Sono iniziati i play-off più incerti di sempre
I play-off della NBA sono cominciati con quattro partite e Sky Sport online dice che c’è una brutta notizia per il resto della Eastern Conference: “se i Boston Celtics sono quelli visti nel secondo quarto di gara-1 contro Atlanta, c’è davvero poco che si possa fare per fermarli”.
Hanno chiuso con una vittoria e cinque giocatori in doppia cifra: Derrick White (24), Jaylen Brown (29 e 12 rimbalzi), Jayson Tatum (25 con 11 rimbalzi).
Ha iniziato con una vittoria pure Philadelphia con Embiid-Harden-Harris a quota 26+23+21 punti. Harden ha tirato 7 su 13 da tre, 21 su 43 dietro l’arco per tutta la squadra. Inoltre tredici assist pr Harden e 11 su 11 dalla lunetta per Embiid.
Questo sotto invece è il campetto della prestazione di Steph Curry con la maglia dei Golden State Warriors contro Sacramento, alla prima partita in un play-off dopo 16 anni. Sacramento l’ha pure vinta, nonostante i 30 punti di Curry. Tra stasera e stanotte entrano in scena le due squadre di Los Angeles.
Il campetto di Steph Curry. Errori e canestri
Sports Illustrated dice:”Benvenuti nella nuova NBA, dove una testa di serie numero 8 può rovesciare una testa di serie numero 1”. Chris Mannix li definisce i play-off più incerti di sempre.
“Cercate i superteam? Spariti. Cercate le superstar? Sono distribuite in modo uniforme. Da qualche parte, David Stern starà sorridendo. La parità – ehm, l’equilibrio competitivo – è iniziato come un suo sogno, dall’ammirazione per il modello NFL”.
Sports Illustrated ripercorre le misure introdotte a partire dal 2011, con le riforme al tetto salariale, la luxury tax, la Rose Rule [dal nome di Derrick Rose] che ha permesso alle giovani stelle di guadagnare di più, la revisione delle probabilità al Draft per arginare il tank di chi perdeva apposta, la creazione dei play-in per concedere a più squadre una chance.
Questo equilibrio poteva anche arrivare prima, se nel 2015 il sindacato giocatori non avesse respinto alcune riforme, che di fatto hanno prodotto lo strapotere dei Golden State. “I Warriors ne stanno ancora beneficiando. Ma l’equità è arrivata – dice SI – e l’NBA ne è entusiasta. Lo sono anche le tv? Dal 2000 le partite con l’audience più alta sono quelle con i super team di Miami e Golden State, o quelle delle squadre dei super mercati, Los Angeles o Boston. Cleveland-Memphis è divertente a febbraio, la domanda è come reagirebbero i network se fosse una partita decisiva a giugno”.
Il commissioner Silver risponde che le distinzioni e le dimensioni dei mercati fanno molta meno differenza rispetto ai nomi dei giocatori che prendono parte ai play-off. E SI rilancia le indiscrezioni su un prossimo ingresso in NBA di Las Vegas, Seattle e Città del Messico. Silver chiarisce che la sua più grande preoccupazione con l’espansione è la diluizione. Sarebbe tutto il contrario dell’equità. Dice che sono due cose diverse.