[93-96] La prima partita di Kawhi Leonard dal 31 marzo è diventata una battaglia difensiva, anziché il corri-e-tira che appartiene al canone prevalente. È arrivata così la quarta partita su venti tra play-in e play-off con entrambe le squadre sotto la soglia dei 100 punti, e i Clippers l’hanno persa. È curioso casomai che in Gara-1 avessero tenuto Dallas a 97 segnandone 109, mentre in questa Gara-2 hanno concesso un punto in meno, ma non sono riusciti a vincerla, fermandosi a 93 con un Leonard in più. L’attacco dei Clippers ha fatto fatica con tutte le rotazioni possibili dei suoi nove uomini, restando inchiodato al 36,8% di percentuale dal campo. Adesso al serie è sull’1-1 e Dallas ha strappato il vantaggio del fattore campo: giocherà le prossime due in casa.
The Athletic fa notare che si tratta della prestazione peggiore dei Clippers al tiro in tutta la stagione. Il 3 marzo avevano segnato meno, 89 punti, sul campo di Minnesota – la miglior difesa del campionato: ma avevano portato a casa la partita. Al rientro dopo 23 giorni, Leonard ha chiuso con 15 punti personali, 7 su 17 dal campo, mancando tutte e cinque le sue triple.
Paul George e James Harden hanno segnato 22 punti ciascuno, ma Harden ha mancato 8 triple su 10, George ne ha sbagliate 3 su 4 prima di segnarne una ininfluente alla sirena.
“I Mavericks sono arrivati” – scrive Law Murray su The Athletic.
I toni sono ancora più enfatici su Marca, dove sentono Luka Doncic uno di loro, il ragazzo di casa cresciuto dal Real Madrid e partito su tre caravelle da Porto Palos per andare a conquistare le lontane Americhe. Ha segnato 32 punti (11/26, 5/14 nelle triple), ha preso sei rimbalzi e ha servito nove assist. Dice Marca che “rafforza la sua candidatura per tutto”, dove nel tutto è presente anche il titolo di mvp della stagione. Doncic è rimasto in corsa nella terzina finale che comprende pure Nikola Jokic e Shai Gilgeous-Alexander. Uno sloveno, un serbo e un canadese. Per la prima volta nella storia neppure uno statunitense. È l’ultimo passo di un processo che esclude gli USA dalla lista degli mvp ormai da cinque stagioni: due volte un greco nato in Nigeria [Antetokounmpo], due volte Jokic, una volta un camerunese che gli statunitensi hanno naturalizzato [Embiid].
“C’è una stella che vuole il suo prezioso tesoro” scrive allora Marca. È diventato il giocatore con più punti a partita nella post-season negli ultimi cinque anni [32,5] davanti a Durant, Kawhi e Donovan Mitchell. Nelle prime 30 presenze ai play-off ha numeri migliori rispetto a LeBron James. Segna di più [32,5 contro 27,6], serve più assist [9,3 volte 8,2] e prende più rimbalzi [7,8 volte 7,1].
In coppia con Kyrie Irving, scrive The Athletic, Doncic compone “quel duo di stelle che guida il successo di una squadra nel bene e nel male, che causa il terrore negli avversari, che rianima i compagni quando commettono degli errori”.
La rivista americana sottolinea che i due hanno pure messo in campo quella fisicità che Jason Kiss aveva chiesto di voler vedere. Il Los Angeles Times ha scritto che per venire a capo di questa serie bisogna fermare quei due in prima linea. La scoperta dell’America.
👑 PRAVI MVP 👑 pic.twitter.com/yid5UgPpFs
— Dallas Mavericks (@dallasmavs) April 24, 2024