Alcuni deputati tedeschi hanno raccolto e fatto proprio l’appello lanciato con una lettera aperta dallo scrittore bielorusso Sasha Filipenko al presidente della federazione mondiale di hockey su ghiaccio, René Fasel, con la quale chiede che i Mondiali fissati in primavera a Minsk e Riga siano rinviati. Una presa di posizione nei confronti del leader del Paese Lukashenko, anche numero 1 del comitato olimpico nazionale. Lo racconta stamattina Frankfurter Allgemeine Zeitung. Margarete Bause, responsabile dei Verdi per le politiche sui diritti umani, ha detto che «se René Fasel persistesse nel tenere il Mondiale di hockey su ghiaccio in Bielorussia dopo questo appello travolgente, lui e l’associazione che guida avrebbero perso ogni integrità morale. Il terrore di stato del brutale dittatore Lukashenko non deve essere ricompensato con un grande evento internazionale. Se Fasel resta fermo sulla sua posizione, ci si deve chiedere se è ancora la persona giusta per occupare quel posto». I parlamentari chiedono al governo federale di dare un segnale e alla federazione tedesca di chiedere lo spostamento di sede.
Il quotidiano tedesco ricorda che la Lettonia si sta rifiutando di organizzare la Coppa del Mondo insieme alla Bielorussia. Anche la Russia, che si era offerta di intervenire, non può ospitare manifestazioni mondiali a causa delle sanzioni per il doping di Stato.
Russia e Bielorussia sono i due Paesi che per questi motivi non potranno avere inno e bandiera ai prossimi Giochi olimpici. Corriere della sera, Corriere dello sport-Stadio e Tuttosport danno spazio stamattina a un nuovo monito che giunge da un portavoce del CIO all’Italia affinché restituisca subito i pieni poteri al CONI e a Giovanni Malagò. Altrimenti, leggiamo ormai da mesi, l’Italia subirà la stessa sanzione di chi ha drogato il suo sport e di chi lo fa guidare dal proprio dittatore. Oh, sempre che i Giochi ci saranno.