio sostiene che quest’anno riserverà grandi sorprese: come Dustin Hoffman in Cane di paglia o James Stewart in Mister Smith va a Washington’.

 ➣  Il suo ultimo film C’era una volla in America dura 220 minuti, quasi come due partite di calcio che finiscono ai supplementari. E alla fine chi vince?

Nessuno, nemmeno la Juventus. “C’era un volta in America” è una storia di fantasmi»,

 ➣  A Cannes è stato premiato per il miglior film fuori concorso. Significa che le gare non piacciono più?

Non mi sono mai piaciute. Detesto le medaglie come il raffreddore e baciar lebbrosi

 ➣  Ha detto che Esopo, favolista greco del sesto secolo avanti Cristo, è stato il miglior politico di tutti i tempi

Oggl non c’è più un Esopo nel labirinto della politica. Però rimangono i suol personaggi: molte volpi con l’uva, rane che si gonfiano fino a scoppiare, lupi e agnelli.

  ➣  Alle Olimpiadi di Los Angeles cl sarà Mennea.

È un signore, quasi un monaco templare. Parla di sé sempre in terza persona come Giulio Cesare e Leone Trozkij. Senza contare che, quando spezza il filo, alla fine della gara alza il dito come se volesse cacciarlo nel didietro del cielo

 ➣  È vero che Bettino Craxi le aveva chiesto di girare un film su Giuseppe Garibaldi ma lei ha rifiutato?

Io avevo accettato. Fu Craxi a bloccare il  progetto quando riflutò la parte di Garibaldi che gli avevo offerto

 ➣  Per qualche dollaro in più il Napoli fa bene a prendere Maradona?

Gli stranieri hanno raffinato e continuano a raffinare il nostro calcio. Maradona è un ottimo acquisto, però quei 10 o 12 miliardi, in una città disastrata, sono anche uno schiaffo alla miseria.

[intervista di Enrico Parodi, La Gazzetta dello sport, domenica 17 giugno 84]

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