L’assurda bellezza di Monte-Carlo

 

 

❝Finché a Monte-Carlo non verranno i comunisti, a sciupare ogni cosa❞

Aldo Palazzeschi

La prima curva si chiama come la santa patrona, la Sainte Devote. Una martire. Fu torturata e uccisa dai Romani. Mentre ne trasportavano il corpo in nave, in mezzo a una bufera, uscì dalla sua bocca una colomba, il maremoto si calmò e tutti arrivarono sani e salvi nel porto dove adesso s’affollano gli yacht. L’altra a destra che passa davanti all’ingresso principale del casinò la conoscono tutti perché sta in Goldeneye di 007, mentre quella più fotogenica è il forcone, una delle più lente dell’anno, si va alla velocità media di un’auto su una strada residenziale. Altre si chiamano Rascasse, come un ristorante, dove Michael Schumacher diede scandalo parcheggiando la macchina per rallentare gli altri; oppure la Portier, dove Senna andò fuori, vinse Prost e lui prese la via di casa, si rifugiò direttamente nel proprio appartamento senza contattare il team McLaren fino a tarda sera.

La doppia chicane più avanti è dedicata a Louis Chiron, l’unico monegasco che abbia vinto in casa prima di Leclerc, e alle piscine. Chiron riusciva a correre grazie ai finanziamenti dell’industriale Alfred Hoffmann, erede di una grande casa farmaceutica. Ma se ci fosse stato un Drive to Survive a quel tempo, ci sarebbe finito dentro soprattutto per l’amore appassionato che scoppiò con l’altro ramo di casa. La moglie di Hoffmann. Finì con un divorzio e finirono i soldi.

Ma la diva tra tutte le curve è quella che chiamiamo del Tabaccaio, dove le macchine arrivano addosso ai fotografi che scattano e poi schizzano a sinistra. Al posto del tabaccaio d’origine oggi c’è un ristorante-pizzeria. Tecnicamente, spiegava qualche tempo fa Umberto Zapelloni sul suo TopSpeed Blog , “al Tabaccaio si arriva a 237 km all’ora e si esce a 176 con una frenata di 18 metri in 0″84 il tutto con una decelerazione di 4,2 g. Non la più tosta della pista (è quella all’uscita del tunnel), ma certamente la più spettacolare, soprattutto per chi la può vedere dal vivo. Senna era mostruoso. Ma Schumacher non era da meno. E negli anni d’oro anche Trulli riusciva a emozionare. A Montecarlo i piloti frenano 12 volte a giro, 15″ a giro. Non c’è pista in cui stanno così tanto sui freni (21%) anche se non è certo la pista dalle frenate più cattive. Vedere l’ora di qualifica al Tabaccaio è uno di quei momenti che non dimentichi. Anche perché la pole qui conta davvero”.

Oggi è quel giorno là. Chi parte dalla pole, negli ultimi venticinque anni ha 6 chance su 10 di vincere. Andrea Cremonesi sulla Gazzetta l’ha chiamata una volta l’anti-pista. “Così stretta che, se non si ha la fortuna di trovarsi dietro a un pilota che commette un errore, scavalcarlo – anche se più lento – è pressoché impossibile. Eppure non c’è pilota che non sogni di salire sul palco a stringere la mano al Principe”.

Un circolo chiuso di lusso e di coraggio.

 

 

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