Phoenix si chiederà per sempre cosa sarebbe potuto succedere se gli arbitri non avessero assegnato un timeout ai Lakers a 7 secondi dalla fine del quarto di finale della Coppa NBA. I Suns erano sotto di due e una situazione di palla vagante gli aveva riconsegnato il possesso. Los Angeles aveva affidato la palla a Reaves, aveva Devin Booker addosso, ha fatto un paio di palleggi e pareva aver perso la palla. Stava rotolando verso il fondo. Solo che LeBron James, in piedi sul lato opposto del campo, aveva nel frattempo chiamato un timeout. La questione è quando. Prima che Reaves perdesse la palla o dopo?
La scoperta è che pure in NBA si può far polemica per una chiamata arbitrale, al termine della partita che ha mandato i Lakers in semifinale del nuovo torneo inventato dalla lega americana sul modello della Coppa Italia. LeBron James ha vinto la sfida con Kevin Durant segnando 31 punti come lui, “in quello che potrebbe essere stato uno dei loro ultimi duelli” dice The Athletic. “I Lakers hanno avuto quel tanto che bastava per avanzare” [106-103].
Josh Tiven, a capo della terna arbitrale, ha spiegato che durante l’azione dal vivo si è ritenuto che i Lakers avessero ancora il possesso della palla quando LeBron ha chiamato il timeout. La panchina dei Suns ha protestato e si è domandata perché non ci fosse il replay come in campionato. Tiven giura che dalla revisione delle immagini nel post partita, in riproduzione al rallentatore, si vede Austin Reaves con la mano sinistra sulla palla bloccata contro la gamba sinistra, mentre LeBron chiama il time-out. Tutto giusto, dice. Il sito di Sky ricorda invece che “la regola prevede che in situazioni di ‘palla vagante’ nessuna delle due squadre possa chiamare time out”. Misterioso, lo definisce la tv, casa italiana della NBA.
Dopo il time-out Kevin Durant ha avuto comunque l’occasione per una tripla all’ultimo secondo, forse per questo ha detto quel che ha detto. Parole in ogni caso meravigliose.
«Non è questo il punto. Una partita dura 48 minuti. Non mi piace lamentarmi delle chiamate degli arbitri. è A volte sbagliano, non c’è dubbio. Spetta a noi che siamo in campo preoccuparci di non mettere il gioco nelle mani dell’arbitro». Ma non è una frase meravigliosa?
Oh, alla fine LeBron James è andato al microfono di Allie LaForce a TNT a spiegare perché sta prendendo sul serio questa prima edizione del torneo. È a due partite di distanza dal premio di 500mila dollari in palio per il successo nelle finali di Las Vegas. Dan Woike sul Los Angeles Times scrive che LeBron è entrato in campo “con una velocità e una forza che non hanno eguali all’età di 38 anni nella storia del basket. Ha concluso con 31 punti, 8 rimbalzi e 11 assist. Ha anche recuperato cinque palloni, giocando con un tipo di impegno difensivo che il capocannoniere NBA di tutti i tempi di solito non mette ogni sera”.
La straordinaria capacità di stupire, inventare, sbalordire, anche dopo 20 anni che lo vediamo giocare praticamente tutte le sere.#NBAtipopic.twitter.com/UlGKLXI9l5
— La Giornata Tipo (@parallelecinico) December 6, 2023
La pagina Overtime su Twitter o X o come si chiamerà mai stamattina dice che “giocare una partita da dentro o fuori contro LeBron Raymone James vuol dire, ancora oggi, assistere a un suo show e a una serie di giocate decisive quando la partita si decide. Era dai tempi di Magic Johnson che un giocatore gialloviola non chiudeva una gara da 30-10-5-5: sono passati 36 anni. Ed era dal 2008 che il Re non finiva con una statline del genere: sono passati 16 anni. Un atleta nato per scrivere e riscrivere la storia”.
È l’effetto che fa un torneo con un titolo in palio. Marco A. Munno, uno degli animatori di La Giornata Tipo, ha scritto che “la formula ovviamente non è perfetta (basti vedere quanto successo nell’ultimo giorno di qualificazione)… ma, con le fasi più coinvolgenti ancora da giocare, si può già sostenere che quella dell’In-Season Tournament sia davvero un’idea brillante per la NBA. Passano gli anni, LeBron James e Kevin Durant dovrebbero ormai essere a fine corsa, limitati dagli acciacchi… e invece i loro confronti restano sempre fra le tre migliori cose che la Lega possa proporre su un campo da pallacanestro”.
Anche Giannis Antetokounmpo ha fatto una discreta partitina, per portare Milwaukee in semifinale, 35 punti, 8 rimbalzi, 10 assist, 15 su 22 dal campo.
in tv domani ore 23 Sky: Indiana-Milwaukee [semifinale] | 3 Sky: Lakers-New Orleans [semifinale]