
L’Argentina ha battuto l’Austria mostrando che la squadra costruita da Scaloni non si è limitata a conservare il Mondiale, sta continuato a migliorare. È così che il Clarín legge il 2-0, come un messaggio soprattutto all’Europa, ancora trattata dall’opinione pubblica come il centro superiore del calcio. Medina ha dato ragione alla scelta più discussa del ct, Enzo Fernández ha governato il centrocampo e Messi ha trasformato il possesso [561 passaggi] in due gol. Associazioni, linee strette, pazienza e pallone portano fino a Messi. La Scaloneta è ancora imbattuta contro le europee. Forse, conclude Clarín, ora dovrebbero essere loro ad averne paura.
✍️ Leandro Contento su La Nación racconta un’Argentina rimessa in ordine dalla pausa di idratazione, inizialmente fischiata dal pubblico. Finché Messi si è acceso. “Per l’Argentina possono esserci partite più facili, più aperte, più dure. Per Messi, invece, finiscono tutte per assomigliarsi”, scrive il giornale. Nel finale, stanco e dopo una palla persa che aveva esposto la squadra, il capitano ha rallentato il gioco, guadagnato falli e chiuso il conto con un tiro quasi da terra, “come un cestista che pretende l’ultimo tiro”.
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