
Ventuno tappe, 3.320 chilometri e 54.000 metri di dislivello. Il Tour de France parte da Barcellona e arriva il 26 luglio sugli Champs-Élysées, dopo essere passato da Montmartre. In mezzo ci sono il Tourmalet, il Galibier e una doppia scalata dell’Alpe d’Huez, dentro un percorso costruito in crescendo per evitare che Tadej Pogačar possa mettere subito la corsa al sicuro. Il favorito resta lui, lo sloveno alla ricerca del quinto successo. Jonas Vingegaard è l’unico corridore al via che abbia già dimostrato di poterlo battere al Tour. Attorno a loro c’è quasi tutto il meglio del ciclismo mondiale: nove dei primi-10 e quindici dei primi-20 della classifica UCI.
La partenza da Barcellona
Il Tour comincia con una cronometro a squadre, ma con una particolarità: nella classifica generale ogni corridore riceverà il proprio tempo individuale. Non sarà quindi sufficiente tagliare il traguardo insieme. Chi avrà le gambe per accelerare potrà lasciare indietro i compagni; chi avrà bisogno della squadra dovrà restare protetto fino alla fine. La prova aprirà subito differenze tra i favoriti senza trasformarsi completamente nella tradizionale gara contro il tempo collettiva. La scelta di Barcellona dà inoltre al Tour una partenza diversa dal solito. La presentazione delle squadre si è svolta ai piedi della Sagrada Familia, con i 184 corridori accompagnati dai club ciclistici della città, fra fanfare, spettacoli e biciclette acrobatiche.
Pogačar contro Vingegaard, ancora
Gli ultimi sei Tour sono stati divisi fra loro: quattro vittorie per Pogačar, due per Vingegaard. Il primo confronto risale al 2018, quando lo sloveno era già uno dei migliori Under-23 e il danese restava più lontano. Nel 2021 Vingegaard lo batté sul Jebel Jais e pochi mesi dopo arrivò al Tour come gregario di Primož Roglič, prima di trasformarsi nel suo principale avversario. Pogačar vinse anche quella corsa, ma il secondo posto cambiò la carriera del danese. Oggi Vingegaard non è più un outsider e Pogačar insegue invece il quinto Tour, il numero che lo porterebbe accanto a Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain.
Gli altri corridori da seguire
Ci sono Isaac Del Toro, Remco Evenepoel, Tom Pidcock, Mathieu van der Poel, Egan Bernal, Julian Alaphilippe e Jasper Philipsen, vincitore di dieci tappe. La Francia aspetta soprattutto Paul Seixas, diciannove anni, al primo Tour con il numero 51. È il dorsale passato in passato sulle spalle di Merckx, Ocaña, Thévenet e Hinault, tutti vincitori della corsa nel decennio in cui lo hanno indossato. Il nome più in vista tra gli italiani è quello di Filippo Ganna.
L’arrivo a Parigi passando da Montmartre
Il Tour terminerà il 26 luglio a Parigi. Prima dell’arrivo sugli Champs-Élysées, il percorso passerà da Montmartre, riprendendo una delle immagini più riuscite del ciclismo olimpico. Dopo 3.320 chilometri e tre settimane di corsa, la passerella finale potrà ancora avere un valore per i velocisti capaci di resistere a quello strappo. Il Tour si vede su Eurosport e su Rai 2.
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