La disparità di salario nel rugby con le isole del Pacifico

Bruttina, questa Italia

 

Dopo uno 0-7 iniziale l’Italia ha debuttato vincendo contro la Namibia e segnando 7 mete. Successi all’esordio anche per Irlanda e Inghilterra

 

Risultati e programma  Italia-Namibia 47-22. Irlanda-Scozia 27-3, Inghilterra-Tonga 35-3 | Oggi: Galles-Georgia (girone D – ore 12.15)  | Domani: Russia-Samoa (girone A – 12.15)

 

Cosa resta della vittoria della Nazionale

 

I problemi in attacco

I compagni di Parisse spesso sono mancati al momento di concludere le loro azioni: o per goffaggine, o per peccato di gola e talvolta anche di individualismo (ah, quel tre contro uno di Allan!).

l’Équipe 

 

I problemi in difesa

Troppi errori e poca determinazione. Esemplari i minuti di gioco iniziali, con Bigi che sbaglia clamorosamente una rimessa laterale: gli avversari ne approfittano, allargando il gioco e beffando la burrosa difesa.

La Repubblica

 

Un dilemma su Parisse

Sergio Parisse è stato il più grande rugbista italiano e uno dei più grandi in assoluto. Talentuoso, elegante, carismatico. (…) In 80’, ha portato 10 palloni per 22 metri di avanzamento. In 35’, Polledri ne ha portati altrettanti, avanzando il doppio, battendo sei difensori e segnando una meta. Per non parlare di Ruzza, uomo-partita. Polledri ha 23 anni, Ruzza 25. Oggi, a nostro avviso, la miglior terza linea che può schierare l’Italia non comprende Parisse. E con il Canada tra soli quattro giorni, una partita che si annuncia terribilmente fisica, è arrivata l’ora di chiedersi se l’Italia può e deve fare a meno del suo talismano. Il cuore dice di no, la testa lo contraddice.

Francesco Volpe, Corriere dello sport-Stadio

 

Arriva il debutto di Samoa

 

I tatuaggi? Da nascondere

In forma di rispetto per la cultura locale, i rugbisti di Samoa hanno promesso di coprirsi braccia e gambe nelle spa, presso le stazioni termali e in altri luoghi pubblici del genere.

“Le nostre culture sono simili su molti aspetti, ma sui tatuaggi…” ha detto Jack Lam, capitano delle Samoa all’Associated Press. “Da noi è abbastanza comune averne. Appena i ragazzi raggiungono una certa età ne fanno uno. Ma rispetteremo la mentalità giapponese”.

I giornali statunitensi hanno ripreso il tema. “La cultura giapponese associa i tatuaggi alle organizzazioni criminali” ha scritto il Washington Post. Gli uffici turistici di Sapporo hanno chiarito che la decisione di vietare l’accesso alle persone con tatuaggi in vista sarà lasciata ai gestori dei luoghi pubblici. Attenzione: si tratta di un’iniziativa che probabilmente sarà ripetuta il prossimo anno durante le Olimpiadi e destinata dunque a una rilevanza mediatica superiore. 

Va’elua Aloi Alesana, team manager di Samoa, ha detto: “Noi crediamo che si debba rispettare la cultura del luogo nel quale ci troviamo. Ne abbiamo una nostra, ma ora non ci troviamo a Samoa. Nei posti in cui ci alleniamo è permesso mostrare i tatuaggi, in altri dove non si può li copriremo”.

~ Contro la Russia domani alle 12.15

 

I giocatori non dovrebbero tatuarsi

È la tesi che James Witts sostiene nel suo libro Training Secrets of the World’s Greatest Footballers. Nel ricordare le polemiche seguite alla foto con cui Raheem Sterling del Manchester City esibì una pistola tatuata sulla gamba (si aggiungeva a un fucile M16), Witts riferisce gli esiti di alcuni studi scientifici. 

Secondo la ricerca di Maurie Luetkeimer, professoressa di fisiologia e scienze della salute all’Alma College in Michigan, il sudore sulle porzioni di pelle tatuata contiene quasi il doppio del sodio. Sarebbe questo un indizio del fatto che l’inchiostro si infiltra nel flusso sanguigno, causando un cambiamento permanente nelle ghiandole. Il professor Ingo Froböse dell’Università di Colonia si spinge a ipotizzare un calo delle prestazioni in termini di capacità di recupero dalla fatica fra il 3 e il 5%. A occhio: la cosa dovrebbe valere anche per i rugbisti.

 

Nel calcio

Next Goal Wins è il film ispirato alle sconfitte in serie delle Samoa americane nel calcio, squadra che ha incassato 294 gol in 42 partite. “Una filosofia di vita, seppur perdente”. Lo ha ricordato Giorgio Coluccia su Il Giornale. 

 

Alle Olimpiadi

Samoa ha sempre partecipato dal 1984 con almeno un atleta ai Giochi estivi ma non ha mai partecipato alle edizioni invernali. Ha vinto una sola medaglia nella sua storia: un argento a Pechino 2008 nel sollevamento pesi femminile con Ele Opeloge, sorella di Niusila, campione sempre nei pesi ai Giochi del Commonwealth.

 

 

La disparità di salario con le isole del Pacifico

 

Manu Tuilagi, giocatore della nazionale inglese nato a Samoa, si è fatto portavoce insieme con il tongano Telusa Veainu della battaglia per porre fine “all’ingiusto trattamento delle isole del Pacifico”, dalle quali molti ragazzi dotati di talento sono costretti ad andar via per giocare a rugby a livello professionistico.

“Ci sono molti ragazzi come me o come Telusa e se qualcuno li portasse nel Regno unito, si dispererebbero ma avrebbero un lavoro per sostenere le famiglie. Non ci sono soldi per lo sviluppo del rugby nelle isole. È uno sport amatoriale. Io sono stato fortunato perché avevo i miei fratelli a Leicester e mi è stata data un’opportunità. Se non fosse stato per loro, sarei in un ufficio a Samoa come tanti altri”.

Tuilagi guadagna 25 mila sterline per ogni partita con la nazionale inglese, mentre Telusa Veainu che gioca per Tonga ne guadagna 480 a settimana. Tuilagi pare intenzionato a donare i guadagni dei Mondiali ai giocatori dilettanti delle isole. 

“Molti giocatori delle isole del Pacifico – ha scritto il Daily Mail – vengono da una condizione di povertà. Tuilagi da bambino riempiva bottiglie di plastica con erba secca per costruirsi da solo palloni di rugby”. Veainu è cresciuto ad Auckland con 10 fratellini ma ha trascorso buona parte della sua infanzia con i nonni in una capanna a Tonga. Si guadagnavano da vivere raccogliendo acqua piovana per cucinare. 

“Se i ragazzi delle isole del Pacifico giocassero per i loro paesi d’origine, saremmo imbattibili. Se il livello della paga fosse uguale fra le nazioni, tutti potrebbero scegliere di giocare per Tonga, Samoa o le Fiji. Ma ci pensate?”.

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