
Il rugby internazionale ha un nuovo torneo. Si chiama Nations Championship, coinvolge dodici nazionali, mette di fronte l’emisfero nord e quello sud e si concluderà con una serie di finali a Twickenham.
L’ambizione è enorme: costruire una competizione globale riconoscibile, produrre partite di richiamo durante tutta la stagione e arrivare a un valore commerciale vicino al miliardo di dollari. La formula, però, ha già sollevato dubbi e proteste.
Quali nazionali partecipano
Le dodici squadre sono divise in due gruppi.
Nel gruppo dell’emisfero nord ci sono:
Inghilterra, Francia, Irlanda, Italia, Scozia e Galles.
Nel gruppo dell’emisfero sud giocano:
Argentina, Australia, Sudafrica, Nuova Zelanda, Fiji e Giappone.
Le nazionali del nord affrontano quelle del sud durante le diverse finestre internazionali. Le squadre appartenenti allo stesso gruppo non si incontrano fra loro all’interno della competizione.
Nelle prime due edizioni le partecipanti resteranno queste. Promozioni e retrocessioni dovrebbero essere introdotte successivamente, ma l’esclusione iniziale di Georgia, Samoa, Tonga e delle altre nazionali emergenti ha provocato molte critiche.
Come funzionano le finali
Alla fine della fase regolare, la prima classificata del gruppo nord affronterà la prima del gruppo sud nella finale per il titolo.
Le due seconde giocheranno per il terzo posto, le terze per il quinto e così via. Tutte le posizioni verranno quindi assegnate attraverso una giornata di finali prevista il 29 novembre a Twickenham.
Il sistema garantisce una conclusione facilmente vendibile e una classifica completa, ma aggiunge un’altra competizione a un calendario internazionale già molto affollato.
C’è anche chi teme che il torneo possa diminuire il valore dei Mondiali, trasformando in appuntamenti frequenti partite che finora conservavano un carattere eccezionale.
Un torneo pensato soprattutto per la televisione
La Nations Championship nasce prima di tutto come prodotto televisivo globale. L’80 per cento dei ricavi previsti dovrebbe arrivare dai diritti tv, con circa 500 milioni di sterline attesi nei primi due cicli.
ITV ha investito 360 milioni in quattro anni per il mercato britannico. La scelta della televisione in chiaro nel Regno Unito e in Francia serve a costruire pubblico e riconoscibilità, anche rinunciando a una parte degli incassi immediati.
Il debutto ha però già prodotto una piccola contraddizione. In Inghilterra, Sudafrica-Inghilterra sarà trasmessa su ITV4, perché sulla rete principale è prevista la replica del quiz Tipping Point.
Un torneo con dodici nazionali, sei mesi di calendario e una finale a Twickenham deve dunque cominciare cercandosi spazio fra il Mondiale di calcio e un programma del pomeriggio.
Perché la formula è contestata
Robert Kitson sul Guardian ha osservato che la divisione tra nord e sud è già meno limpida di quanto sembri. Fiji giocherà una partita “in casa” a Cardiff, mentre il Giappone sarà spostato in Australia.
Le nazionali più ricche mantengono un posto garantito e le altre restano fuori da quello che Kitson definisce un «soffitto di vetro rinforzato». Il rischio è che il rugby costruisca un sistema nel quale i Paesi più deboli debbano adattarsi alle necessità economiche e logistiche dei più forti.
Le vecchie tournée internazionali creavano almeno un rapporto con un luogo e con una storia. La Nations Championship conserva i viaggi, ma li inserisce dentro una formula commerciale più rigida, con una finale e una classifica da vendere.
Le partite della prima giornata
La Nations Championship comincia con sei incontri:
9.10 Nuova Zelanda vs Francia
10.40 Giappone vs Italia
12.10 Australia vs Irlanda
Fiji vs Galles
17.40 Sudafrica vs Inghilterra
21.10 Argentina vs Scozia
La prima partita mette subito di fronte gli All Blacks e la Francia, priva di Antoine Dupont. Il Giappone ospita invece l’Italia nel secondo incontro della giornata.
La Nations Championship promette grandi partite, molti soldi e una narrazione semplice: nord contro sud. Resta da capire se il rugby abbia costruito una competizione necessaria oppure un altro prodotto che dovrà inventarsi, strada facendo, il proprio significato.
Nello Slalom di oggi il nuovo torneo di rugby è soltanto una delle storie: la copertina racconta il Tour de France sotto la minaccia del caldo estremo, il ritiro di Chris Froome, Messi contro i limiti dell’età, il corpo inquieto di Sinner, il primo Wimbledon di Borg nel 1976 e la verità sul 9.67 di Marcell Jacobs. Slalom è la newsletter quotidiana che sembra un giornale. Arriva su Substack.
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