Le cinque partite da vedere oggi
DI SANDRA CASSANDRA
Djokovic vs Tsitsipas
Djokovic e Tsitsipas si ritrovano quando il loro duello non vale più per il vertice, ma contro il tempo. Il serbo, 39 anni e 24 Slam, vuole dimostrare di essere ancora il padrone dell’erba; il greco, scivolato al numero #88, prova a liberarsi dagli infortuni, dall’ansia e dal rapporto ormai chiuso con il padre-allenatore. I precedenti sono quasi tutti di Djokovic, comprese le due finali Slam che hanno segnato la carriera di Tsitsipas. “Si incontrano mentre cercano di infuriarsi contro il morire della luce” dice il sito del torneo. Uno per prolungare il dominio, l’altro per non lasciare che il proprio talento venga ricordato soprattutto per ciò che non ha compiuto.
Andreeva vs Krejcikova
Mirra Andreeva è arrivata a Wimbledon da campionessa del Roland-Garros, ma il tabellone le ha subito ricordato quanto l’erba sappia complicare le gerarchie. Dopo Linette, superata senza vera scioltezza, trova Barbora Krejcikova, vincitrice qui nel 2024 e capace di cambiare continuamente ritmo, altezza e direzione alla palla. La ceca ha appena travolto Klugman lasciandola senza fiato tra servizio, slice, dritto e pura varietà. Andreeva, invece, ha ammesso di aver protestato troppo mel suo primo match. Il 3-1 nei precedenti la protegge solo in parte.
Osaka vs Gasanova
Naomi Osaka ha trasformato il bianco obbligatorio di Wimbledon in un linguaggio personale. Il kimono disegnato da Hana Yagi unisce abiti nuziali shiromuku, gru, fiori di ciliegio e un ornamento kanzashi, ma l’ispirazione più sorprendente è venuta da Kill Bill e dal personaggio di Lucy Liu. Al secondo turno il match contro Anastasia Gasanova, a sua volta appassionata di vestiti personalizzati, è una specie di derby delle metamorfosi.
Hurkacz vs Ofner
Hubert Hurkacz prova a riemergere proprio nel luogo in cui ha lasciato la sua impronta più famosa. Fu lui, nel 2021, a battere Federer nell’ultimo set giocato a Wimbledon, uno 0-6 ancora quasi irreale. Da allora il polacco è salito fino al numero #6, poi un’operazione al ginocchio lo ha fatto precipitare fuori dai primi-100. La vittoria netta su Ruud è il segnale che il suo tennis può ancora essere competitivo, almeno sull’erba. Con un’altra vittoria può risalire attorno al numero #70.
Sinner vs Borges
Jannik Sinner arriva al secondo turno dopo una partita che ha lasciato sul Centrale sangue, sudore e il ricordo ancora vicino della caduta al Roland-Garros. Kecmanovic lo ha portato al quinto, avanti due set a uno, fino a far riemergere il precedente di Hewitt, unico campione in carica eliminato subito a Wimbledon. Nemmeno un’unghia sanguinante, con il rosso filtrato attraverso la scarpa, gli ha impedito di rimettere ordine nel match. Contro Nuno Borges cerca una giornata meno drammatica. Sulle condizioni del piede ha offerto il bollettino più breve possibile: «Tutto bene». Andiamo a vedere.