È finita. Il Barcellona si tiene Maradona

 

È finita. Telelibera 63 ieri sera ci aveva avvertito. Il Barcellona ci ha ripensato in via definitiva. Maradona se lo tengono, Non lo vendono più. Ma vederlo scritto nero su rosa stamattina sulla Gazzetta è il passo definitivo. Ieri pomeriggio c’era stata grande eccitazione nel sapere che Diego aveva detto mai più, nunca mas, non avrebbe giocato ancora nel Barcellona. «Desidero solo trasferirmi al Napoli».

Se solo Maradona poteva sbloccare lo stallo, il suo lavoro l’ha fatto. Ma non era vero. Neppure lui c’è riuscito. Ha avuto il merito di sbloccare il bluff del Barcellona, questo sì. Alle otto della sera, mentre il Napoli aveva ormai completato tutte le operazioni bancarie, i dirigenti del Barcellona si sono riuniti in un nuovo consiglio per decidere [ancora] se cedere o no Diego. E stavolta ha prevalso il no.

I dirigenti sono usciti dalla sala del consiglio alle 22.55 con un comunicato che in quattro punti, alcuni pittoreschi, spiegava le prossime mosse: «La sfortuna non può essere eterna – si dice nella nota – e noi ci teniamo Maradona fino alla scadenza del contratto anche se il Napoli ha fatto un’offerta seria». 

Secondo la Gazzetta, il Barcellona ha reagito a questo modo per stizza, dopo aver sentito dalla voce di Maradona in via ufficiale che vuole andarsene: “Toccati nel loro orgoglio hanno posto in secondo piano l’entità dell’offerta di Ferlaino, facendo prevalere la corrente del no”. 

LA MOSSA DISPERATA DI MARADONA

Nell’elegante quartiere residenziale di Pedralbes, dove l’argentino vive col genitori e con la fidanzata Claudia, Maradona ieri mattina alle 10 aveva ricevuto il suo agente Jorge Cyterszpiler. Hanno parlato per un’ora e mezzo, il giocatore ha avuto un quadro completo e preciso della situazione. Cyterszpiler gli ha detto che il Napoli ha le carte in regola per acquistarlo, e dopo un colloquio con Juliano, Maradona si è reso conto che toccava a lui sbloccare la situazione.

È andato alle 13.15 nell’ufficio del presidente Nunez, “mentre la pioggia cessava di cadere su Barcellona”  [Alberto Cerruti, la Gazzetta] . In ufficio ha trovato anche Gaspart, il cattivo della storia, il più tenace difensore dell’idea che debba restare in Catalogna.

Una volta uscito dalla stanza, Maradona ha chiesto al giornalista argentino Guillermo Blanco che gli cura i rapporti con la stampa di convocare i cronisti italiani e spagnoli al Nou Camp. Voleva forzare la mano. Diego è sceso dalla sua Talbot Samba nera cabriolet e con passo rapido s’è diretto verso il piano sotterraneo, nella sala stampa inaugurata in occasione per il Mundial di 2 anni fa.

Giubbotto di pelle blu scuro, una camicia slacciata, senza cravatta, l’espressione cupa, Maradona è stato esplicito. Ho deciso di andarmene – ha detto subito – per tutto quello che è successo in questo periodo. «Non sarei arrivato a questo punto se il Barcellona si fosse comportato diversamente. Invece non mi hanno dichiarato incedibile e io mi sono sentito offeso perché questa è stata una mancanza di rispetto nei miei confronti. È arrivata l’offerta del Napoli, solo del Napoli, ci tengo a precisarlo, e adesso io voglio andare là. Non voglio più rimanere qui. Devono tener conto del mio parere».

Mentre Diego parlava, Jorge Cyterszpiler è andato a sussurrare all’orecchio di un giornalista italiano: «Soltanto dei pazzi possono tenerlo a questo punto. Per me è tutto fatto».

Invece i pazzi minacciano di impuntarsi. Quando Ferlaino e Juliano stavano già considerando di volare a Barcellona per firmare il contratto domani stesso, il presidente Nunez, i suoi tre vice Gaspart, Casaus e Massous, il capo della sezione sportiva Miralles e il segretario Montanola si sono riuniti e hanno riaperto la discussione.

Alcuni giornali non hanno fatto in tempo a dar conto della decisione presa a tarda sera, e dunque raccontano che Diego sarà a Napoli domenica. Non è così. Telelibera ha raggelato tutti ieri a mezzanotte.

IL RUOLO DEL SINDACO SCOTTI

Per chiudere l’operazione, Ferlaino si era garantito l’appoggio di Vincenzo Scotti, il sindaco di Napoli. Si sono visti in un ristorante sul lungomare per parlare della fidejussione bancaria che il Barcellona esige e che il Napoli non era in grado di garantire. Scotti è il sindaco che qualche settimana fa in un’intervista alla Gazzetta, aveva irritualmente spronato Ferlaino a fare una squadra competitiva. «un elemento aggregante in città, in un contesto sociale difficile» 

Se è così, deve avergli detto Ferlaino, allora ci aiuti lei. Scotti ha chiamato al telefono Ferdinando Ventriglia, direttore generale del Banco di Napoli: «Mi sembra giusto che il sindaco faccia qualcosa nei limiti del possibile per la squadra che rappresenta la città. L’arrivo di Maradona – ha spiegato – può significare una maggiore disponibilità di altri giocatori di classe a venire a Napoli. Con riflessi anche turistici. Oggi il calcio non è più solo un fatto tecnico sportivo ma ha dimensioni più ampie che non possiamo trascurare».

Ventriglia aveva dato a tutti appuntamento per stamattina nella sede del Banco di Napoli. Ha convocato i direttori di zona. Ha richiamato il suo dirigente Spadaro da Sorrento e fatto sedere al tavolo i rappresentanti del Banco di Roma, della Centrosud e della Banca Nazionale del Lavoro, I dirigenti del Napoli si sono esposti personalmente e hanno ottenuto le garanzie per un totale di 10 miliardi. “Ora la fidejussione c’è” spiega la Gazzetta. C’è tutto quello che il Barcellona voleva.

Tranne la voglia di vendere Maradona. 

 

 

Proprio stamattina è uscito in edicola a Napoli il numero nuovo del Guerin Sportivo. Arriva sempre il giorno dopo, e molti sapevano già che in copertina avrebbero trovato la foto di Maradona con la maglia del Napoli poggiata sul petto. È una foto scattata a New York la settimana scorsa. Diego dichiara: «Voglio Napoli», scrive Mimmo Carratelli perché “suggestionato dai racconti di Sivori. L’affare si complica e si offusca, si riscalda e si illanguidisce. Ferlaino, nell’attesa, balla un tango argentino e il trasferimento del secolo resta sospeso”. 

Carratelli scrive con prudenza. Il settimanale ha chiuso le pagine diversi giorni fa. Non può sbilanciarsi. “Tutti – scrive – ora, volano verso Barcellona. Portano il cuore di Napoli al Tibidabo. E ognuno dei trentasette inviati speciali scrive la sua cronaca di un acquisto annunciato. Il Guerino ha voluto solo fissare in una immagine un sogno azzurro. Speriamo che essa sia come un «ex voto», per grazia ricevuta, e cosi lo scrittore Luigi Compagnone potrà riscrivere uno dei suoi più famosi romanzi e intitolarlo: «Città di mare, con Maradona», Il resto è relativo. O come ricorda senza enfasi il presidente Ferlaino: «C’è sempre un Palanca nel vostro futuro»”.

Mi sa che finirà così, dice un amico. Ci aspetta un altro Palanca. 

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